High-Rise (2017)

UMANITA’ ANNO ZERO

L’impresa era al limite dell’impossibile; tradurre in immagini il capolavoro letterario del 1975 di J.G. Ballard, Il Condominio. Per chi non conoscesse il romanzo (male, molto male), Ballard racconta della regressione “animalesca” di un gruppo di individui all’interno di un condominio di ultima generazione, provocata da una serie di blackout. Una feroce critica fantascientifica sulla società e sul lato oscuro dell’essere umano. Il produttore Jeremy Thomas, dopo anni e anni di tentativi (anche il grande Stanley Kubrick ci aveva provato), riesce a concretizzare il progetto e affida il timone al regista cult Ben Wheatley (Kill List). Il risultato finale è sorprendente. Senza dimenticare il romanzo di partenza, Wheatley costruisce un delirio visionario e colorato, mantenendo un look anni ’70 (geniale!!) e riuscendo a collocare l’azione in una sorta di futuro “sospeso”. Il regista (insieme alla sceneggiatrice Amy Jump) modella una prima parte lenta, mostrandoci tutti i condòmini e le loro caratteristiche. Nella seconda parte si aprono le danze al mattatoio e alla follia. Movimenti di macchina furiosi, colori accesi, violenza brutale. Wheatley non risparmia nulla e ci regala uno show registicamente imponente e, in alcuni punti, memorabile. Perfetto tutto il cast, a partire da un Tom Hiddleston bravissimo e da un Luke Evans scatenato, fino ad arrivare alla bellezza accecante di Sienna Miller e alla solita classe di Jeremy Irons. Una visione “ballardiana” potente, lucida e vertiginosa, dove vittima e carnefice sono la stessa persona. We are only humans. P.S. : strepitose le musiche del grande Clint Mansell.

trash
“una sceneggiatura che, a volte, non riesce a reggere il peso del romanzo”

cult
“una regia “imponente” di Ben Wheatley”

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