Macbeth (2016)

MACBETH RISING

La versione cinematografica più bella (almeno per noi) è quella di Roman Polanski del 1971. Violenta, maledetta, monumentale. Rimangono indelebili nella nostra mente anche la versione di Orson Welles (1948) e quella straordinaria di Akira Kurosawa (Il Trono di Sangue, 1957) con un immenso Toshiro Mifune. Stiamo parlando di Macbeth, capolavoro di William Shakespeare sul potere e sulla pazzia. L’ultima versione passata nelle sale è firmata da Justin Kurzel, giovane regista australiano sconosciuto ai più, che sarà alla guida del prossimo Assassin’s Creed. Mantenendo le doverose distanze dai capolavori appena citati, Kurzel rilegge il poema shakespeariano puntando tutto sulla messa in scena cupa e (semi)visionaria. E vince la sfida. Il regista rimane abbastanza fedele al dramma e crea scene potenti che ricordano il miglior Nicolas Winding Refn (avete presente Valhalla Rising), mentre La bellissima fotografia Adam Arkapaw dipinge quadri cromatici stupefacenti. Il punto debole è una sceneggiatura che prova a rivisitare lo spirito crudo e nero pece dell’opera, ma in realtà arranca e rende poco digeribili diversi punti. Questo appanna una revisione dell’opera che aveva dell’ottimo potenziale dal punto di vista visivo, ma non trova la vera essenza del poema originale. Un grande peccato perchè il cast è perfetto; Un magnetico Michael Fassbender (scusate il gioco di parole) e una bellissima Marion Cotillard si addossano la responsabilità di due personaggi complessi e tormentati. Nonostante le diverse critiche dopo il passaggio all’ultimo Festiva di Cannes (sinceramente immeritate), il film di Kurzel è un buon esempio di cinema “visivo” e attoriale, lontano anni luce dalla poesia di Shakespeare, ma comunque accattivante e bello da vedere.
Assassin’s Creed è alle porte. Potrebbe essere la svolta per Kurzel. Vedremo…

trash
“una sceneggiatura che non coglie la vera poesia di Shakespeare”

cult
“la bellissima battaglia iniziale ed una superba coppia Fassbender/Cotillard”

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