Enemy (2013)

ARACNOFOBIA

Ora che Blade Runner 2049 è uscito nelle sale di (quasi) tutto il mondo, è giusto riscoprire uno dei film più ingiustamente ignorati del regista Denis Villenueve, ovvero Enemy. Prendendo spunto da un romanzo del premio Pulitzer Josè Saramago, L’Uomo Duplicato, Villenueve ci trasporta in un viaggio ai confini della follia. Adam, professore apatico, scopre per caso in un film noleggiato, che esiste un’altra persona esattamente identica a lui. La curiosità iniziale si trasforma in un vero e proprio inferno psicologico. E’ giusto non aggiungere altro alla trama di questo gioiello, perchè Enemy è un thriller tutto da scoprire. Villenueve costruisce un’ambientazione sospesa e deserta, trasformando Toronto in una città al di là del tempo e dello spazio, dove la tonalità “giallo spento” è il colore dominante. In questo non-luogo, si muove uno straordinario Jake Gyllenhaal, mostro di bravura che si divide tra due personaggi solo apparentemente identici. Meravigliosa anche l’attrice Sarah Gadon, che dona anima e corpo ad una donna fragile e indifesa. Peccato invece per il personaggio di Mélanie Laurent, poco approfondito e senza uno “scopo”. Un labirinto della mente, intricato e ipnotico, che ribalta continuamente le carte, fino ad una scena finale che le rimescola completamente. A tratti claustrofobico, Villenueve ci dimostra con grande classe e grande padronanza della macchina da presa che non servono effetti speciali elaborati per lasciarci a bocca aperta. E bastano poche scene per diventare aracnofobici.

trash
“una Mélanie Laurent poco sfruttata”

cult
“una “mostruosa” interpretazione di Gyllenhaal e una Toronto fuori dal tempo”

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