La Cura dal Benessere (2017)

IL DOTTOR VERBINSKI E LA CURA DEL SONNO

Analizziamo subito questo film partendo dal suo regista. Gore Verbinski ha debuttato dietro la macchina da presa con la commedia per famiglie Un Topolino Sotto Sfratto, primo film distribuito dalla DreamWorks SKG, per poi esplorare quasi tutti i generi cinematografici (ha lanciato la saga de Pirati dei Caraibi e ha vinto un Oscar con il film d’animazione Rango). Ma La sua carriera è esplosa nel 2002 con l’horror The Ring. Remake di un film di Hideo Nakata, The Ring riesce a superare il film originale, raccontando una storia asciutta, veloce e veramente spaventosa. A distanza di 15 anni (e dopo il grande flop di The Lone Ranger prodotto dalla Disney), Verbinski ritorna alle atmosfere thriller/horror con La cura dal benessere. Il risultato però è al di sotto delle aspettative. Le premesse sono interessanti: una misteriosa clinica sperduta nelle alpi svizzere, un broker alla ricerca di una persona, cure mediche surreali. Poteva veramente diventare un nuovo cult. E invece no. Con una durata di circa 2 ore e mezza, Verbinski ci porta all’interno della clinica dei misteri più noiosa di sempre. Con uno stile visivo falsamente affascinante, il regista dimentica per strada la sceneggiatura e l’operazione diventa un polpettone soporifero e assurdo. Niente da fare anche per il cast (sprecatissimo), a partire da un Dane DeHaan che non riesce a reggere tutto il film e un Jason Isaacs sottotono. L’unica nota degna di menzione è Mia Goth, attrice lanciata da Lars Von Trier, qui in un ruolo perfetto per il suo volto angelico. Il resto è puro cinema pseudo-autoriale, pretenzioso e irritante, capace di raccontare il nulla al quadrato con immagini patinate. Zero spaventi, zero immagini disturbanti. I tempi di The Ring sono lontanissimi.  Forse uno dei film più “dimenticabili” dell’anno !!!

trash
“la regia pseudo-autoriale di Verbinski e un finale tremendo”

cult
“una Mia Goth misteriosa e seducente”

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