Blade Runner 2049 (2017)

OLTRE I BASTIONI DI ORIONE

Denis Villenueve è un replicante, ora abbiamo le prove. Portare sullo schermo il sequel di Blade Runner 35 anni dopo il primo film era un’impresa impossibile. Se poi il risultato finale si avvicina al capolavoro, allora l’impresa diventa un miracolo. California, 2049. L’agente K del reparto Blade Runner, durante una missione, scoprirà un segreto talmente sconvolgente da far crollare l’intero sistema. L’unica speranza, è trovare il vecchio cacciatore di replicanti, Rick Deckard. Poteva diventare il solito blockbuster hollywoodiano pieno di azione ed effetti speciali. Poteva diventare uno dei progetti più disastrosi degli ultimi anni. Poteva diventare uno dei film più inutili della storia del cinema. Ma per fortuna, il mondo (o la Tyrell Co. ?) ha creato Denis Villenueve. Al contrario di tutto, Blade Runner 2049 è puro cinema d’autore. Tempi dilatati, personaggi ben caratterizzati, poca azione ma efficace, immagini maestose. Mantenendo (giustamente) le distanze dal primo film, ma senza tradire l’anima originale, Villenueve mette in scene il “suo” cinema. Se Ridley Scott è un autore più mainstream (forse troppo), il regista canadese predilige i momenti intimi e psicologici, scavando nel profondo della mente (non) umana. Immensa anche la fotografia del veterano Roger Deakins, perfettamente in sintonia con la storia e la regia, nonchè grande favorito ai prossimi Oscar (la gradazione arancione nella seconda parte è da standing ovation). Tutto il cast è perfettamente in parte, iniziando da un Ryan Gosling, poliziotto tragico e nostalgico, solo apparentemente monocorde e da un Harrison Ford che farà scendere una lacrimuccia ai più malinconici. Forse l’unico punto debole è il personaggio di Jared Leto, non molto approfondito e un po’ irritante. Blade Runner 2049 è un film completo e complesso, che si regge perfettamente sulle proprie gambe e che approfondisce il mondo di Blade Runner con grande padronanza visiva. Insieme a Dunkirk di Christopher Nolan, il film più importante dell’anno. Superbo !!!

trash
“il personaggio poco approfondito di Jared Leto”

cult
“la regia maestosa di Villenueve e la fotografia straordinaria di Roger Deakins”

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