Downsizing (2017)

IL MONDO IN MANO

C’era molta attesa per questo film di apertura di Venezia 74. Prima di tutto, perchè Alexander Payne è un autore mai banale o scontato (ha diretto film splendidi quali A proposito di Schmidt, Paradiso Amaro e Nebraska) e poi perchè, per la prima volta, Payne si cimenta con la commedia fantascientifica. Un team di scienziati ha inventato un procedimento per rimpicciolire le persone e, di conseguenza, preservare le risorse del pianeta. I coniugi Safranek, decidono di farsi miniaturizzare per inziare una nuova vita. Il film parte in quinta e ci regala una prima parte assolutamente stupefacente. A metà strada tra fantascienza e commedia, Payne ci regala qualcosa di veramente originale e incantevole (bellissima la procedura di miniaturizzazione di Matt Damon), ma poi il film cambia. Anzi, deraglia completamente dal percorso. Scordandosi completamente dei prodigi visti nella prima ora, Payne e il suo sceneggiatore Jim Taylor, modificano il tono del film, e dalla fantascienza comica, si passa ad una ridicola e quasi disastrosa seconda parte. Un errore madornale che affossa il film in una banalissima (e lentissima) storia, quasi come se il regista volesse raccontare due storie completamente diverse. Buono comunque tutto il cast, con un sempre bravo Matt Damon, il solito spumeggiante Christoph Waltz e una Hong Chau un filo irritante. La cosa che fa veramente incazzare è il buttare alle ortiche un’idea così geniale (e dopo una prima ora da applausi). A questo punto mi chiedo se questo Downsizing era la scelta giusta per aprire il Festival di Venezia.

trash
“una seconda parte irritante e banale”

cult
“la procedura di miniaturizzazione di Matt Damon”

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