Silence (2016)

CUORE DI TENEBRA

Dovremmo scrivere intere pagine per riuscire a darvi la nostra reale impressione su Silence, ultimo film di Martin Scorsese. Un film grande, complesso, intimo, emozionante. Siccome non possiamo scrivere romanzi, proviamo a sintetizzare. Silence è un progetto che Scorsese sogna da 30 anni (subito dopo L’ultima Tentazione di Cristo). E’ la storia di due preti gesuiti, padre Rodrigues e padre Garupe, che si recano in Giappone per trovare il loro mentore, padre Ferreira. Il loro viaggio sarà in realtà un percorso interiore sulla fede. Il grande cinema come si faceva una volta. Scorsese abbandona i ritmi drogati e allucinati di The Wolf of Wall Street per raccontaci, quasi sottovoce, una storia lineare ma allo stesso tempo complessa. Il suo stile essenziale ricorda le opere di Akira Kurosawa, senza dimenticare il lato “hollywoodiano” dell’operazione. Scene mozzafiato (create insieme allo scenografo Dante Ferretti e alla straordinaria fotografia di Rodrigo Prieto) che ci accompagnano attraverso un viaggio alla Apocalypse Now, dove l’inferno del Vietnam è sostituito dall’inferno dello spirito. Monumentale prova di Andrew Garfield, ennesima dimostrazione di un talento destinato ad esplodere, ma Adam Driver e Liam Neeson non sono da meno. Un film che sicuramente farà discutere, con scene di grande impatto emotivo (la tortura sulla croce) e un finale che darà spazio a dibattiti. Scorsese, a 74 anni suonati, ci ricorda che il grande cinema è ancora possibile. Un cinema fatto di emozioni vere. Provare per credere. Capolavoro.

trash
“assente”

cult
“una regia mozzafiato di Martin Scorsese”

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