Steve Jobs (2015)

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Chi conosce Steve Jobs? Quasi tutti.. Anzi, direi tutti. Vera e propria leggenda che ha rivoluzionato non solo il mondo informatico, ma il mondo in generale. Dopo la sua morte, Hollywood ha prontamente acquistato i diritti di sfruttamento del personaggio e ha sfornato ben 2 film. Nel 2013 ci aveva provato Ashton Kutcher con “Jobs”, piatto biopic dallo stile televisivo e senza verve. Nel 2015 invece ci prova il grande Aaron Sorkin (premio Oscar per The Social Network) con il regista Danny Boyle e il risultato è completamente diverso. Lascia da parte il biopic “nudo e crudo” (non interessa a nessuno la storia della sua vita) e focalizza la vicenda attorno ai lanci di 3 prodotti di Jobs: il Macintosh della Apple del 1984, il Black Cube della Next nel 1988 e il trionfale ritorno in Apple con iMac. Il tutto raccontato attraverso il dietro le quinte di questi eventi e il rapporto problematico con la figlia Lisa. Un punto di vista originale e riuscito dove Sorkin ci ubriaca di parole, ma allo stesso tempo ci ipnotizza davanti allo schermo. Merito anche di un Danny Boyle, che tra un montaggio frenetico e inquadrature veloci mantiene un ritmo indiavolato, e uno strepitoso Michael Fassbender, grande “tour de force” recitativo ad un passo dall’Oscar (arriverà presto, ne siamo sicuri). Ottimo anche il cast di contorno a partire da una splendida Kate Winslet e soprattutto un inedito e meraviglioso Seth Rogen. Tutto il resto lo fa Sorkin e il suo script complesso e con poche sbavature. Si arriva alla fine esausti ma soddisfatti per un’opera potente e roboante. Viene da pensare cosa avrebbe fatto David Fincher (era la prima scelta della Universal al posto di Danny Boyle) con una sceneggiatura così. Non lo sapremo mai, ma il risultato del trio Sorkin, Boyle, Fassbender è straordinario.

trash
“qualche dialogo di troppo nella parte finale”

cult
“un’interpretazione indimenticabile di Michael Fassbender”

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