Life (2017)

URLA DALLO SPAZIO

La Stazione Spaziale Internazionale, riceve tramite una sonda proveniente da Marte, campioni del pianeta rosso. Tra questi, anche la prova assoluta della presenza di vita extraterrestre. Ma la scoperta diventerà presto un incubo. So cosa vi state chiedendo. La trama non è una novità. Anzi. Ma questo LIFE – Non Oltrepassare il Limite è uno dei film più spassosi visti (per il momento) quest’anno. Il regista Daniel Espinosa, omaggia/saccheggia altri film di fantascienza, confezionando un thriller spaziale senza pretese e ansiogeno al punto giusto. Nessuna svolta del cinema fantascientifico intendiamoci, solo divertimento e tanto, tanto mestiere. Espinosa gira quasi completamente a gravità zero, rendendo l’azione più fluida e incastra alcune buone idee fino ad un finale un po’ prevedibile ma azzeccato. Oltre agli ottimi gli effetti speciali, che riescono a convincere nonostante il budget limitato, il regista assembla anche un buon cast di “stelle” tra i quali Ryan Reynolds, Rebecca Ferguson e Jake Gyllenhaal. Dimenticate la poesia di Arrival, la maestria autoriale di Gravity e la potenza leggendaria di Alien, Life è un B-movie interessante e stacca-spina che non sorprende, ma porta a casa il risultato senza strafare. Se fosse stato girato negli anni ’80, oggi sarebbe un cult.

trash
“il look dell’alieno Calvin (aridateci Alien !!!)”

cult
“la “digestione” di Ryan Reynolds”

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