CULT TOP 2019: I migliori film dell’anno secondo noi

Come da tradizione, ecco la lista dei migliori film del 2019 secondo la redazione di trashcult:

PARASITE di Bong Joon-ho

parasite
Una casa, due famiglie. Possiamo riassumere così lo straordinario film di Bong Joon-ho che, dopo le parentesi americane di Snowpiercer e Okja, torna nella sua Corea e realizza una potente black comedy che vira nel thriller e nel dramma. La lotta di classe non è mai stata così lucida, delirante, folle, magistrale. Bong Joon-ho si (ri)conferma uno dei più grande registi del momento. Meritatissima Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. Tagliente

 

JOKER di Todd Phillips

joker
Genesi e discesa nella follia del Principe del Crimine di Gotham, tra malattia mentale e dramma sociale. Todd Phillips sorprende tutti realizzando un cinecomic senza supereroi e introducendo uno dei personaggi più iconici di tutto il panorama fumettistico, il Joker. Abbattendo ogni tipo di barriera, Phillips ci consegna un personaggio tragico e doloroso, destinato ad entrare nella nostra testa, nel nostro cuore e nei nostri sogni. Per sempre. Monumentale prova attoriale di Joaquin Phoenix. Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Dolente

 

STORIA DI UN MATRIMONIO di Noah Baumbach

WYB_3269.nef
La fine di una storia d’amore si trasformerà in una guerra spietata tra avvocati e tribunali. Meravigliosa opera firmata Noah Baumbach, che analizza un divorzio destinato a diventare qualcosa di massacrante e inevitabilmente straziante. Omaggiando lo stile di un certo Woody Allen (e il bellissimo Kramer contro Kramer), Baumbach ci racconta con semplicità e con schiettezza una storia d’amore talmente reale da sembrare “vera”. Straordinari Scarlett Johansson e Adam Driver. Lacerante

 

THE IRISHMAN di Martin Scorsese

theIrishman
Vita e opere criminali del mafioso Frank Sheeran, dall’amicizia con il boss Russell Bufalino a quella con il sindacalista Jimmy Hoffa. Grande ritorno al gangster movie di Martin Scorsese che realizza, forse, il film di mafia definitivo. Con una padronanza cinematografica impressionante, Scorsese ci consegna il suo testamento artistico decretando quella che è probabilmente la fine di un’era. Impressionante anche il trio mostri sacri composto da Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, capaci, ancora una volta, di fare una lezione di cinema immensa. Le 3 ore e mezza più “leggendarie” del 2019. Mastodontico

 

MIDSOMMAR di Ari Aster

midsommar
Una giovane coppia americana in crisi, decide di partire per la Svezia ed assistere ad un bizzarro rito pagano. Dopo il grande successo di pubblico e di critica del suo primo film (Hereditary), il giovane regista Ari Aster punta in alto e realizza uno strano e accecante horror. Con una grande cura dei particolari e un’interpretazione favolosa di Florence Pugh, Aster ci accompagna in un incubo disturbante e snervante, mettendo a dura prova i nostri sensi e la nostra percezione della realtà. Una delle esperienze più allucinanti degli ultimi anni. Solare

 

TOY STORY 4 di Josh Cooley

toystory4
La banda di giocattoli capitanata da Woody e Buzz si ritroverà ad affrontare una nuova, incredibile avventura. Dopo un terzo capitolo sublime, la Pixar riesce incredibilmente a superarsi e a realizzare un quarto capitolo ancora più scatenato e intenso. Inserendo tanti nuovi giocattoli (la forchetta di plastica Forky e il bellissimo stuntman Doom Kaboom), la Pixar mescola sapientemente tutto il cinema del mondo e riesce straordinariamente a creare uno dei finali più commoventi e “perfetti” di tutta la sua filmografia. Scatenato

 

DOLOR Y GLORIA di Pedro Almodovar

dolorygloria
Un regista in crisi artistica ripercorre la sua vita, dalla sua infanzia agli inizi della sua carriera. Torna alla grande il regista Pedro Almodovar che realizza una personalissima e intima opera, ripercorrendo la sua esistenza attraverso il corpo e la voce di un meraviglioso Antonio Banderas. Rimanendo legato al suo cinema, Almodovar ci confessa le sua vita, le sue paure, i suoi amori, la sua carriera e riesce a sorprendere con un finale inatteso. Bentornato Pedro, ci sei mancato. Liberatorio

 

IL TRADITORE di Marco Bellocchio

54805
Le vicende del criminale Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia, che consentì al giudice Falcone e Borsellino di comprendere l’organizzazione di Cosa Nostra e di portarne i capi in tribunale. Bellocchio ripercorre dettagliatamente la vita “da pentito” di Buscetta, analizzando il suo rapporto con il giudice Falcone e ricreando perfettamente le scene in tribunale. Strepitosa interpretazione di Pierfrancesco Favino, forse il più grande attore italiano del momento. Ingiustamente ignorato al Festival di Cannes. Giuridico