Smetto Quando Voglio: Masterclass (2017)

GLI SCULTORI DEL TEMPO

Nel 2014, un giovane regista di nome Sydney Sibilia, entra prepotentemente nella cinematografia italiana con una delle commedie più geniali degli ultimi anni, Smetto Quando Voglio. Il film racconta di un gruppo di ricercatori universitari che, visto la loro precarietà lavorativa, decidono di spacciare smart drugs. Una commedia divertente e allo stesso tempo spietata che inquadra perfettamente una realtà dei nostri giorni senza mai cadere nel patetico. Insomma, un vero e proprio trionfo per il cinema italiano, ormai fossilizzato da troppe commediole ridicole e appena sufficienti. Due anni dopo, Sibilia torna a raccontare le vicende tragicomiche dei suoi ricercatori/spacciatori con Smetto Quando Voglio – Masterclass, secondo capitolo di una trilogia che si concluderà con Smetto Quando Voglio – Ad Honorem. Sì, avete capito bene. Il nostro Sibilia ha realizzato una saga in pieno stile USA!!!
Senza entrare nel dettaglio della storia, il film è una sorta di preludio ad un terzo capitolo che, se mantiene tutte le promesse, sarà una bomba. Torna quindi la banda dei ricercatori, reclutata da una determinata ispettrice dell’antidroga per “scovare” altre smart drugs in circolazione.
Con una sceneggiatura perfettamente incastrata con il primo capitolo, Smetto Quando Voglio 2, parte piano per poi ingranare la marcia e trasformare la commedia in puro action. La bravura (e il coraggio) di Sibilia è proprio quella; costruire un universo cinematografico tutto italiano, a metà strada tra la pura comedy, il cinema d’avventura e l’action in stile Hollywood. Strepitoso tutto il cast che riesce a farci amare ancora di più questa banda di “soliti ignoti”, comprese le new entry, tutte perfettamente caratterizzate.
Il cinema italiano ha bisogno di questo. Coraggio, intelligenza, cattiveria, divertimento (quello vero) e un pizzico di pulp. Grazie Sydney, continua così. Ora l’attesa per il terzo episodio è alle stelle !!!

trash
“qualche lentezza nella parte iniziale”

cult
“l’assalto al treno”

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