La Battaglia dei Sessi (2017)

MATCH POINT

I registi Jonathan Dayton e Valerie Faris sono tornati. Dopo l’exploit di 11 anni fa con il piccolo cult Little Miss Sunshine, e dopo il notevole Ruby Sparks firmato nel 2012, la coppia di registi ci regala un altro film destinato a diventare, col tempo, un piccolo gioiellino. Siamo nel 1973. La partita di tennis (chiamata appunto “la battaglia dei sessi”) tra l’ex campione maschile Bobby Riggs e la campionessa mondiale femminile Billie Jean King, diventerà uno degli eventi sportivi televisivi più visti di tutti i tempi, nonchè uno scontro per l’uguaglianza tra uomini e donne destinato a cambiare per sempre la storia dell’umanità. Per raccontare un evento di questo tipo, Dayton e Faris ci immergono letteralmente negli anni ’70, ricostruendo perfettamente l’epoca e le atmosfere di quegli anni. Con tanta cinepresa a mano e una bellissima fotografia sgranata, seguiamo la storia “pre-partita” di Billie Jean (una strepitosa Emma Stone), determinata e innamorata di un’altra donna, e di Bobby Riggs (uno Steve Carell da Oscar), sbruffone maschilista e baro di professione, che nasconde, dietro una maschera, una frustrazione ormai insopportabile. Se la prima parte ci introduce molto bene nella vicenda, la parte centrale rallenta bruscamente diventando un po’ didascalica, per poi premere l’acceleratore nella partita finale, splendidamente girata. Un piccolo grande film, gestito ed interpretato alla grande. Partita vinta.

trash
“una parte centrale un po’ didascalica”

cult
“la bellissima partita finale”

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