Arrival (2016)

GLI SCULTORI DEL TEMPO

C’è fantascienza e fantascienza. C’è quella mitica di Star Wars, quella post-apocalittica di Mad Max, quella noir di Blade Runner, quella super action di Matrix. Poi c’è quella esistenziale. Per farvi qualche esempio illustre, 2001: Odissea dello Spazio, Solaris, Interstellar. Arrival di Denis Villeneuve rientra in questa categoria. 12 astronavi aliene sbarcano sul pianeta Terra. L’esercito americano incarica la linguista Louise Banks per comunicare con gli extraterrestri e capire le loro vere intenzioni. Villeneuve è un autore che conosce benissimo i meccanismi cinematografici e anche in questo caso riesce ad equilibrare perfettamente cinema autoriale con le esigenze di mercato. Perchè se da una parte il film è spettacolare e coinvolgente, dall’altra costruisce una narrazione lenta e piuttosto intricata, lontana dagli standard dei blockbuster. Villeneuve, con la scusa di realizzare un film fantascientifico, ci parla di dialogo e di linguaggio, e di come sono importanti (anzi, fondamentali) nella realtà di oggi. Una splendida metafora, mai banale e scontata che il regista ci fa “intuire” grazie a straordinari ed emozionanti flashback, montati alla perfezione nel film. Strepitosa l’interpretazione di una sempre bravissima Amy Adams, che anche questa volta ci regala una performance incredibile (la mancata candidatura agli Oscar è qualcosa di imperdonabile!!!). Un film che va al di là del tempo e dello spazio, come ci dimostra anche il montaggio di Joe Walker e la tenebrosa partitura di Jóhann Jóhannsson. Lasciatevi andare e gustatevelo, Arrival è uno dei film più belli dell’anno. Splendido !!!

trash
“assente”

cult
“la prima panoramica sul guscio alieno”

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