Tolo Tolo (2019)

ZALONE EXPRESS

Non sono mai stato un fan del Checco Zalone “cinematografico”, ma ammetto che tutti i suoi film mi hanno fatto ridere. Risate senza grandi pretese, sostenute da un comico “intelligente” e mai volgare, che riesce a riempire le sale meglio di Star Wars o degli Avengers. Bisogna ammetterlo. Poi stendo un velo pietoso dal punto di vista cinematografico e sociale. Rido a crepapelle quando leggo o sento in giro persone che dicono: “Ah beh, Zalone fa satira sociale come nessun altro”. Si vabbè. Ri-stendo un velo pietoso. Però tutti i suoi film avevano un’innocenza di fondo, pura e in qualche modo piacevole. Insomma, dopo il successo stratosferico di Quo Vado?, il comico pugliese torna al cinema e questa volta anche da regista. Tolo Tolo doveva essere il suo salto di qualità: Paolo Virzì co-sceneggiatore, riprese in diversi paesaggi esotici, un cast di attori non professionisti e un argomento purtroppo attuale. E se le intenzioni erano buone, la realizzazione lascia un po’ a desiderare. Sì, perchè Zalone rimane a metà strada tra la sua comicità (qui molto meno marcata) e il road movie, inserendo momenti più o meno drammatici. Manca una solidità di sceneggiatura e una capacità di equilibrare questo materiale. E la maschera di Checco, questa volta, non riesce a sostenere tutto da solo. La tragicommedia che racconta di barconi, migranti e rifugiati poteva (doveva) avere una spinta in più, frantumando il politically correct verso una direzione più “cattiva” e scatenata. Invece tutto rimane in superficie, senza strafare e senza coinvolgere. Gli interventi “mussoliniani” inutili e fuori contesto, il cameo orribile di Nichi Vendola, i momenti musicali (che dovrebbero essere esilaranti) pessimi e senza senso, l’assurdo finale a Trieste. Tutto questo è Tolo Tolo. Possiamo parlare quindi di “svolta” nel suo cinema? Boh, forse si. O forse la maschera di Checco Zalone si sta spegnendo piano piano. O forse non c’ho capito niente e Zalone ha fregato tutti. O forse è solo un film mediocre e basta. Vabbè, la cosa positiva è che riempirà le sale di tutta Italia.

trash
“manca l’energia e la carica “politicamente scorretta” del vero Zalone”

cult
“nonostante tutto, Checco Zalone”

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