Morgan (2016)

GENETICA SI, GENETICA NO

Un agente di una multinazionale viene inviata in un laboratorio segreto per valutare un incidente causato da una creatura sintetica chiamata Morgan, ma la realtà sarà ben diversa. Debutto alla regia di Luke Scott, figlio del grande Ridley Scott (qui produttore), che decide di trasportare una sceneggiatura di Seth W. Owen (qualche anno fa inserita nella blacklist delle migliori sceneggiature non ancora prodotte). Tutto questo è Morgan, thriller fantascientifico con risvolti horror e un accenno di critica sulla moralità del progresso genetico, ignorato in patria e massacrato dalla critica. Con un budget ridotto all’osso, gli Scott provano a costruire un thriller psicologico sottile e ben confezionato (in parte riuscito), ma che si abbandona ad un finale action un pò grossolano. Non mancano comunque dei buoni momenti, realizzati sapientemente, come il primo incontro con Morgan o il colloquio con lo psicologo. Momenti che, al di là di tutto, non riescono a far uscire il film dal “già visto”. Grandissimo (e sorprendente) il cast, che comprende Kate Mara, Paul Giamatti, Anya Taylor-Joy, Rose Leslie, Toby Jones e Brian Cox. Inutile sprecare altre parole. Per una buona serata al cinema all’insegna di un thriller senza particolari picchi, Morgan è un prefetto intrattenimento. Se cercate qualcosa di più complesso, cercate altrove. Senza infamia e senza lode.

trash
“una fastidiosa sensazione di “gia visto”

cult
“una Anya Taylor-Joy bella e inquietante”

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