Kong : Skull Island (2017)

APOCALYPSE KONG

Alcuni critici hanno liquidato questo Kong: Skull Island come “un film di mostri che si menano”, e in gran parte è vero. Il film di Jordan Vogt-Roberts è un perfetto B-Movie travestito da blockbuster di lusso. Ma il suo punto di forza è proprio questo. Secondo film dell’universo cinematografico MonsterVerse dopo il Godzilla di Gareth Edwards, Kong: Skull Island ci riporta negli anni ’70. Gli Stati Uniti sono in ginocchio dopo la disastrosa guerra del Vietnam e l’esercito americano è pronto per rientrare in patria. Ma c’è ancora un’ultima missione da svolgere. Perlustrare una misteriosa isola che nasconde segreti “mostruosi”. Al contrario di quanto fatto da Edwards con il suo Godzilla, Vogt-Roberts non perde tempo e ci fa entrare immediatamente nell’azione. Kong appare dopo 10 minuti in tutta la sua imponenza e i nostri occhi brillano di gioia. Lo scimmione gigante ci fa capire subito chi è il vero protagonista della pellicola e lo spettacolo è garantito. Omaggiando i grandi film sulla guerra del Vietnam (uno su tutti Apocalypse Now), ma con un taglio ovviamente più leggero, il regista ci porta attraverso Skull Island tra la sua fauna pericolosa e incredibile. E qui iniziano i problemi. Se la prima parte è perfetta per ritmo e intuizioni, la parte centrale crolla a causa di grossi problemi di sceneggiatura che la rendono sgangherata e stiracchiata. Alcune idee sono molto buone (come l’apparizione del ragno gigante), ma non trovano una coesione tra loro e si ha l’impressione di assistere a scene attaccate con lo scotch. Il cast “umano” oltretutto non aiuta, e viene relegato a semplice contorno (forse un pò uno spreco visto il cast “all star”). Per fortuna, nella parte finale il film torna in carreggiata grazie ad un combattimento finale perfettamente coreografato e altamente coinvolgente. Con una colonna sonora rock che spazia tra i Black Sabbath e David Bowie, il film non annoia mai e il divertimento è assicurato. Viene da pensare cosa riusciranno a tirare fuori dal cilindro i cervelloni della Legendary Pictures quando faranno incontrare Kong e Godzilla nel cross-over previsto per il 2020. Per il momento, stacchiamo la spina e godiamoci questo Kong. E come cantavano i The Doors, This is (not) the end…

trash
“un cast umano non perfettamente in parte”

cult
“un Kong mastodontico”

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