L’Inganno (2017)

IL GIARDINO DELLE VERGINI OMICIDE

A volte mi chiedo se Sofia Coppola sia una regista sopravvalutata. Certo, Lost in Translation è un capolavoro assoluto e il suo debutto, Il Giardino delle Vergini Suicide, è notevole, ma per il resto, la sua filmografia è molto discontinua. Forse l’episodio che ha suscitato più polemiche in assoluto è il Leone d’Oro vinto a Venezia67 per Somewhere (film carino, ma NON da Leone d’Oro!!!). Quest’anno, a Cannes, Sofia Coppola ha portato in concorso la sua ultima fatica, L’Inganno – The Beguiled. Applaudito da pubblico e critica, il film si è portato a casa la palma d’oro per la miglior regia. E la storia si ripete. Inspiegabilmente. Per chi non lo sapesse, L’Inganno è un remake di un vecchio film con Clint Eastwood del 1971, La Notte Brava del soldato Jonathan, diretto da Don Siegel. La storia racconta di un caporale nordista ferito ad una gamba che viene ritrovato dalle ragazze di un isolato istituto femminile. La presenza di una figura maschile nell’istituto, porterà a galla gli istinti repressi delle fanciulle. Insomma, le premesse c’erano eccome. Un cupo drama/thriller con sfumature erotiche e con un cast da urlo. Ok, ma non è questo il film. Sofia Coppola, nella sua “visione autoriale”, costruisce un filmetto insipido e inutile. Lavorando parecchio sulle scenografie e sulla fotografia (il vero punto di forza del film), la regista non riesce a trasportarci all’interno della vicenda, distruggendo completamente eros e suspense. Lo script “asciutto” non aiuta poi a caratterizzare al meglio i personaggi che in molte scene risultano un pò stereotipati (vedi il personaggio di Elle Fanning). Cosa rimane quindi? Un’ottima Nicole Kidman (veramente in forma smagliante) e una straordinaria fotografia. Per il resto, L’Inganno rimane un compitino talmente esile che dimenticheremo in fretta. Palma d’Oro per la miglior regia? Mah…

trash
“una regia sterile”

cult
“una bravissima Nicole Kidman e una strepitosa fotografia”

logotrailer