Train to Busan (2016)

ZOMBIE EXPRESS

Corea del Sud. Un padre e sua figlia, viaggiano sul treno che da Seoul arriva a Busan, per raggiungere la madre della bambina. Durante il tragitto, una misteriosa epidemia trasformerà il loro viaggio in una lotta per la sopravvivenza. Nel panorama del cinema horror, gli zombie-movie sembravano ormai sul viale del tramonto (e con la scomparsa del loro “papà” George A. Romero, ci sta tutto). Poi all’improvviso, arriva il film che non ti aspetti, e capisci che c’è ancora speranza nel mondo. Se poi gli zombie hanno gli occhi a mandorla, allora la cosa diventa veramente stupefacente. Train to Busan è uno di quei film che inizi a guardare senza tante aspettative, e arrivi alla fine con le lacrime agli occhi. Il regista Yeun Sang-ho, proveniente dal mondo degli anime, costruisce un disaster movie apocalittico e spettacolare, ambientato per l’80% all’interno su un treno, senza dimenticare lo spessore dei personaggi, un grande ritmo e un pizzico di critica sociale. Nulla a che vedere con i blockbuster “made in Hollywood” (Michael Bay o Roland Emmerich avrebbero realizzato la solita baracconata per bimbiminchia)!!! Dopo una prima ora assolutamente incredibile, il ritmo ha qualche caduta, soprattutto nell’ultima parte, ma basta la commovente scena finale per capire l’altissimo livello raggiunto da questa pellicola. Tra idee di sceneggiatura assolutamente geniali (la “gestione” del buio durante il passaggio nelle gallerie) e un ottimo cast, Train to Busan si ritaglia il suo posto tra i film horror più belli dell’anno, rinfrescando un genere che sembrava ormai (non) morto.

trash
“una lunghezza un po’ eccessiva”

cult
“grande ritmo ed un’inaspettata carica emotività”

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