The Tender Bar (2021)

FIORI D’ACCIAIO

Vita, famiglia, sogni e gioventù del giornalista e scrittore J.R. Moehringer. George Clooney adatta per Amazon il romanzo autobiografico The Tender Bar (il bar delle grandi speranze). Il cuore di una famiglia unita, che batte e da sicurezza. La crescita e la voglia di raggiungere l’obiettivo. Un bar che, come la tabaccheria di Smoke, diventa un luogo di confronto e di cultura. Clooney azzecca la prima parte, sincera e sentita, ma si perde nella seconda, frettolosa, poco convinta e un tantinello noiosa. Per fortuna c’è un Ben Affleck da applausi a salvare la baracca. Una nomination ai prossimi Oscar non gliela toglie nessuno.

trash
“la regia piatta di George Clooney”

cult
“un Ben Affleck da applausi”

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Matrix Resurrections (2021)

MATRIX DELUSIONS

Quarto capitolo della saga di Matrix. Questa è l’unica sinossi “sensata” del film che possiamo scrivere. Lana Wachowski (questa volta senza la sorella Lilly) torna alla sorgente per un nuovo capitolo della saga che ha cambiato il cinema (ma si dai). Tornano pure Keanu Reeves (che qui è identico a John Wick) e Carrie-Anne Moss. Bella rimpatriata. Un po’ meno per lo spettatore. Meta-caos assoluto che non da nuova linfa alla saga. Tanto “meta” (e l’idea ci sta), tanta confusione, tanti sbadigli (per fortuna ho preso un caffè prima della proiezione). Cosa rimane quindi ? Solo qualche spezzone del primo Matrix che ogni tanto appare come un messaggio subliminale e pochissimo altro. Tutto svogliato e con poca grinta. Peccato, poteva essere una delle grandi sorprese di inizio 2022. Cominciamo male !

trash
“Matrix Resurrections”

cult
“Matrix del 1999”

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House of Gucci (2021)

TRASH FASHION

La storia d’amore tra Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci tra soldi, potere, caduta e omicidio. Della serie: “Parenti serpenti ma fashion”. Serviva molto impegno per rovinare una storia già intrigante nella vita vera. Eppure… Sarò brutale, ma House of Gucci è una delusione. Film infinito, senza grinta e senza ritmo. Ritratto trash (volontario e involontario) di una famiglia e della sua caduta nell’abisso (a causa di una donna ? Forse si !). Lady Gaga, brava ma non bravissima (si è vero, sembra Marisa Laurito), Adam Driver al minimo sindacale, tutti gli altri attori completamente (e inspiegabilmente) sopra le righe. Poi c’è Jared Leto, premio “ma perché ?!?!?!” dell’anno. Si arriva a fine film assonnati e con la consapevolezza di aver visto qualcosa di assolutamente dimenticabile. Le risate in sala durante la scena di sesso tra Lady Gaga e Adam Driver non hanno bisogno di commenti.

trash
“fa te voi, c’è l’imbarazzo della scelta”

cult
“ma dove la trovate una sosia identica di Marisa Laurito ?”

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E’ stata la mano di Dio (2021)

POESIA PER NAPOLI SUL MARE

Napoli, anni 80. Sotto la stella di Maradona, il giovane Fabietto sarà costretto ad affrontare la sua strada dopo un grave lutto. Della serie: “Poesia per Napoli sul mare”. Dopo le visioni di giovani papi, ricchi imprenditori, politici mefistofelici e scrittori in crisi, Paolo Sorrentino fa un passo indietro (nel passato) e rivede se stesso. Un Sorrentino nudo, diretto, asciutto, quasi irriconoscibile. La prima parte è leggera, quasi comica. La seconda parte è un capolavoro. Un viaggio di formazione verso il futuro, attraverso il dolore, il cinema, il calcio, Napoli e la famiglia. Sorrentino fa pace con la sua anima e noi con la nostra. “Io voglio pensà alla felicità Fabiè. Tu no ?” E’ stata la mano di Dio è la vera Grande Bellezza senza feste e trenini, solo il rumore della vita, del mare e del Vesuvio.

trash
“averlo recuperato su Netflix”

cult
“Napoli”

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Dietro I Suoi Occhi (2021)

RILASSATI

I segreti sono così: se li mantieni, ne sei prigioniero, se te ne liberi, ti perseguiteranno. Tratto dall’omonimo best seller di Sarah Pinborough («Assolutamente da leggere. Maledettamente geniale» – Stephen King) la miniserie Dietro I Suoi Occhi – Behind Her Eyes arriva su Netflix e cattura letteralmente lo spettatore già dal teaser. Louise (Simona Brown), dopo la separazione, si dedica interamente al figlio e al lavoro part-time che li mantiene entrambi, ma tutto cambia quando incontra David. Giovane, affascinante, di successo: Louise non si sarebbe mai sognata che un uomo così potesse essere attratto da lei. Tutto però si complica quando Louise conosce per caso la moglie di David, Adele (Eve Hewson) e diventa sua amica. Affascinante, elegante, Adele sembra incarnare la perfezione. Risucchiata in un gorgo di bugie e segreti, divisa tra il suo amante e la sua nuova amica, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David, sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai. Storie morbose, di minacce e tradimenti: una trama che potrebbe sembrare banale se non fosse che questa miniserie è letteralmente geniale con una straordinaria Eve Hewson, figlia d’arte nella finzione (This Must Be The Place con Sean Penn) e nella realtà (di un certo Paul David Hewson meglio conosciuto al mondo come Bono Vox). Non ci poteva essere contrapposizione più azzeccata con la dolcezza e la sensualità di Simona Brown che insieme ci mostrano due lati contrapposti della stessa medaglia, entrambe manipolate nella psiche. Chi è la vittima e chi il carnefice ? Difficile da comprendere ed è per questo che Behind Her Eyes tiene lo spettatore incollato alla fine.

trash
“assente”

cult
“Eve Hewson e Simona Brown che si contendono il bene e il male”

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Spider-Man: No Way Home (2021)

GRANDI RESPONSABILITA’

Recensione no spoiler, quindi se non ci capite niente, è giusto così. Spider-Man torna a combattere dopo che Mysterio ha rivelato la sua vera identità. Poi chiede aiuto al Doctor Strange e apriti cielo (letteralmente). La Marvel punta in alto, anzi in altissimo. L’eroe ragazzino che è pur sempre un ragazzino e deve crescere. Il prezzo da pagare è salato, ma forse è l’unico modo per crescere sul serio. Perchè in fondo, non sei un vero eroe se non fai di tutto per salvare le persone mettendo in pericolo la propria vita. Ambizioso, grande, leggermente traballante in alcuni punti, ma con un cuore grande così. Forse le emozioni questa volta vincono su tutto, action compresa. Si chiude il cerchio per aprirne un altro. Addio/bentornato Spider-Man. Insomma, che aspettate ? Andate a vederlo e non ve ne pentirete !

trash
“in alcuni punti la storia è un po’ traballante”

cult
“quando entrano in gioco le emozioni, Spider-Man è imbattibile”

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True Story (2021)

BROTHERS IN CRIME

Il comico di fama mondiale Kid è al suo apice: i film e gli show dal vivo a cui partecipa riscuotono un successo enorme. Quando il tour approda nella sua città natale, Philadelphia, nella sua vita riappare il fratello Carlton. A causa del carattere difficile e dei fallimenti personali, Carlton tende ogni volta a destabilizzare Kid, ma questa volta le cose iniziano a prendere una piega più brutta del solito, quando dopo una notte brava, nel letto di Kid c’è il cadavere di una ragazza. Kid è il fratello minore che ce l’ha fatta, Carlton il maggiore che invece di dare un esempio positivo risulta perennemente scapestrato e inconcludente. Il rapporto tra i due è non solo evidentemente disequilibrato, ma anche dannoso, non solo a sfavore di quello più fortunato, ma anche di Carlton che sapendo di poter contare in ogni momento sul sostegno di Kid, non si preoccupa di schivare errori e fallimenti. L’intreccio è abbastanza furbo, utilizza diversi cliché di genere, sebbene lo faccia in maniera efficace e intrigante. Vedere una very important person finire nei guai è un piatto molto succulento, soprattutto nell’era social. La fama che rischia di essere perduta e può essere riscattata grazie a criminali pericolosi e bugie difficili da tenere nascoste, tiene lo spettatore ben incollato e dopo la fine di una puntata difficilmente ci si arrende. A parte qualche ingenuità della sceneggiatura che si potevano facilmente evitare, True Story è un gran bel road crime come non se ne vedevano da un botto. Una serie piacevole per i dietro le quinte, gli intrighi e le conseguenti risoluzioni tutt’altro che agevoli.

trash
“qualche innocente ingenuità sulla sceneggiatura”

cult
“thriller emozionante con un bravo Kevin Hart, secondo solo al grande Wesley Snipes”

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Bruised (2021)

ADRIANAAA

Una ex lottatrice professionista di MMA decide di tornare sul ring anni dopo una sconfitta umiliante. Nel frattempo cerca di accudire un figlio avuto da una precedente relazione. Halle Berry dirige e interpreta Bruised, film sportivo simil Rocky/Creed ma al femminile. Tante botte e tanti lividi sul ring, ma picchia più forte la vita. Struttura già vista, regia poco ispirata. Si lascia guardare abbastanza bene, soprattutto per il cast, ma gli manca una guida solida per renderlo veramente tosto. A volte ha la pretesa di raggiungere le vette di The Wrestler con l’immenso Mickey Rourke, ma vola sempre basso. Solo Halle Berry si lascia menare. Noi spettatori rimaniamo illesi. Peccato.

trash
“Halle Berry regista”

cult
“Halle Berry attrice”

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Tick, Tick… Boom! (2021)

L’OROLOGIO DELLA VITA

Adattamento cinematografico del musical di Jonathan Larson, talento musicale in cerca della sua strada. Sorprendente opera Netflix che omaggia uno dei più grandi autori di musical di sempre. Gli anni 90, l’AIDS, i sogni, le sconfitte, la voglia di non mollare. Tanta energia e canzoni meravigliose. Lin-Manuel Miranda debutta alla regia e lo fa alla grande con un film travolgente, emozionante e coinvolgente. Qualche incertezza registica (ma vabbè), ma la forza della storia, delle canzoni e del personaggio di Jonathan Larson (poco conosciuto purtroppo in Italia) vi conquisterà. Ah, dimenticavo. Date un oscar a Andrew Garfield, ancora una volta, pazzesco.

trash
“qualche incertezza registica”

cult
“Andrew Garfield nell’interpretazione della vita”

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Hellbound (2021)

PARADISO PERDUTO

Seoul, Corea del Nord. L’improvvisa apparizione di creature infernali che puniscono i peccatori semina il panico nella città. Il fanatismo religioso e la violenza iniziano a dilagare. Della serie: “lasciate ogni speranza voi ch’entrate”. Tutto questo è Hellbound, nuova, strepitosa serie Netflix coreana. Il regista di Train to Busan ci racconta di sette misteriose, morte, peccati, sensi di colpa, redenzione e inferno. Il paradiso non è contemplato. Nessuno è al sicuro, siamo tutti peccatori. Il nostro destino è segnato e si materializza attraverso demoni-gorilla forzuti e cattivissimi. Tanti dialoghi, tante domande. Serie complessa e molto intensa, ma si rimanere incollati alla poltrona fino alla fine. Iniziate a pregare perché l’inferno inizia da vivi. Il 2021 si chiude con una delle serie più belle e più incredibili dell’anno.

trash
“la CGI è molto discutibile”

cult
“scuoterà la vostra anima”

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Il Tempo Che Ti Do (2021)

LA CLESSIDRA DELL’AMORE

Lina e Nico si lasciano dopo una storia lunga 9 anni. Lina dovrà affrontare il dolore e vivere nel presente un minuto alla volta. Serie spagnola strutturalmente interessante, ma forse deboluccia nei contenuti. 11 minuti a episodio. Con l’avanzare degli episodi, Lina penserà un minuto in meno al suo passato per vivere un minuto in più nel presente. Sembra complicato. E’ più facile a dirsi che a farsi. Il tempo come una clessidra che segna una storia d’amore (nel bene e nel male). Vivere nel passato o vivere nel presente ? La risposta è ovvia, ma non così scontata. Dipende come giri la clessidra. Cmq intrattiene e si guarda in un sol boccone, ma non raggiunge vette indimenticabili. Per quello c’è la meravigliosa serie “Scene da un Matrimonio” con la Chastain e Isaac.

trash
“una certa prevedibilità della storia”

cult
“un’ interessante struttura narrativa”

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Eternals (2021)

ETERNALAND

Gli eterni, un gruppo di alieni immortali che vive sulla Terra da millenni, dovranno riunirsi per combattere creature aliene feroci che attaccheranno il pianeta. Della serie: “Eternal-land”. Il premio Oscar Chloè Zhao entra in casa Marvel. Progetto ambizioso e “nuovo” questo Eternals, forse un po’ troppo ambizioso. Semi-dei con semi-problemi esistenziali vivono nei secoli dei secoli vestiti da Power Rangers. Sono fortissimi, ma meglio non combattere e rimanere nell’ombra. La Zhao ci mette del suo (che bei tramonti), la Marvel anche. Peccato che le due anime non si fondano a dovere. I personaggi funzionano e sono caratterizzati bene (a parte la Jolie), meno i cattivoni Devianti (la CGI a volte… vabbè). Troppo lungo, troppo parlato (preparatevi a qualche sbadiglio). C’è aria di novità in casa Marvel ? Forse sì, ma occorre aggiustare il tiro e accorciare la durata.

trash
“lungo e in alcune parti noiosello”

cult
“che bei tramonti”

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The Harder They Fall (2021)

BANG BANG BRO

Un misterioso cowboy è alla ricerca di vendetta nei confronti di uno spietato pistolero fuorilegge che gli ha ucciso i genitori. Della serie: “Yo, Cowboy bro”. Spumeggiante opera prima del cantante Jeymes Samuel. The Harder They Fall è un western in chiave pulp-pop-bang-black che funziona. Tanto Tarantino (e te pareva), Sergio Leone ovviamente come base, ma soprattutto il sottovalutato Pronti a Morire di Sam Raimi. Regia vorticosa, cast azzeccatissimo, atmosfera da fumetto e colonna sonora hip-hop. Un po’ impastata la parte centrale, ma lo scontro finale è da applausi. Se non amate il genere, non preoccupatevi. C’è da divertirsi comunque. Bang Bro !!!

trash
“la parte centrale è un po’ impastata”

cult
“il cast all black e la colonna sonora”

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Freaks Out (2021)

FREAKS SENZA GLORIA

Roma, Seconda Guerra Mondiale. 4 freaks che lavorano in un piccolo circo si ritroveranno a combattere contro un nazista psicopatico. Della serie: “Freaks senza gloria”. Dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti torna con questo travagliato Freaks Out e non sbaglia il colpo. Tra X-Men, Steven Spielberg, Guillermo Del Toro e spruzzate alla Tarantino. Favola per adulti roboante, scatenata, esagerata, tronfia, a tratti geniale, ma riesce a intrattenere dall’inizio alla fine. Forse Mainetti si perde un po’ per strada diverse volte, ma ha tanto cuore, tanta passione e tanto coraggio (vi ricordo che è una produzione italiana). Non si inventa nulla di nuovo, ma qui ci sono i presupposti per un grande futuro. Avercene. Bravo Gabriè, te voglio bene !!!

trash
“qualche momento di déjà vu”

cult
“bravo Gabriè”

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The Night House (2021)

CASA MIA, CASA MIA

Dopo l’improvviso suicidio del marito, una donna inizia a percepire strane presenze nella sua casa. Della serie: “Casa mia, casa mia”. Thriller/horror psicologico con Rebecca Hall protagonista assoluta. Case con fantasmi, mariti con segreti, vedove con depressione. Il regista David Bruckner con questo The Night House prova a fare l’horror d’autore con uno sguardo al mainstream. Ci riesce a metà. Elegante, ma confuso. Ansiogeno, ma poco accattivante. Tante domande, pochissime risposte (e non è un male), ma alcune scene risultano un po’ ridicole (e diversi cliché). Tra “Le Verità Nascoste” di Zemeckis, l’ultimo “Uomo Invisibile” e “La Casa Stregata” con Renato Pozzetto. Comunque ci pensa Rebecca Hall a salvare capra (o caproni) e cavoli (o diavoli).

trash
“elegante, ma narrativamente (molto) confuso”

cult
“Rebecca Hall è stratosferica”

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Voyagers (2021)

L’ASTRONAVE DELLE MOSCHE

Un gruppo di ragazzi si imbarca su una astronave per colonizzare un pianeta lontano. Tra i giovani scatterà una inesauribile lussuria e fame di potere. Della serie: “l’astronave delle mosche”. Prendete un gruppo di ragazzi arrapati come conigli e portateli nello spazio. Neanche l’assenza di gravità potrà raffreddare i loro bollori. Neil Burger con Voyagers realizza (quasi) il sequel “opposto” del suo Limitless. In quel film, Bradley Cooper, grazie ad una pastiglia, potenziava le sue capacità cerebrali. Qui, un gruppo di ragazzi regredisce allo stato animale seguendo i loro istinti primari. Corridoi stretti, luci al neon, spazio infinito, umanità brutale. Idea di base carina, ma realizzazione un po’ sconclusionata e poco accattivante. C’è una certa sensazione di claustrofobia, ma il cast non riesce ad elevare il film. E il “brutale” rimane solo dentro di noi. Peccato.

trash
“sinceramente ci aspettavamo più cattiveria e più sesso”

cult
“l’idea sulla carta era interessante”

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The Last Duel (2021)

MEDIOEVO MEE TOO

Francia, XIV secolo. Due cavalieri si sfidano a duello per provare un’accusa di stupro. Della serie: “La bella contro le bestie”. Ridley Scott omaggia Akira Kurosawa e il suo Rashomon. Tre personaggi, uno stupro, un duello, una sola verità. Matt Damon, sfregiato nel viso e nell’orgoglio. Adan Driver, farfallone bello e dannato. Jodie Comer (bravissima), angelica ma decisa. Incastri narrativi, fango, sudore e sangue. Forse un po’ troppo macchinoso e un po’ troppo furbetto, ma rimane comunque un buon film di Scott. Il movimento “mee too” è iniziato nel Medioevo. P.S. : Ben Affleck biondo con pizzetto è tremendo !!!

trash
“Ben Affleck biondo”

cult
“Jodie Comer”

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Scene da un Matrimonio (2021)

AUTOPSIA DI UN MATRIMONIO

Crisi e distruzione totale del matrimonio di Jonathan e Mira, coppia costretta ad affrontare un doloroso divorzio. Della serie: “un matrimonio e un funerale”. Scene da un Matrimonio è un’autopsia di un rapporto lacerato con alle spalle la bellissima miniserie televisiva di Ingmar Bergman. Hagai Levi la aggiorna ai nostri tempi, ma l’intensità non cambia. Si litiga, si parla, si beve, si torna a litigare, si fa sesso. Manca l’amore, o forse c’è ancora ma nessuno dei due vuole mostrarlo. Oscar Isaac e Jessica Chastain straordinari. Levi scrive e omaggia il maestro Bergman nel migliore dei modi e ci regala una miniserie imperdibile e mozzafiato. Credetemi… se non avete provato almeno una volta i sentimenti di Jonathan e Mira, non avete ancora vissuto.

trash
“qualcuno ha ancora intenzione di sposarsi ?”

cult
“Oscar Isaac e Jessica Chastain. Immensi”

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Midnight Mass (2021)

UN ANGELO ALLA MIA TAVOLA

La piccola isola di Crockett Island, popolata da una comunità di persone molto religiose, verrà stravolta dall’arrivo di un giovane e misterioso prete che porterà doni miracolosi a tutti gli abitanti. Della serie: “Un angelo alla mia tavola”. Mike Flanagan torna su Netflix con Midnight Mass, una nuova serie (pseudo) horror, ma qui l’horror è solo accennato. La fede, la religione, il bigottismo, il fanatismo. Tutti ingredienti che non possono portare nulla di buono. Flanagan ci nasconde il male (puro) sotto il bene, ci travolge, ci sorprende, ci emoziona (tantissimo). Mescola Stephen King e ce lo ripropone con una forza narrativa pazzesca. Preti, padri, madri, figli. Tutti devono espiare i propri peccati, perchè la fede serve a questo, serve a liberarsi. E allora buona messa di mezzanotte a tutti e che il vostro angelo custode vi protegga (ma non troppo). Grazie Netflix (e Mike Flanagan) per questo capolavoro di serie.

trash
“dopo questa serie, sarà dura raggiungere un livello così alto”

cult
“Amen”

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Maid (2021)

LA RICERCA DELLA FELICITA’

Alex, giovane madre scappata con la figlia dal marito violento, dovrà sopravvivere lavorando duro come domestica. Per la serie: “La ricerca della felicità”. Splendida miniserie Netflix tratta dal libro di memorie di Stephanie Land. Lavoro (durissimo), sacrifici (tanti), soldi (pochi), mariti (falliti), genitori (lontani), figli. Si combatte per vivere, per amore, per tutto, con le uniche armi a disposizione: il coraggio e l’aspirapolvere. Tutto funziona, tutto gira per il verso giusto. Si rimane incollati, dal primo all’ultimo episodio. Margaret Qualley, meraviglia di attrice, occhioni blu e capelli neri, ci colpisce dritto al cuore, diventando all’improvviso uno dei più personaggi più belli e commoventi degli ultimi anni.

trash
“se non siete ancora soddisfatti della vostra vita”

cult
“Margaret Qualley e i suoi occhi blu”

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Monster Hunter (2021)

RESIDENT MONSTER

Un gruppo di soldati, capitanati dal tenente Artemis, si ritrova in un mondo popolato da mostri giganti. Dovranno combattere per sopravvivere… insomma, un “Resident Monster”. Prendete Resident Evil e sostituite gli zombi con i mostri giganti… et voilà, ecco Monster Hunter. Tra Mad Max, Starship Troopers ed Il Regno del Fuoco, è un’avventura innocua per bimbiminchia smanettoni dei videogame. Si potrebbe parlare di come il film non raggiunga mai un livello di intelligenza minimo, ma è talmente divertente che possiamo tranquillamente far rilassare i nostri neuroni per 90 minuti. Mostri giganteschi, guerrieri mohicani, marines armati. Poi vuoi mettere Milla Jovovich che combatte un drago con due spade di fuoco ? Eddai su !!!

trash
“Milla Jovovich con spade infuocate contro un drago”

cult
“ari-Milla Jovovich con spade infuocate contro un drago”

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Squid Game (2021)

GIOCHI SENZA FRONTIERE

456 persone con gravi problemi economici vengono sequestrate da una misteriosa organizzazione per partecipare ad una bizzarra gara di sopravvivenza. Il montepremi finale è incredibile, ma chi perde, muore. Della serie: “Mai dire Banzai !!! (ma in Corea)”. Straordinaria serie coreana targata Netflix che riesce incredibilmente ad incollare alla poltrona per tutti i 9 episodi. Cosa sei disposto a fare se sei al verde? L’unico modo è tornare bambini e giocare, fidandosi solo di se stessi. Violentissimo, cattivissimo, coloratissimo, intelligente e dal ritmo fenomenale, Squid Game è l’ennesima dimostrazione di come i coreani riescano a mescolare thriller, dramma, commedia e tanto tanto cuore. Tra Giochi Senza Frontiere, Hunger Games e Takeshi’s Castle. Una delle migliori serie del 2021, da non perdere per nulla al mondo.

trash
“il fatto di non essere coreani”

cult
“maledetti coreani”

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No Time to Die (2021)

VIVI E LASCIA…

L’agente James Bond dovrà tornare in missione per l’ultima volta per sventare un piano che minaccia il mondo. Della serie: “Last but not least”. Gran finale dell’era Daniel Craig, che chiude baracca con questo quinto film. Tutto è costruito per omaggiare/incensare il personaggio di Ian Fleming (giustamente). Ma com’è questo No Time To Die ? Divertente, ma sgangherato. Emozionante, ma lunghissimo. Fukunaga non è Sam Mendes e il progetto purtroppo perde di autorialità. Restano alcune sequenze azzeccate (l’incipit, la sequenza a Matera), due new entries perfette, Ana de Armas e Lashana Lynch oltre al solito magnetico Daniel Craig. Completamente sbagliato il villain di Rami Malek in versione fantasma dell’opera. Il ritmo comunque c’è e quando ingrana la marcia non ce n’è per nessuno. Così si chiude un’epoca durata quasi 60 anni, con la consapevolezza che una nuova generazione di Bond è alle porte: che il futuro abbia inizio !!!

trash
“Rami Malek e il suo villain da fantasma dell’opera”

cult
“ovviamente Daniel Craig, ma vogliamo parlare di Ana De Armas ?”

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The Guilty (2021)

UNA CHIAMATA ALLUNGA LA VITA

Un poliziotto, con un passato “difficile” e costretto a rispondere alle chiamate del 911, deve cercare di salvare una ragazza dall’altra parte della cornetta. Della serie: “Una chiamata allunga la vita”. Alla base c’è il (bellissimo) film danese di Gustav Möller del 2018. Intenso, mozzafiato, implacabile. Ecco il remake americano targato Netflix. Grande tensione e grande senso del ritmo (ma il merito è del film originale). Il mondo è in fiamme e un uomo “in fiamme” cerca di salvare una vita. O forse cerca solo di salvare se stesso dalle fiamme dell’inferno (interiore). Antoine Fuqua fa il suo lavoro dietro la macchina da presa. Jake Gyllenhaal invece fa tutto il resto, dimostrando di essere uno dei migliori attori della sua generazione. Applausi scroscianti per lui.

trash
“troppo uguale all’originale”

cult
“un Jake Gyllenhall in fiamme”

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Space Jam: New Legends (2021)

JAMES E LO SCULT GIGANTE

Il campione NBA LeBron James deve unirsi ai Looney Toones per giocare una partita di basket e salvare il figlio. Della serie: “Come ti rifaccio (male) un cult”. Ragazzi, i tempi sono cambiati e le persone anche. Forse questo nuovo Space Jam New Legends è stato progettato per le nuove generazioni (togliamo il “forse”) e forse è questo il motivo del piattume cosmico. Tanta, tantissima roba (tutta a marchio Warner ovviamente) e poco Looney Tunes. Manca la follia anarchica dei personaggi e soprattutto in versione 3D sono terrificanti. E poi, i soliti pistolotti padre/figlio, effetti speciali strabordanti e LeBron James ha lo stesso carisma della molletta per stendere il bucato. Poi boh, a qualcuno può piacere questo (finto) delirio marchettaro della Warner, ma credetemi quando vi dico che le nuove generazioni non sono così stupide da accettare (e apprezzare) un prodotto inutile come questo. Quanto mi mancano gli anni 90.

trash
“LeBron James e i Looney Tunes (in 3D)”

cult
“Michael Jordan e i Looney Tunes (in 2D)”

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Supernova (2021)

MAPS TO THE STARS

Due uomini, insieme da vent’anni, decidono di partire per un viaggio attraverso l’Inghilterra. La prova del tempo, attraverso il tempo. Due persone unite da una vita nell’ultimo cammino della vita. Il nord Inghilterra e Lake District colorati d’autunno. La malattia, il viaggio (siderale), lo spazio (tempo). Siamo tutti viaggiatori. L’importante è avere qualcuno con cui condividere il percorso. Tempi dilatati, ma Colin Firth e Stanley Tucci in questo Supernova sono da applausi.

trash
“il tempo della nostra vita (troppo breve)”

cult
“Colin Firth e Stanley Tucci”

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Dune (2021)

DUNE WARS

Anno 10191. La casata degli Atreides viene incaricata dall’Imperatore dell’universo di governare il pianeta Arrakis dove si produce una Spezia di vitale importanza. Della serie: “Sabbia, soldi, politica e ancora sabbia”. Potremmo parlarne per ore e ore. Vedo di fare una sintesi “da profano” (non ho letto il romanzo). Dune, cattedrale cinematografica firmata Denis Villeneuve che porta sullo schermo l’impossibile (primo) romanzo di Frank Herbert (Lynch fallì miseramente nel 1984). Gigante, anzi gigantesco. Tanti complotti, tanta politica e tanta sabbia. Chalamet sogna Zendaya (chiamalo scemo), Jason Momoa per fortuna non fa Aquaman e Oscar Isaac interpreta il padre che tutti vorremmo avere. Lungo, caldissimo, ipnotico e maestoso, come la colonna sonora di Hans Zimmer. Poi oh, se vi aspettate un nuovo Star Wars, state freschi. Questa è fantascienza d’autore che incontra il blockbuster hollywoodiano. Il problema è che non finisce, ma anzi inizia (e siamo arrivati solo a metà primo romanzo). E ne vorremmo ancora e ancora. Filmone-one-one.

trash
“Dune di David Lynch”

cult
“Dune di Denis Villeneuve”

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Pig (2021)

TOPI E MAIALI

Un vecchio eremita che vive in mezzo ai boschi, intraprende un viaggio per recuperare il suo maiale da tartufo rapito da sconosciuti. Della serie: “Tutti possono cucinare… anche Nicolas Cage“. Stranissimo revenge movie con Nicolas Cage barbuto alla ricerca del suo maiale. Detta così, può sembrare uno dei film più trash dell’anno. E invece… questo Pig è un bizzarro ma splendido film. Malinconico, dark, intenso. In qualche modo, il sequel spirituale di Ratatouille della Pixar. Un viaggio nella cucina e nella riscoperta delle persone. Non per tutti, ma il viso insanguinato e disperato di Nicolas Cage entrano nel nostro cuore.

trash
“se vi aspettate il solito revenge movie peggio per voi”

cult
“un Nicolas Cage da applausi”

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Last Night in Soho (2021)

PROFONDO LONDON

Una ragazza di periferia, decide di trasferirsi a Londra per entrare in una prestigiosa scuola di moda. Il suo soggiorno sarà tempestato di terrificanti visioni. Della serie: “Sotto il vestito niente.. fantasmi”. Il geniale regista Edgar Wright firma un thriller/horror che fa il verso a Polanski, Argento e De Palma. Grande (e intelligente) messa in scena e ritmo da paura, ma forse gli manca quel qualcosa per trasformarlo in cult assoluto. Luci psichedeliche, colonna sonora favolosa e un cast perfettamente in parte (Matt Smith bravissimo), ma verso la fine Wright perde un po’ la bussola e tutto diventa un po’ prevedibile. Peccato, ma il gioco cine-pop di Wright vale sicuramente la visione.

trash
“il film perde il mordente nel finale”

cult
“Wright rimane uno dei più grandi registi pop in circolazione”

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The Voyeurs (2021)

LA FINESTRA SUL “DAVANZALE”

Una giovane coppia inizia a spiare dalla finestra del loro loft un’altra coppia. La cosa prenderà una piega piuttosto morbosa. (Pseudo)Thriller (pseudo)erotico targato Amazon. L’obiettivo sulla carta è rilanciare/omaggiare i film anni 80/90 di Paul Verhoeven e Brian De Palma. Purtroppo rimane sulla carta. Michael Mohan gioca tra metaforoni un po’ banalotti (occhi, oculisti, uova, binocoli e occhiali), cercando di dare ritmo con un montaggio accattivante. Peccato che manchi completamente la tensione (sia erotica che ansiogena) e alla fine non si capisce dove vuole andare a parare (complice anche alcune svolte narrative no-sense). E il plot-twist finale poi… dai su… non bastano degli attori seminudi per fare eros.

trash
“The Voyeurs”

cult
“qualche bel davanzale”

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Kate (2021)

J-POP WICK

Una killer viene avvelenata dopo una missione fallita. Avrà 24 ore di tempo per scoprire chi l’ha incastrata e vendicarsi. Action-pop-giappo-revenge prodotto da Netflix. Tanto action, tanto sangue, tanti neon, tante canzoni pop giapponesi, tanto Mary Elizabeth Winstead. Per il resto chissenefrega. Se vogliamo fare i pignoli, non ha la classe di John Wick e nemmeno la follia geniale di Tarantino (se ciao), ma questa Kate diverte e non poco e la Winstead ci crede un totale. Sicuramente meglio di quella ciofeca di JOLT con Kate Beckinsale. Mi raccomando, staccate la spina del cervello prima di accendere la tv.

trash
“zero sorprese”

cult
“Mary Elizabeth Winstead”

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Free Guy – Eroe per Gioco (2021)

PAC-GUY

Guy, normale impiegato bancario, vive inconsapevolmente in un enorme videogame chiamato Free City. Ryan Reynolds vs The World. Action-comedy caruccia e abbastanza divertente che si appoggia esclusivamente sulle spalle di un Ryan Reynolds che gigioneggia dalla prima all’ultima scena. Poi il (video)giochino funziona (e se vogliamo, funziona anche il pistolotto de “l’uomo qualunque che fa la differenza”), ma Shawn Levy gira con il pilota automatico e forse un regista più “anarchico” avrebbe aiutato (tipo un Edgar Wright), soprattutto quando, verso la fine, inizi a guarda insistentemente l’orologio. Sicuramente per gli smanettoni dei videogiochi è imperdibile. Per gli altri, riguardatevi “Ready Player One” di Steven Spielberg oppure “Scott Pilgrim vs The World” di Edgar Wright. Game Over.

trash
“tutto piuttosto piatto e politicamente corretto”

cult
“Ryan Reynolds funziona (ma forse solo lui)”

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The Suicide Squad (2021)

GUARDIANS OF THE WEIRDO

Una squadra di super criminali viene inviata su un’isola del sud America per affrontare una missione suicida. Delirio puro firmato James Gunn. Lasciato a briglie sciolte dalla Warner Bros, Gunn inserisce il suo mondo fatto di violenza (tanta), volgarità (tanta) e scene al limite del trash (voluto). Ma che figata però. Più sporco e cattivo di Guardiani della Galassia ma non per questo meno emozionante. Tra donnole mangia bambini, stelle marine aliene giganti, personaggi bizzarri, topi, uomini-squalo e mamme (ebbene sì), Gunn ci travolge in un vortice weirdo e no-sense che è impossibile non amare. “I ratti sono le creature più infime di tutte. Se hanno uno scopo loro, ce l’abbiamo tutti”. Grazie James, ti vogliamo bene anche noi (tanto).

trash
“tutto, ma non la Suicide Squad”

cult
“James Gunn”

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Jungle Cruise (2021)

PIRATI DELLA GIUNGLA

Inizio XX secolo. La scienziata Lily Houghton è l’avventuriero Frank intraprendono un pericoloso viaggio in Amazzonia per trovare l’Albero della Vita. Avventura bellina bellina targata Disney, tra Indiana Jones e Pirati dei Caraibi. Forse manca un po’ di originalità e la regia di Collet-Serra è piuttosto standard (niente da fare, il maestro Spielberg rimane imbattibile anche dopo 40 anni), ma c’è la passione per il vecchio e glorioso cinema d’avventura e la grande chimica tra Emily Blunt e Dwayne Johnson. Azione, botte da orbi, maledizioni, risate e Nothing Else Matters dei Metallica riarrangiata. Leggero leggero, ma funziona e si arriva a fine film con il buonumore. Cosa non da poco.

trash
“il solito politically correct by Disney”

cult
“la coppia Blunt / Johnson e Nothing Else Matters dei Metallica riarrangiata”

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Gunpowder Milkshake (2021)

HAI ORDINATO UN FRAPPE’ DA 5 DOLLARI ?

Sam, una giovane super killer, viene braccata dalla sua organizzazione criminale dopo che ha disobbedito ad un ordine. Prendete John Wick e dategli un frappè alla fragola. Tra l’action pop di Edgar Wright, la scatenata messa in scena di Matthew Vaugh e ovviamente il solito Tarantino, il film racconta una storia poco originale, ma i colori accesi, la regia “cool”, la violenza da fumetto e la protagonista Karen Gillian riescono a regalarci un buon frullato alla fragola ma senza ciliegina. Che poi a me il frullato manco mi piace. Meglio quello da 5 dollari di Mia Wallace !!!

trash
“già tutto visto e rivisto”

cult
“la confezione comunque è simpatica”

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A Classic Horror Story (2021)

SANGUE E ‘NDUJA

Dopo un incidente stradale, un gruppo di persone sarà costretto a combattere per la propria sopravvivenza. Applausi. Il cinema italiano sforna A Classic Horror Story, un horror con i controcazzi. La coppia De Feo/Strippoli costruisce un gioco grondante sangue, divertente, inquietante e sorprendente. Tra Ari Aster, Ben Wheatley, Tobe Hooper e ovviamente Sam Raimi, ma si respira la stessa gioiosa passione per il genere vista in Quella Casa Nel Bosco (scritto da Joss Whedon). Metacinematografico e cattivissimo, ma c’è pure spazio per Gino Paoli e Sergio Endrigo. Un consiglio: state lontani dagli spoiler, perché qui i colpi di scena non mancano. Ancora applausi. Forse qualcosa sta cambiando nel cinema italiano. Questa volta sul serio !!!

trash
“qualche difettuccio qua e là (ma ci sta)”

cult
“nuovi autori di genere nel panorama italiano”

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Black Widow (2021)

MI CHIAMO WIDOW… BLACK WIDOW

In fuga dopo gli accordi di Sokovia, Natasha Romanoff deve riunirsi alla sua vecchia famiglia per sconfiggere un vecchio nemico. Avventura stand alone di Vedova Nera/Scarlett Johansson (che chiude il cerchio con la Marvel). Spy/action “alla Luc Besson” con spruzzate di James Bond (quello di Roger Moore), Mission: Impossibile e Spy Kids. Il film però convince così così. Forse perché i comprimari funzionano meglio della protagonista (David Harbour in stile Mr. Incredibile, Florence Pugh bellissima e senza tube di falloppio e Rachel Weisz che alleva maiali domestici). O forse perché il personaggio ha già detto tutto nei film precedenti. Semplicemente è fuori tempo massimo. Poi boh, può anche divertire e le gag “in famiglia” sono simpatiche, ma come canto del cigno, Black Widow meritava una sorte migliore ?

trash
“i soliti clichè del cinema horror mainstream”

cult
“un inaspettato senso di novità”

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La Guerra di Domani (2021)

L’UNICO MICIONE BUONO, E’ UN MICIONE MORTO

La popolazione del pianeta Terra viene inviata 30 anni nel futuro per aiutare e sconfiggere una spietata razza aliena. Nuova invasione aliena, nuovo action movie. Chris Pratt (lo Star-Lord di Guardiani della Galassia) al posto dei vari Bruce Willis, Tom Cruise e Will Smith combatte dei cattivissimi micioni bianchi nel futuro. Divertente (ma troppo lungo), con qualche pistolotto azzeccato (il passato che salva il futuro, i padri che salvano i figli) e con un look gustosamente anni 90. Niente di memorabile o di particolarmente impegnativo, ma è un degno erede dei gloriosi filmoni sci-fi targati Roland Emmerich e Paul Verhoeven. Quanti ricordi.

trash
“un film non particolarmente impegnativo da seguire”

cult
“fantascienza anni 90 … bei ricordi”

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The Conjuring – Per Ordine del Diavolo

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI I DEMONI

I coniugi Warren dovranno indagare su un misterioso caso di omicidio causato da una presunta possessione demoniaca. Torna la coppia di ghostbusters della saga The Conjuring per la terza volta. E nonostante sia il terzo film, sorprende e non poco. Dopo alcuni orribili spin off (The Nun, Annabelle e La Llorona), il franchise riprende forza con un Conjuring 3 interessante, incalzante e ben costruito. La zona è sempre quella dell’horror ultra-iper-mega commerciale esagerato, ma c’è la voglia di trovare nuove strade da percorrere (mescolando anche un po’ i generi, dal legal thriller al poliziesco). Tanto ritmo, buone atmosfere, zombi grassoni e materassi ad acqua bastardi. C’è di tutto e tutto già visto (quasi ridicoli gli omaggi a L’Esorcista e Shining), ma per qualche strano meccanismo, incolla alla poltrona. La legge è uguale per tutti, demoni compresi.

trash
“i soliti clichè del cinema horror mainstream”

cult
“un inaspettato senso di novità”

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Una Donna Promettente (2020)

LOLLIPOP

Una ragazza intraprende una feroce vendetta contro tutti gli uomini a causa di un tragico evento del passato. Il tema della violenza sulle donne in chiave pop. Acclamato dalla critica americana, l’esordio di Emerald Fennell è piuttosto interessante, ma forse un tantinello sopravvalutato. Thriller, dramma, black comedy. Tutto mescolato insieme a uomini predatori (qui lo sono tutti), unghie colorate, finte sbronze e colonna sonora fantastica (geniale l’arrangiamento di Toxic di Britney Spears). Qualche caduta di ritmo e qualche momento un po’ forzato, ma il film c’è e intrattiene a dovere. Il profondo senso di colpa che può provocare una violenza e tutto quello che ne consegue. Senza nessuna redenzione, perché in fondo siamo tutti vittime. O forse no. Ah, Carey Mulligan è da applausi.

trash
“forse non graffia a fondo come dovrebbe”

cult
“Carey Mulligan”

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A Quiet Place 2 (2020)

MA CHE TE STRILLI

Dopo gli eventi del primo film, la famiglia Abbott si ritrova ad affrontare le creature al di fuori della loro casa, dove i pericoli sono sempre in agguato. Secondo capitolo più “amplificato” rispetto al primo, ma perfettamente riuscito. Krasinski aumenta il tiro e inserisce diverse strutture narrative, nuovi personaggi e qualche piccola sorpresa. Primi 10 minuti favolosi, poi si rallenta per arrivare ad un terzo atto mozzafiato. Bellissimo il personaggio di Cillian Murphy, ma Millicent Simmonds rimane il vero motore del film. Omaggi al cinema horror dei maestri (Romero su tutti) e tanta tanta passione (e rispetto) per il genere. Il cinema mainstream originale che vogliamo vedere.

trash
“manca l’effetto novità”

cult
“la grande capacità registica di Krasinski”

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Luca (2021)

QUELLE ESTATI LI’

Riviera Ligure, anni 50. In una torrida estate, il tritone Luca parte alla scoperta del mondo degli umani. Quelle Estati lì. La Pixar “sbarca” in Italia grazie al regista Enrico Casarosa e ci regala una nuova, splendida avventura. Meno cerebrale e più “diretto” di altri capolavori Pixar (Inside Out, Soul). L’amicizia che unisce tutti, non solo i giocattoli. L’estate della nostra infanzia, quella che non dimenticheremo mai. E poi la Vespa, Gianni Morandi, Edoardo Bennato, la pasta, il mare, la bicicletta, Collodi, Miyazaki. Una Pixar minore? Forse, ma riesce cmq ad emozionare come pochi altri. Eh niente, anche stavolta una lacrimuccia mi è scappata.

trash
“una storia più semplice rispetto ad altri capolavori Pixar”

cult
“l’immancabile Pixar touch”

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Cherry (2021)

GUERRA, CUORE E BANCHE

Storia vera di Nico Walker, militare americano diventato un rapinatore di banche a causa dello stress post-traumatico. Film schizofrenico e sperimentale che riesce perfettamente a rappresentare il “casino mentale” del protagonista. I fratelli Russo, dopo i giganteschi e splendenti film degli Avengers, tornano con un piccolo, cupo e brutale film, a metà strada tra cinema indie e cinema commerciale. Cinema “di forma” (forse troppa) più che “di sostanza”, ma riuscito e coinvolgente (anche se troppo lungo). Il Sogno Americano che sprofonda nell’abisso della mente. Neanche gli Avengers riuscirebbero a salvarlo. Ah, poi c’è Tom Holland. Attore pazzesco.

trash
“una forma che tenda a coprire la sostanza”

cult
“un gigantesco Tom Holland”

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Estraneo a Bordo (2021)

RESPIRARE

Tre astronauti partono per una missione spaziale verso Marte della durata di due anni. Dopo la partenza si accorgono che un estraneo è salito a bordo con loro. Respirare nello spazio oppure morire. Joe Penna (regista di Arctic con Mads Mikkelsen) dirige un dramma sci-fi dove la sopravvivenza significa trovare ossigeno dove ossigeno non esiste. Sacrificarsi o sacrificare qualcun altro? Ritmi blandi e regia piatta. Manca la componente thriller (alla Gravity per intenderci) che poteva dare una spinta all’operazione. Nella seconda parte si impantana in troppe pippe esistenziali. Cmq riesce a creare un discreto coinvolgimento con i 4 protagonisti. Niente di memorabile.

trash
“ritmi troppo dilatati e una regia troppo piatta”

cult
“protagonisti coinvolgenti”

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Non Mi Uccidere (2021)

ADOLESCENTI CANNIBALI: ISTRUZIONI PER L’USO

Mirta, una ragazza morta di overdose, si risveglia trasformata in un mostro affamato di carne umana. Ah, l’adolescenza! Andrea De Sica porta sul grande-piccolo schermo il romanzo di Chiara Palazzolo. Teen horror alla Twilight ma più horror. Molto più horror. Storia d’amore tossica e casini adolescenziali si fondono con atmosfere dark, sangue, sporcizia e una buona confezione. Perché l’adolescenza è un casino, ma se sei un mostro cannibale è anche peggio. Forse manca un po’ di originalità e un giusto ritmo alla vicenda, ma nel suo piccolo funziona e c’è una buona dose di cattiveria che non guasta mai. Brava Alice Pagani. A questo punto aspettiamo il sequel.

trash
“il sapore del già visto”

cult
“buone scene horror e una buona dose di cattiveria”

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On The Rocks (2020)

LOST IN NEW YORK

Una scrittrice chiede aiuto a suo padre, vecchio playboy, per scoprire la presunta relazione extraconiugale del marito. New York come Tokyo. Dopo “Lost in Traslation”, la Coppola ritrova Bill Murray in questa commedia carina e leggera. Rashida Jones persa in una New York enorme, caotica e “piatta”. Bill Murray “uomo di mondo” che prova risollevare la figlia. Il dubbio che logora l’anima, ma che deve essere affrontato per ritrovarsi. O per imparare a fischiare. Lontano anni luce dalla poesia d’amore del capolavoro del 2003, ma Sofia Coppola ci regala cmq un piccolissimo film da amare.

trash
“una trama troppo semplice”

cult
“due splendidi protagonisti”

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SAINT MAUD (2019)

AMEN

Maud, una giovane e religiosa infermiera, viene assunta per assistere una ex ballerina malata terminale. L’incontro farà sprofondare la ragazza in un percorso verso la “grazia di Dio”. Quando “santità” fa rima con “sanità” (mentale). La regista Rose Glass ci accompagna in un horror psicologico cupo e angosciante, dove il male è rappresentato dalla fede “estrema” in Dio. Danza macabra di una ragazza sola, segnata dagli errori del suo passato. L’assoluzione arriverà. Questa volta senza Padre Nostro. E senza Amen. Se siete pronti al martirio (mentale), è il film che fa per voi. Straordinaria interpretazione di Morfydd Clark.

trash
“qualche momento al limite del trash (ma sono dettagli)”

cult
“l’occhio inquietante di Rose Glass e una Morfydd Clark da standing ovation”

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Judas and the Black Messiah (2021)

NEL VERDE

Chicago, 1967. Il ladruncolo William O’Neal viene infiltrato dall’FBI all’interno delle Pantere Nere, movimento capitanato dal carismatico leader Fred Hampton. “In verità io vi dico: qualcuno di voi mi tradirà”. Come Giuda tradì Gesù, anche nel gruppo delle Pantere Nere ci sono traditori e Messia. I tumulti dell’epoca per la libertà passano attraverso uomini singoli costretti a prendere delle decisioni che cambieranno per sempre la Storia. Come lo Spike Lee di “BlackKKlansman”, Shaka King rilegge un periodo americano con potenza ed eleganza. Forse non graffia come il film del maestro Lee, ma funziona e appassiona. Daniel Kaluuya e Lakeith Stanfield da applausi.

trash
“il regista Shaka King tende ad appesantire alcune scene”

cult
“Daniel Kaluuya e Lakeith Stanfield magistrali”

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Nuevo Orden (2020)

NEL VERDE

Città del Messico, oggi. Una rivolta della classe povera contro quella ricca si trasformerà in un violento colpo di stato militare. Il verde e il rosso. I militari e il sangue. Come REC 3 di Paco Plaza (ma con la classe medio bassa al posto degli zombi), un matrimonio (di persone ricche) viene interrotto da invasori “verdi”. E questo è solo l’inizio di un incubo agghiacciante e senza speranza. Michel Franco ci racconta, attraverso la fantapolitica, la realtà di oggi, fatta di rivoluzioni, violenze, soldi e stupri. Un mondo che collassa su stesso provocando il caos della società. Un mondo dove non ci sono più distinzioni. Benvenuti nel presente, scappare è inutile. Bellissimo, ma è più terrificante di un film horror.

trash
“il presente”

cult
“il verde”

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Tre Identici Sconosciuti (2018)

SOTTO IL SEGNO DEI GEMELLI

Tre gemelli, separati dalla nascita, si incontrano casualmente dopo anni. Tutto il mondo parla di loro, ma le loro vite nascondono dei segreti. Incredibile documentario che racconta un’incredibile storia vera. Tre ragazzi identici, catapultati nei ruggenti anni 80, diventano un caso mediatico senza precedenti, ma non è tutto oro quel che luccica. Evitate di leggere qualsiasi cosa su questo strano caso e lasciatevi trascinare da un documentario mozzafiato, emozionante, inquietante e “assurdo”. Ai limiti della fantascienza, ma senza fanta. Non dico altro.

trash
“assente”

cult
“una storia (vera) incredibile”

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Alleluia (2014)

AMENS NEMO MAGIS QUAM MALE SANUS AMANS

Gloria e Michel si amano. Il loro rapporto, morboso, malato e psicopatico, si trasformerà in un incubo sanguinoso e allucinante. Horror d’amore e di morte. Fabrice De Welz (regista di “Calvaire”) torna a raccontare la miseria umana attraverso un’insolita e squallida love story. La perversione del sesso, l’ossessione, la pietà (nostra, non dei protagonisti), la religione, la follia, il viaggio all’inferno senza ritorno. Due protagonisti memorabili (Lola Dueñas e Laurent Lucas, incredibili), capaci di trasmettere tutta la poesia malsana di questo filmone incredibile. Da non perdere.

trash
“l’esperienza può essere piuttosto traumatica”

cult
“due attori fenomenali e una messa in scena malata e allucinante”

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True Story (2015)

L’OCEANO NEGLI OCCHI

Michael Finkel è un giornalista del New York Times, convinto che la verità a volte debba essere sacrificata per un bene più grande. Quando la carriera di Michael sembra seriamente compromessa, uno dei maggiori ricercati dell’FBI viene arrestato e dichiara di chiamarsi Michael Finkel. La curiosità di Michael lo porta ad incontrare l’uomo con uno scopo ben preciso, ma si ritroverà di fronte una personalità che lo spiazza e lo porta a riconsiderare tutta la vicenda in cui è coinvolto. Un thriller “calmo”, con tempi a volte lunghi, che però evidenzia la forte empatia che si sviluppa tra due uomini in apparenza molto diversi tra loro, entrambi con un piano ben definito nella loro mente. Interessante !

trash
“un James Franco troppo “lento” che non spaventa”

cult
“un bravo Jonah Hill (non tra le sue migliori interpretazioni) ed una profonda (come l’oceano) Felicity Jones”

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1BR (2019)

IL PARADISO DEL DIAVOLO

Sarah è una giovane ragazza che trova l’appartamento dei sogni all’interno di un pacifico condominio. Ma i vicini iniziano ad avere uno “strano” atteggiamento. Per fortuna non abito in un condominio. Horror-thriller niente male che indaga sulla (im)perfezione dell’essere umano e sui modi (discutibili) per raggiungerla. Meglio non dire altro per evitare spoiler. Il condominio come metafora di un mondo ideale. Forse troppo ideale (avete presente J.G. Ballard ?). Echi del cinema di Jordan Peele e Ari Aster per un debutto da non perdere, intelligente e inquietante. Ripeto, felicissimo di non abitare in un condominio.

trash
“avete mai abitato in un condominio ?”

cult
“una bella e intelligente discesa in paradiso”

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Lucy in the Sky (2019)

ODISSEA NELLO SPAZIO DELLA MENTE

Storia ispirata alla vicenda di Lisa Nowak, astronauta statunitense che nel 2007 fu responsabile dell’aggressione di una sua collega rivale in amore. Natalie Portman nello Spazio Infinito (della mente) e oltre. Noah Hawley (creatore di serie tv cult come Fargo e Legion) “intrappola” la protagonista nello schermo e analizza la sua psiche con una regia virtuosa e mai banale. Vabbè, forse la tira un po’ troppo per le lunghe, il ritmo a volte è altalenante e il finale è così così, ma come film sperimentale funziona benissimo. L’immensità del Cosmo e la claustrofobica vita sulla Terra. Perché quando vedi l’Universo, niente è più come prima. Affascinante. P.S. : in America il film è stato demolito dalla critica. Troppo cerebrale per gli americani.

trash
“un ritmo altalenante”

cult
“una regia sperimentale e una Natalie Portman sempre in parte”

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Burraco Fatale (2020)

BRISCOLA LETALE

4 amiche decidono di iscriversi ad un campionato di burraco dove troveranno l’amore. La “commedia al femminile” al suo peggio. Filmetto talmente inutile, esile e innocuo che in confronto le fiction Rai interpretate da Beppe Fiorello sono a livello de Il Trono di Spade. E pensare che le premesse potevano essere anche interessanti (buon cast femminile e una storia che le valorizza), ma una regia bècera e una sceneggiatura scritta su un post-it giallo rendono questo film un vero disastro. Più che Burraco Fatale, Burraco Letale. Per noi spettatori. Meglio non dire altro.

trash
“tutto il film, dalla A alla Z”

cult
“le fiction Rai e Mediaset”

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I Care a Lot (2021)

BELLA STRONZA

Marla Grayson è senza scrupoli. Si affida a medici corrotti per ottenere la tutela legale di poveri anziani e appropriarsi dei loro beni. Fino a quando… bella sorpresa di Prime Video. Black comedy a tinte thriller, perfida, cattivissima e sorprendente. La carriera, il successo, i soldi in cambio di vecchie vite umane. Il “vero” sogno americano (e non solo quello americano) si nasconde dietro a squali travestiti da bellissime e determinate donne in carriera, disposte a tutto per raggiungere i loro obiettivi. Ritmo giusto, finale giusto e Rosamunde Pike perfetta, ma anche Peter Dinklage e la grande Diane West non scherzano. Da vedere.

trash
“il vero Sogno Americano”

cult
“una Rosemunde Pike spaziale”

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Red Dot (2021)

IL BIANCO E IL ROSSO

Una giovane coppia viene braccata da un misterioso killer nel bel mezzo della Svezia innevata e disabitata. Discreto thriller svedese che applica il giochino del cecchino invisibile provando ad indagare il lato oscuro dell’essere umano. Sinceramente, la prima parte è un po’ troppo “già vista”, poi arriva un colpo di scena e il regista rimescola le carte. Il bianco (della neve) e il rosso (del sangue e del mirino laser) si mescolano fino ad un finale nerissimo e cattivissimo. Per carità, niente di nuovo sotto il sole (o sotto il ghiaccio), ma la tensione c’è, gli attori pure e la durata della pellicola è giustissima. Si lascia guardare.

trash
“il già visto è sempre dietro l’angolo”

cult
“un finale cattivissimo”

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Notizie dal Mondo (2021)

VENTO DI NEWS

Stati Uniti, 1870. Un ex capitano dell’esercito confederato che si guadagna da vivere leggendo le notizie dal mondo agli analfabeti, inizierà un viaggio per riportare a casa una bambina indigena. Western classico firmato Paul Greengrass, che ritrova Tom Hanks dopo il bellissimo “Captain Phillips”. Tempi dilatati, paesaggi splendidi e tanta Hollywood del passato (negli anni 90, Kevin Costner sarebbe stato perfetto). Un Greengrass meno ipercinetico e più “rilassato” porta sullo schermo l’incontro tra due mondi, uniti dalle “news” che il mondo (uno solo) ci offre ogni giorno. Comunicazione e contemplazione. Buon film.

trash
“i tempi dilatati forse possono un po’ annoiare

cult
“un sempre bravo Tom Hanks e un Paul Greengrass panoramico”

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Lei Mi Parla Ancora (2021)

NELLA BASSA

In un piccolo paesino della Bassa padana, un vecchio farmacista e un giovane scrittore si incontrano per scrivere un libro di memorie. Amore e (non)morte secondo Pupi Avati, che porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Giuseppe Sgarbi (papà di Vittorio). Amore eterno oltre la vita, fatto di fantasmi del passato, fantasmi del presente, poesie, musica, nebbia e neve. E poi c’è il fiume Po’, luogo di anime pure. Qualche ingenuità c’è, ma Avati ci racconta, in modo sincero e delicato, l’amore (anche questo eterno) per la sua terra. Attori “giusti” (sempre bravo Gifuni, completamente inutile Serena Grandi), ma Renato Pozzetto è da applausi !

trash
“alcuni momenti ingenui e una Serena Grandi fuori parte”

cult
“un Renato Pozzetto incredibile”

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Malcom & Marie (2021)

EUPHORIA D’AMORE

Malcolm e Marie (regista lui, attrice lei) tornano a casa dopo aver vinto un premio per il loro film. La coppia inizierà a discutere e ad analizzare la loro storia. Dell’amore e di altri Demoni. Sam Levinson (creatore visionario della serie Euphoria), ci racconta il gioco al massacro di due persone al capolinea, tra urla, musica e ancora urla. Bello, ma forse qualcosina di più me lo aspettavo. Zendaya e Washington meravigliosi, fotografia splendida (un po’ fighina però) e alcuni dialoghi acuti. Manca però una spina dorsale robusta che giustifichi l’operazione. Ma forse il senso dell’amore è proprio questo e allora va bene così. Cinema/teatro un po’ paraculo e furbino, ma affascinante. E alla fine vorresti vivere la loro storia d’amore. Demoni compresi.

trash
“elegante, ma un po’ vuoto”

cult
“la bellissima e bravissima coppia formata da Zendaya e John David Washington”

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Anna (2020)

NIKITA, ANNA E LE ALTRE

Luc Besson e le donne. Dopo Nikita, Angela, Leeloo, Lucy e Giovanna D’Arco, arriva Anna. Una bellissima ragazza viene arruolata nel KGB per diventare una macchina da guerra. Besson rifà Nikita dopo 30 anni, ma la sua Anna non è Nikita, o almeno ci prova (in qualche modo). Cmq Besson si diverte tanto e noi ci divertiamo con lui. Fracassone? Si. Caciarone? Si. Esagerato? Ovvio. Ma che spasso ragazzi. Tutto volutamente sopra le righe, ma la passione del regista francese per le storie d’azione si vede e si respira ad ogni scena. Anche la protagonista Sasha Luss fa la sua figura in veste di glaciale Atomica Bionda. Poi manca originalità, novità e tutto quello che volete, ma lo spettacolo c’è e non annoia. Certo, Nikita e Leon erano tutta un’altra cosa (che belli gli anni 90), ma per chi ha bisogno di storie staccaspina raccontate con classe e divertimento, “Anna” è il vostro film. E allora buon film anni 90 a tutti.

trash
“in confronto a Nikita e Leon, ciaone proprio”

cult
“il bambinone Luc Besson e la sua giostra”

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I Predatori (2020)

LA FAUNA

Tragicomica lotta di classe tra due famiglie romane sull’orlo della deflagrazione. Prede e predatori secondo Pietro Castellitto (qui al suo debutto dietro la macchina da presa). Alta Borghesia e borgatari. Medici e armaioli. Genitori egoisti e figli “pericolosi”. Il circo umano all’ennesima potenza dove tutto è solo apparenza e dove in realtà siamo tutti predatori. Se con Favolacce, i fratelli D’Innocenzo ci avevano raccontato la borghesia attraverso la fiaba dark, Castellitto utilizza la dark comedy surreale e grottesca come specchio impietoso della nostra società. E credetemi quando dico che I Predatori è un grande, grande, grande film da non perdere assolutamente.

trash
“noi allo specchio”

cult
“l’occhio surreale e tremendamente attuale di una giovane promessa del cinema italiano”

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Wonder Woman 1984 (2021)

TROOOPPOOO GIUSTOOO

Nuova avventura per l’amazzone Wonder Woman che, dopo i soldati della Prima Guerra Mondiale, ora dovrà affrontare i terribili paninari degli anni 80. Sequel coloratissimo del primo Wonder Woman (che era meno colorato). Gal Gadot ci crede un tot, ma la sceneggiatura un po’ meno. Film simpatico eh, ma sinceramente troppo infantile. Troppo. Il pennellone Pedro Pascal cmq ruba la scena e Kristen Wiig nei panni di Cheeta sembra uscita dal musical Cats (il film). Ah, c’è anche una pietra dei desideri (sigh). Nient’altro da aggiungere. Tutto dimenticabile. E poi non so, a me è venuto in mente Enzo Braschi nei panni del paninaro in Drive In. TROOOPPOOO GIUSTOOO. P.S. : orripilante il cameo finale !!!

trash
“Kristen Wiig in versione Cats”

cult
“Gal Gadot ed Enzo Braschi”

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Mai Raramente a volte Sempre (2020)

LE URLA SILENZIOSE DELLA VITA

Autumn, una ragazza di 17 anni che vive in un piccolo paesino di campagna, intraprende un viaggio insieme alla cugina Skylar verso New York per abortire. Come “Lost in Translation” della Coppola, la regista Eliza Hittman ci racconta di due anime smarrite in una grande città. Anime con una valigia (simbolo del loro fardello) che intraprendono un viaggio nel caos per ritrovare una pace fisica e interiore. Un viaggio intenso e doloroso, come lo straziante colloquio tra Autumn e la psicologa. Un dialogo che nasconde, forse, una terribile verità. Urla del silenzio. Bellissimo.

trash
“forse non per tutti i gusti”

cult
“due attrici indimenticabili e una scena (il colloquio con lo psicologo) che lascerà il segno”

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Fatman (2020)

BABBO LETALE

Babbo Natale, disilluso e ubriacone, ora si chiama Chris e consegna i doni per il governo americano. Un viziato ragazzino ricco, deluso dal suo regalo natalizio, invia un sicario per farlo fuori. Ah, dimenticavo. Babbo Natale è Mel Gibson. Confuso thriller/fantasy/comedy che non riesce mai a trovare una strada da percorrere. Un po’ satira commerciale, un po’ film natalizio politicamente scorretto, un po’ commedia, un po’ action movie vietato ai minori. Il tutto amalgamato senza sale, senza grinta e con una cattiveria non così cattiva. Mel Gibson barbuto poi, che dovrebbe essere il vero motore del progetto, non aiuta. L’unica cosa decente è Walton Goggins, killer maniaco della precisione. Si arriva a fine film con la domanda: “e quindi?”. Domanda che non trova risposta. Inutile.

trash
“iniziate dal minuto 1 e proseguite fino alla fine”

cult
“il Babbo Natale badass interpretato da Mel Gibson poteva essere un cult assoluto… poteva”

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Waves – Le Onde della Vita (2020)

MARE IN TEMPESTA

Cronaca di una famiglia afroamericana costretta ad affrontare i dolorosi imprevisti della vita. Meravigliosa esperienza cinematografica e sensoriale raccontata con impressionante capacità tecnica. Vortice luminoso, colorato e frastornante con imprevisti cambi di prospettiva e di “formato”. Il regista Trey Edward Shults ci traghetta in mezzo al mare in burrasca, sballottati dalle onde della vita e del cinema. Quello vero, potente e indimenticabile. Ecco perché WAVES è uno dei film più belli dello scorso anno. Forse un po’ lungo (soprattutto nella seconda parte), forse un po’ ridondante, forse un po’ “furbo”, ma cavoli che film!! Correre a vederlo e lasciatevi travolgere. Quasi capolavoro !

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“il fatto che sia stato praticamente ignorato agli Oscar”

cult
“Waves”

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Ava (2020)

AVA COME LAVA

Ava, un sicario dei servizi segreti con un passato da alcolista, sarà costretta tornare a casa per proteggere la sua famiglia. Spy-thriller al femminile talmente inutile e superficiale che finirà presto nel grande sacco chiamato dimenticatoio. Jessica Chastain prova a diventare la nuova John Wick, ma la sua Ava non ha né la forza, né il carisma giusto per spiccare. Tutto già visto e rivisto. Trama banalotta, scene action poco convincenti e cast ultra sprecato. Vince il premio “peggior villain di sempre” Colin Farrell. Il resto è da film da cassetta. Se fossimo nel 2001, forse qualcosa… Ah dimenticavo, nel cast c’è pure Geena Davis. Ti vogliamo bene comunque Thelma.

trash
“trama vecchia come il cucco e alcuni personaggi imbarazzanti”

cult
“una comunque brava (e bella) Jessica Chastain”

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One Night in Miami (2020)

FANTASTIC 4

25 febbraio 1964. Malcolm X, Cassius Clay, Sam Cooke e Jim Brown si incontrano una stanza di un motel per discutere sulla situazione afroamericana del momento. 4 leggende diventano “umane” e cambiano il mondo. Per sempre. Film di stampo teatrale portato sul grande schermo da Regina King, qui al suo debutto in un lungometraggio. Tanta anima e tanti dialoghi, ma riesce comunque a catturare grazie a 4 attori splendidi e una messa in scena semplice, ma efficace. Qualche lungaggine di troppo (soprattutto nella prima parte), ma lo spettacolo funziona. Il film giusto nel momento giusto. I Fantastici 4. Forse il mondo ha ancora bisogno di eroi.

trash
“qualche rallentamento nella prima parte”

cult
“4 attori fenomenali”

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L’Ultima Ora (2018)

AUGURI PROFESSORE

Un professore si getta dalla finestra sotto gli occhi dei suoi alunni dotati di una intelligenza precoce. Il supplente scoprirà uno strano legame tra i ragazzi e l’accaduto. Ragazzi speciali. Forse troppo speciali. Un prof cerca di interpretare i comportamenti di una generazione apparentemente perfetta. Talmente perfetta da essere inquietante. Forse è solo una generazione che ha capito tutto. E gli adulti stanno a guardare. O meglio, a subire. Paranoico, morboso, a tratti snervante. Terribilmente attuale. Da vedere !

trash
“una certa lentezza nel racconto”

cult
“una grande atmosfera paranoica”

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Victoria (2016)

VICTORIA VA IN CITTA’

Berlino. Victoria, una giovane spagnola, incontra un gruppo di ragazzi berlinesi nel cuore della notte. L’incontro si trasformerà in un imprevedibile viaggio senza ritorno. Una sola ripresa, reale e ininterrotta, attraverso la notte. Il regista Sebastian Schipper ci incanta in un vorticoso film in tempo reale, mozzafiato, intenso e bellissimo. La lunga notte di Victoria (bellissima e bravissima Laia Costa) attraverso una Berlino deserta e addormentata, diventa una sfida estrema alla vita (e al cinema stesso), cercando una rivincita alle occasioni perse del passato. E arrivi alla fine di questa giostra impazzita consapevole che Victoria è esattamente il nostro specchio. Magistrale.

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“tutti gli altri film con falsi piano sequenza”

cult
“la vorticosa regia di Sebastian Schipper e la bellezza (e bravura) di Laia Costa”

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Lupin (2021)

TUTTI SANNO CHE SI CHIAMA …

Assane Diop, seguendo le orme del personaggio di Arsenio Lupin, è alla ricerca della collana della regina per dimostrare l’innocenza di suo padre. Spumeggiante rivisitazione del famoso ladro gentiluomo creato dalla penna di Maurice LeBlanc. Cercando una nuova interpretazione (e, per fortuna, distaccandosi dal famoso manga di Monkey Punch), Lupin riesce a mantenere un ottimo ritmo e una presa sulla storia. Forse gli manca qualcosa (non ho ancora capito cosa) per empatizzare completamente con il protagonista (un carismatico e perfetto Omar Sy). Forse una strana sensazione di déjà vu o forse è ancora troppo presto e nella seconda stagione arriverà una svolta. Chissà, ma ad ogni modo abbiamo davanti un lavoro  davvero divertente e ben riuscito !!!

trash
“una strana sensazione di qualcosa di già visto”

cult
“Omar Sy”

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Il Regno (2020)

C’ERA NA VOLTA SULLA SALARIA

Un autista di corriere eredita un piccolo villaggio medievale nascosto sulla Salaria. Commedia surreale e coraggiosa diretta dall’esordiente Francesco Fanuele. Con lontani rimandi alla comicità di Monicelli/Age/Scarpelli, il giovane regista crea un piccolo ma simpatico film che prova anche a diventare una feroce critica sul nostro paese. La critica forse non è così “pungente” (e il film è un tantinello lungo), ma Il Regno sa farsi amare anche grazie alla splendida coppia Stefano Fresi/Max Tortora, veri mattatori del film. Intelligente e riuscito. Da vedere !

trash
“forse un po’ troppo lungo”

cult
“la coppia Fresi – Tortora”

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Weekend (2020)

IL PASSATO RIEMERGE DAL FREDDO

Non volevo essere banale ed iniziare questo articolo intitolandolo Weekend (con o senza il morto), perché qui non si ride, ma si riflette sulla leggerezza e sulle fragilità, mettendo in discussione cosa sia realmente l’amicizia. Dopo quella che potrebbe sembrare la classica notte da leoni, quattro amici si risvegliano in un rifugio di montagna durante una tormenta di neve. Il gruppo è stato sequestrato oppure c’è dell’altro ? Siamo sicuri che questa sia la prima volta in cui mettono piede in quel rifugio ? Weekend è un thriller da guardare tutto d’un fiato, magari davanti ad un camino acceso, perchè l’atmosfera è davvero azzeccata. Una buona prova per Grandi, che ci riporta in una baita alla The Hateful Eight dove la violenza non si vede ma si “sente”.

trash
“il cast femminile non ci da la prova che avremmo voluto”

cult
“i paesaggi innevati e suggestivi dei Boschi della Sila”

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Swallow (2019)

GAVISCON

Hunter, una giovane ragazza sposata con uomo ricco, scopre di soffrire di picacismo. La sua vita si trasformerà in una lenta discesa nell’abisso. Inquietante thriller psicologico con spruzzate di body-horror firmato dall’esordiente Carlo Mirabella-Davis. Grande eleganza formale e intelligente metafora sulle conseguenze dei traumi del passato (e dei traumi del presente). Tra Yorgos Lanthimos, David Cronenberg, Darren Aronofsky e Nicolas Winding Refn. Non perfetto, ma si finisce per rimanere coinvolti e affascinati da una storia malata e dolorosa. Haley Bennett straordinaria. Qualcuno le dia un Oscar.

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“un cast di contorno un po’ sacrificato”

cult
“una Haley Bennett straordinaria”

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Sanpa (2020)

A SANPA C’E’ SEMPRE IL SOLE

Ascesa, fama, declino e caduta di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di San Patrignano e controverso personaggio mediatico. La prima docu-serie italiana di Netflix centra il bersaglio. Analizzando uno dei personaggi più carismatici (ed enigmatici) degli anni 70/80, la regista Cosima Spender ci racconta, attraverso interviste e filmati d’epoca, un uomo dai metodi forse discutibili, ma che ha cambiato in qualche modo la storia del nostro paese. La politica, la tv, l’esoterismo, i Moratti, e poi catene, botte, omicidio, tradimenti. Una storia vera dalle tante verità, intrigante come un thriller e appassionante come solo le storie vere sanno fare. 5 episodi da guardare con il fiato sospeso.

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“le catene della droga”

cult
“Muccioli”

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Soul (2020)

IL SENSO DELLA VITA

Joe, uno squattrinato pianista jazz, muore all’improvviso prima della grande occasione della sua vita. La sua anima farà di tutto per tornare nel suo corpo. Il senso della vita secondo la Pixar. Vivere per uno scopo oppure vivere e basta? Forse è meglio fermarsi e riflettere, o forse è meglio fermarsi e basta? Tra Inside Out e Coco, ma molto più complesso e cerebrale. Si ascolta tanto jazz, ci sono gatti simpatici, hippy su galeoni, personaggi incredibilmente reali, Jerry e Terry. La solita magia Pixar, lontana anni luce dai freddi colossi pseudo live-action Disney (Il Re Leone, etc..). Si arriva a fine film e sei costretto a pensare alla tua vita, inevitabilmente. Quindi fai un bel respiro, asciugati gli occhi e riparti. Capolavoro !!!

trash
“qualsiasi altro live action Disney”

cult
“Soul”

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We can be heroes (2020)

SOLO SU CARTOONITO

Una flotta aliena invade la Terra e rapisce tutti i supereroi. I loro figli saranno costretti ad unirsi per salvarli. Dopo la saga di “Spy Kids”, Robert Rodriguez torna a sperimentare nel cinema per ragazzi con una parodia dei cinecomics. Coloratissimo, plasticoso, semplice, cartoonesco. Simpatico eh, ma la struttura volutamente infantile risulta troppo pesante per resistere più di un’ora e mezza. A fine film, la voglia di spaccare la testa ad uno di quei mocciosi (tutti antipatici) è molto forte. E sinceramente preferisco il Rodriguez “per adulti” di PLANET TERROR e MACHETE. Cmq per un pomeriggio in famiglia… Fate voi !

trash
“l’effetto “cartoonito” e una storia troppo infantile”

cult
“Planet Terror e Machete”

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The Midnight Sky (2020)

IL SOLE A MEZZANOTTE

Terra, anno 2049. Dopo una misteriosa apocalisse, un uomo isolato da tutto cercherà in tutti i modi di contattare l’astronave Aether, di ritorno da una missione su un altro pianeta. Fantascienza esistenziale diretta e interpretata da George Clooney. Un po’ GRAVITY di Alfonso Cuaron, un po’ INTERSTELLAR di Christopher Nolan, un po’ SUNSHINE di Danny Boyle. Clooney mescola la grande sci-fi d’autore, ma non riesce a creare un’opera memorabile e con la giusta potenza. Non un brutto film, ma Clooney funziona meglio come attore che come regista. Persino nelle scene “action”, il film non ha mordente. Stendiamo un velo pietoso sul colpo di scena finale (telefonatissimo). E pensare che nel 2049, Denis Villeneuve ha ambientato il suo Blade Runner. Quello sì che è un capolavoro.

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“il George Clooney regista”

cult
“il George Clooney barbuto”

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Ma Rainey’s Black Bottom (2020)

IL DIAVOLO IN BLUES

Chicago 1927. In una sala di registrazione una band si prepara per l’incisione di un disco con la scorbutica cantante blues Ma Rainey. Il teatro arriva su Netflix. Il blues come senso della vita e la vita che dà un senso al blues. Razzismo, religione, sudore, rabbia, dolore. Poi c’è la musica, che forse è l’unica cosa “libera” di questo mondo. Viola Davis straordinaria, Chadwick Boseman incredibile. Sicuramente non facile e non immediato, ma il “teatro cinematografico” prodotto da Netflix arriva e non delude. Potente. Ciao Chadwick, cazzo se eri bravo.

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“la struttura narrativa non è adatta a tutti”

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“Chadwick Boseman e Viola Davis straordinari”

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Antebellum (2020)

GET OUT

In una piantagione di cotone confiscato da militari spietati dell’esercito confederato, Eden, una schiava di colore, cercherà un modo per scappare da quella terribile realtà. Ma forse, non tutto è come sembra. Thriller psico-sociale che prova ad affrontare il tema del razzismo con originalità (alla Jordan Peele per intenderci). La volontà di fare qualcosa di diverso c’è (almeno sulla carta), e la coppia di registi Gerard Bush e Christopher Renz ce la mette tutta sul piano visivo, ma una sceneggiatura non molto equilibrata e un ritmo lento rendono l’operazione un mezzo passo falso. Finale frettoloso e gestito in maniera orribile. La protagonista Janelle Monàe fa quello che può all’interno di un cast assolutamente inutile. Aridatece Jordan Peele.

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“una sceneggiatura poco approfondita e un cast inutile”

cult
“lo stile visivo di due registi sicuramente da tenere d’occhio”

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La Belva (2020)

IO VI TROVERO’

Un ex capitano delle Forze Speciali con un grave stress post-traumatico inizierà una spietata indagine privata per proteggere la sua famiglia. Ooohhh, ma che bella sorpresa. Il cinema italiano realizza un ottimo e secco action movie in stile americano. Ludovico De Martino è bravo a dirigere un thriller serrato e ben costruito, che ha l’unico punto debole una trama già vista troppe volte. Però c’è energia, azione, cattiveria e la voglia di fare puro cinema di genere. Poi c’è un Fabrizio Gifuni perfetto e straordinario (in versione Joaquin Phoenix in A Beautiful Day). Cosa volete di più? Grazie quindi a Matteo Rovere che con la sua casa di produzione, la Groenlandia Group, prova a riportare il cinema di genere in Italia. Da vedere assolutamente.

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“una trama già vista e rivista”

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“un Gifuni spaziale e bestiale”

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L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose

SOCC’MEL

1968. Cronaca della nascita dell’Isola delle Rose, una piattaforma libera e indipendente al largo di Rimini costruita da ragazzi. Sydney Sibilia e Netflix portano sullo schermo questa bizzarra storia vera. Tutto molto romanzato e con qualche caduta di ritmo, ma l’operazione commerciale funziona e il risultato finale risulta molto godibile. Sinceramente ho preferito il Sibilia di “Smetto Quando Voglio” per grinta e per originalità della messa in scena, ma anche qui, il giovane regista dimostra una certa bravura dietro la macchina da presa. Ottimo tutto il cast (bravissimo Elio Germano nella cadenza bolognese), ma a rubare la scena sono Bentivoglio e Zingaretti (il dialogo sul culo con il cardinale è assolutamente geniale). Un applauso quindi anche a Matteo Rovere e alla sua casa di produzione, la Groenlandia Group, che prova a rilanciare un certo tipo di cinema in Italia. Da vedere !!!

trash
“un sceneggiatura non proprio equilibrata”

cult
“un cast fantastico”

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Mank (2020)

CIGARETTE BURNS

Genesi del capolavoro Quarto Potere dal punto di vista dello sceneggiatore alcolista Herman J. Mankiewicz. Impressionante opera cinematografica firmata David Fincher che realizza una meravigliosa lettera d’amore alla Settima Arte. Con una padronanza tecnica mostruosa, Fincher riflette sulla costruzione di una sceneggiatura e sul modo di raccontarla, omaggiando la Hollywood leggendaria degli anni 30. Ma Mank è anche una splendida lettera d’amore di un figlio al proprio padre (Fincher ha realizzato il film da una vecchia sceneggiatura del padre Jack, scomparso nel 2003). Memorabile interpretazione di Gary Oldman. Forse un ritmo un po’ lento ed una eccessiva lunghezza penalizzano un film che comunque rimane impressionante. Sicuramente sarà uno dei protagonisti dei prossimi Oscar.

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“un’eccessiva lunghezza e un ritmo un po’ lento”

cult
“una padronanza tecnica mostruosa ed un Gary Oldman da Oscar”

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Mosul (2020)

FUOCO NEL DESERTO

L’infernale guerra all’ISIS per liberare la città di Mosul dal punto di vista di una squadra speciale di iracheni. Film interessante e particolare, diretto dallo sceneggiatore esordiente Matthew Michael Carnahan e prodotto dai fratelli Russo. Polvere e sangue. Pallottole e bombe. Niente soldati americani, niente eroi, niente prigionieri. Solo un gruppo di iracheni che combatte per la propria città. Un buon ritmo (la parte centrale ha qualche calo), scene d’azione girate alla grande e un cast di sconosciuti che funziona. E il finale riesce anche a sorprendere e a dare un segno di speranza. Non per tutti, ma può piacere (anche se The Hurt Locker di Kathryn Bigelow era meglio).

trash
“l’inferno della guerra all’ISIS”

cult
“una regia “infuocata” di Matthew Michael Carnahan”

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Onward (2020)

WEEKEND CON IL (FOLLETTO) MORTO

In un mondo alternativo dove la magia è solo un lontano ricordo, due fratelli affronteranno un’avventura per rivedere il padre scomparso. Il fantasy rivisto dalla Pixar. Centuari poliziotto, fatine motorizzate, unicorni randagi e creature mitologiche che gestiscono ristoranti. Puro genio al servizio di una storia fantastica (che strizza l’occhio a “Weekend con il morto”), con due fratelli diversi ma uguali e un padre “a metà” che li unirà per sempre. E come sempre, si finisce estasiati ma con gli occhi lucidi. Magie del cinema. Molti critici l’hanno definito un film “minore” rispetto ai classici Pixar. Avercene di film minori così. Imperdibile !

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“assente”

cult
“il meraviglioso genio della Pixar”

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Sound of Metal (2019)

IL RUMORE DEL SILENZIO

Un batterista hard rock inizia un lento e inesorabile percorso verso la sordità. Suono, musica, rumore, silenzio. Il regista esordiente Darius Marder ci accompagna in un percorso sensoriale emozionante e angosciante. Un viaggio all’interno di noi stessi e del “silenzio” per trovare la giusta frequenza tra mente e cuore. Meravigliosa e intensa prova attoriale di Riz Ahmed. Bellissimo !!!

trash
“assente”

cult
“un Riz Ahmed da Oscar”

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The Call (2020)

IL CLIENTE DA LEI CHIAMATO…

Un telefono cordless mette in contatto due ragazze di due diverse epoche. Il curioso evento si trasformerà in un incubo. Sorprendente thriller/horror diretto dal regista esordiente Lee Chung-Hyun che trovate sulla piattaforma Netflix. Giocando perfettamente tra passato e presente grazie ad una sceneggiatura di ferro e ad un ritmo indiavolato, Lee Chung-Hyun ridà forza al genere “viaggi nel tempo”, costruendo un ottovolante vorticoso e allucinante, tanto complesso quanto mozzafiato. Forse qualche difettuccio c’è (l’eccesso di CGI) e la voglia di stupire è smisurata, ma se amate i film “camaleonti”, The Call entra di diritto nella Top List del 2020. Meravigliose le due protagoniste Park Shin-hye e Jeon Jong-seo. Bomba.

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“una GCI in alcuni momenti troppo eccessiva”

cult
“due meravigliose interpreti e un regista da tenere d’occhio”

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The Gentlemen (2019)

RITCHIE’N ROLLA

Lo spacciatore americano Mickey Pearson, imperatore della marijuana a Londra, si ritrova coinvolto in un complotto per impadronirsi del suo patrimonio. Guy Ritchie torna a fare Guy Ritchie. Dopo un grande successo (Sherlock Holmes), alcuni flop commerciali (Operazione UNCLE e King Arthur) e un successone diretto col pilota automatico (il live action di Aladdin), Ritchie ritrova il gangster movie frizzante che lo ha lanciato nel mondo del cinema. Quindi ritroviamo umorismo, battute, ritmo, alcol e pistole. Tutto procede spedito e senza grossi difetti. Ci si diverte con classe, eleganza e un cast splendido (Matthew McConaughey una spanna sopra tutti). Da vedere, perché quando Ritchie è in forma, è una vera goduria.

trash
“forse la trama è un tantinello complicata”

cult
“la regia di Guy Ritchie e un Matthew McConaughey very cool”

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The Prom (2020)

PRO PRO PROM

Quattro attori di musical sul viale del tramonto decidono di aiutare una ragazza gay per tornare ad avere successo sul palcoscenico. Musical pop-pastello firmato Ryan Murphy. Diritti civili e canzoni orecchiabili. Grande cast e grande ritmo. Tutto perfetto quindi? Beh no. Al di là della confezione curata (troppo High School Musical però), manca originalità, cuore e anima. Lo spettacolo diverte e coinvolge (Meryl Streep è da applausi, Nicole Kidman perfetta, James Corden fuori parte), ma Murphy funziona meglio nelle serie tv. Spettacolo godibile, ma assolutamente dimenticabile.

trash
“uno spettacolo colorato ma assolutamente vuoto”

cult
“la solita, immensa, Meryl Streep”

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Tigers are not afraid (2017)

LA TIGRE E LA MORTE

In un Messico devastato dalla guerra tra narcotrafficanti, la piccola Estrella dovrà unirsi ad un gruppo di ragazzini per sopravvivere a pericoli reali e paranormali. Cruda favola dark firmata Issa Lopez che ha diversi punti in comune con “Il Labirinto del Fauno” di Guillermo Del Toro. Un racconto di formazione in un Messico quasi post-apocalittico, dove i fantasmi sono meno spaventosi degli adulti e dove la vita è più complicata della morte. Tigri senza paura, bambini senza famiglia, cadaveri senza pace. Struggente, reale, poetico. Sulla strada del cult !

trash
“la regia di Issa López ci mette un po’ ad ingranare”

cult
“un giovane cast fenomenale”

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Elegia Americana (2020)

FIORI D’ACCIAIO

Storia di una (a)normale famiglia americana nella america del profondo Ohio. Ron Howard porta sullo schermo il romanzo autobiografico di J.D. Vance, prodotto da Netflix. Mamme e figli. Nonne e nipoti. Poi c’è la vita che si mette sempre in mezzo e complica le cose. L’importante è (ri)alzarsi e (ri)partire. Poi c’è il Sogno Americano che in realtà non c’è. O forse si. Film un po’ troppo lungo e la regia classica di Howard non brilla per originalità, ma Glenn Close e Amy Adams sono bravissime e tengono in piedi la baracca. Bello, ma non bellissimo. In teoria doveva essere la proposta di Netflix agli Oscar 2021. Forse 20 anni fa sì. In qualche modo mi ha ricordato Fiori d’acciaio con Julia Roberts. Make America Great Again.

trash
“un Ron Howard poco ispirato”

cult
“Amy Adams e Glenn Close”

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Il Talento del Calabrone (2020)

LO ZOO DI 105

Le premesse erano buone. Un thriller tutto italiano, tutto in una notte. Uno psicopatico (Sergio Castellitto) minaccia di farsi esplodere in centro a Milano in diretta a Radio 105. Un Dj e una poliziotta cercheranno di fermarlo. Le premesse erano buone. Molto buone. Ma qualcosa non ha funzionato. Il regista Giacomo Cimini prova a fare il Joel Schumacher della situazione: location ridotte al minimo, narrazione in tempo reale e ritmo incalzante. Il vero problema de Il Talento del Calabrone è che Cimini si dimentica spesso del “senso del cinema di genere” e il ritmo incalzante diventa in realtà un ritmo altalenante e a volte poco ispirato. C’è sicuramente la voglia di creare un prodotto visivamente internazionale, e in questo centra l’obiettivo, ma devi costruire una sceneggiatura di ferro per costruire (scusate il gioco di parole) una narrazione perfetta e veramente mozzafiato. Altro punto a sfavore sono i protagonisti. Se Castellitto è bravissimo (quando non lo è) nel ruolo del Calabrone, Lorenzo Richelmy fatica a risultare convincente (ma forse è più un problema di scrittura del personaggio). Ma il punto debole è Anna Foglietta. Completamente fuori parte, vestita come Milla Jovovich in Resident Evil e assolutamente senza senso. Quasi una ridicola parodia delle eroine americane, ma fuori contesto. Detto questo, il film di Cimini ha anche dei buoni momenti come per esempio il finale, che riesce in qualche modo a risollevare un’opera piacevole ma riuscita a metà. Peccato, poteva essere un vero gioiello.

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“Anna Foglietta in modalità Milla Jovovich”

cult
“un bravissimo Sergio Castellitto”

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The Chaser (2008)

MEMORIE DI UN ASSASSINO

Che i coreani fossero bravi a fare film lo sapevamo già, però riesco sempre a sorprendermi quando vedo un film coreano bellissimo. E’ il caso di The Chaser, film del 2008 (arrivato in Italia con un ritardo mostruoso come al solito), scritto e diretto da Na Hong-Jin (esatto, quello del meraviglioso The Wailing). La storia, basata su fatti realmente accaduti, racconta di un ex poliziotto, diventato un “protettore” di prostitute, che dà la caccia ad un serial killer, sospettato di aver rapito una ragazza. La caccia si trasformerà in un gioco psicologico snervante. Cosa volete che vi dica ? E’ un capolavoro. Sullo stile di “Memorie di un assassino” di Bong Joon-ho, The Chaser è un thriller/noir stratificato e complesso, dove il male si manifesta in tutte le sue forme. Martelli micidiali in stile Old Boy, corse indiavolate tra vicoli, violenza brutale, ritmo ipnotico, e un finale talmente bello, cupo e poetico che da solo vale il prezzo del biglietto. Vademecum per la costruzione di un thriller. Da non perdere assolutamente su Prime Video. Tutto il resto è fumo.

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“tutto il resto”

cult
“la straordinaria costruzione, regista e il finale sublime”

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His House (2020)

STRANIERI IN TERRA STRANIERA

JNegli ultimi anni, i migliori horror usciti nelle sale sono stati diretti da giovani registi esordienti. Jordan Peele, Ari Aster, Robert Eggers. A questa lista potete aggiungere anche Remi Weekes. Il suo His House, presentato al Sundance Film Festival e distribuito da Netflix, è uno di quei film che lasciano il segno. Ci sono due rifugiati sudanesi, marito e moglie, in fuga dalla guerra civile e sbarcati in Inghilterra. Il governo inglese gli procura una casa in periferia. Ma quella casa sembra infestata da fantasmi. Immigrazione + casa infestata. Avete capito bene. Weekes inserisce un tema attualissimo nel genere horror, trovando un perfetto equilibrio tra dramma sociale e ghost story. Il calvario di due persone costrette a scappare da un inferno (la guerra civile) per ritrovarsi in un altro inferno, forse peggiore. Meravigliosi i due protagonisti, Sope Dirisu e Wunmi Mosaku, capaci di impreziosire una pellicola spaventosa, intensa, emozionante, commovente. Si è accesa una nuova stella nel panorama horror internazionale.

trash
“assente”

cult
“il trio composto dal regista Remi Weekes e dai protagonisti Sope Dirisu e Wunmi Mosaku”

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Il Giorno Sbagliato (2020)

GLADIATORI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI IN TANGENZIALE

C’è una giovane madre separata (e pure sfigata) che, in un momento di scazzo totale, suona il clacson ad un automobilista distratto. Il problema è che l’automobilista distratto è Russell Crowe, ed è pure psicopatico (e obeso). Possiamo riassumere così la trama de Il Giorno Sbagliato, thriller diretto dallo sconosciuto Derrick Borte. Visto che il film alla fine non è niente di memorabile, per facilitare le cose possiamo tranquillamente trasformare questa rece in una lista di cose buone e cose cattive che troverete guardando il film.

COSE BUONE
– Russell Crowe incazzatissimo e sudatissimo mena tutti, comprese donne e bambini. Ci piace !!!
– La tensione è costante e il ritmo è sempre alto.
– Caren Pistorius. Carina ed efficace.

COSE CATTIVE
– La trama è al limite della fantascienza.
– I poliziotti sono dei beoti che manco nel film “Scuola di Polizia”.
– Russell Crowe è più immortale di Thanos (con tanto di ascelle sanguinanti).
– La regia di Derrick Borte è talmente piatta che sembra diretto da Neri Parenti.
– I personaggi secondari hanno la stessa utilità dei ghiaccioli alla menta al Polo Nord.

Poco altro da segnalare. Andate in bicicletta. Meglio !!!

trash
“Russell Crowe poco incazzato”

cult
“Russell Crowe poco molto incazzato”

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Capone (2020)

SEI SOLO GRUGNITI E DISTINTIVO

Josh Trank, il ragazzo ribelle di Hollywood è tornato. Per chi non lo conoscesse, è il regista di Chronicle, interessante found foutage con supereroi per caso. Ah si, poi ha fatto anche Fantastic Four, ma lasciamo perdere. Ah si, poi doveva dirigere anche uno spin-off di Star Wars, ma è stato licenziato. Insomma Josh Trank è il regista di Chronicle, ok ? Ora è tornato per raccontare una storia curiosa e affascinante: gli ultimi giorni di vita del famigerato gangster Al Capone, quando la malattia l’ha ridotto ad una sorta di larva umana e delirante. Un bel progetto ambizioso e allo stesso tempo rischioso. Grande protagonista della pellicola? Il bravissimo Tom Hardy. Cosa vogliamo di più ? Beh. Diciamo che il film, che doveva passare nelle sale, ma vuoi il Covid, vuoi altri motivi, non c’è passato, è arrivato direttamente in streaming. Diciamo pure che la critica americana l’ha pure demolito, ma fa lo stesso. Ok, proviamo a fare i seri. Capone racconta un viaggio. Il viaggio all’inferno di un uomo, anzi di un (ex)gigante, costretto a fare i conti con il passato, l’incontinenza, le paranoie e la demenza. Anni di gloria gangsteristica e alla fine ti ritrovi a fartela nei pantaloni e a strafogarti con una carota. Non una bella fine, vero? Capone vuole rendere questi ultimi momenti di vita un vero calvario della pazzia e in parte il film ci riesce. Ma Trank fa due sbagli belli grossi: 1) Perde la rotta 2) Tom Hardy. Trank ci mostra il suo Fonzo (il secondo nome di Capone) attraverso visioni horror e scene grottesche, confondendo lo spettatore sul tono che il regista vuole imprimere all’operazione (si passa dall’omaggio a Shining a vomitate improvvise). L’altro problema è Tom Hardy. Bravissimo eh, anzi, Hardy è probabilmente uno dei migliori attori della sua generazione, ma qui risulta veramente eccessivo. Tra grugniti, urla, gemiti e occhi a palla, Hardy rischia di trasformare il suo Capone in una macchietta involontariamente ridicola anche nei momenti più intensi. Forse al film è mancato uno sceneggiatore che riuscisse a tratteggiare in maniera più intensa un personaggio che nel bene e nel male è entrato nell’immaginario collettivo. Da buttare quindi? Assolutamente no, ma ci aspettavamo sicuramente qualcosa di più. Peccato !

trash
“Tom Hardy”

cult
“Tom Hardy”

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Miss Marx (2020)

VENEZIA 77

Ho sempre pensato che Susanna Nicchiarelli fosse una regista sopravvalutata. Fin dai suoi esordi, non è mai riuscita a convincermi del tutto e persino con il suo acclamato Nico, 1988 non è riuscita a fare breccia nel mio cuore. Ma forse è un problema mio. Quindi mi sono avvicinato al suo Miss Marx con tanta curiosità e con un pizzico di timore. La storia è quella di Eleonor Marx, figlia di Karl Marx, impegnata a portare avanti le idee del padre e a combattere per i diritti dei lavoratori. Ma nella vita privata, Eleonor si rivelerà una donna fragile e innamorata di un uomo sbagliato. Come prevedibile, anche questo Miss Marx non convince mai del tutto. C’è sicuramente una messa in scena curata e dettagliata, ma il problema è la scarsa “originalità” dell’operazione. Susanna Nicchiarelli prova a fare la “Sofia Coppola italiana”, cercando di tratteggiare una donna “rock” accompagnata dalla musica “rock”. Ma se in Marie Antoinette, la Coppola riesce a creare una bellissima unione tra immagini e musica, la Nicchiarelli fatica a rendere omogeneo il suo film, e il ritmo crolla inesorabilmente. Resta comunque una grandissima interpretazione di Romola Garai (in odore di Coppa Volpi) e una sicuramente efficace ricostruzione d’epoca. Il cinema italiano a Venezia 77 rimane su territori poco ispirati.

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“la regia di Susanna Nicchiarelli”

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“una meravigliosa Romola Garai”

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Lacci (2020)

VENEZIA 77

Napoli, primi anni ’80. Gli imprevisti della vita travolgono una famiglia fino ai nostri giorni. Lacci è un buon film di Daniele Luchetti. Avevo molte aspettative, perchè il romanzo di Domenico Starnone da cui è stato tratto è un bellissimo romanzo. Luchetti fa il possibile per non banalizzare tutto, e ci riesce. In qualche modo. Allontanandosi (almeno ci prova) da un pericoloso stile “mucciniano”, Luchetti gioca con il tempo e con salta continuamente tra passato e presente. Lacci è un classico film di “montaggio” dove il ritmo della narrazione, e di conseguenza la sua “forza cinematografica”, viene gestita dal susseguirsi “sparso” degli eventi. Ma Lacci è anche un film di attori. In parecchi hanno storto il naso per la scelta del cast giovane/anziano. Silvio Orlando che interpreta un vecchio Luigi Lo Cascio proprio non ci sta e neppure Laura Morante/Alba Rohrwacher, ma alla fine va bene così. Lacci è un film di “corde”. Corde che soffocano, Corde che uniscono, corde con il passato, corde che allacciano le scarpe. Il trenino nella scena iniziale ne è la perfetta e sincera rappresentazione. E quando il cinema italiano realizza un cinema “sincero”, teniamocelo stretto. Con o senza lacci.

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“una strana scelta di casting”

cult
“l’ottimo montaggio”

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Pieces of a Woman (2020)

VENEZIA 77

E’ complicato recensire un film come Pieces of a Woman, primo film americano di Kornél Mundruczó. E’ complicato perchè racconta una storia drammatica, anzi, molto drammatica. E’ complicato perchè i primi 25 minuti sono di una devastazione fisica e sensoriale senza precedenti. E’ complicato perchè nonostante il turbinio di emozioni e tecnicismi, non convince fino in fondo. La storia è quella di Martha e Sean, coppia in attesa del loro primo figlio. La scelta di partorire in casa provocherà un avvenimento che porterà tragiche conseguenze. Pieces of a Woman è un film sul dolore, sulla perdita, sulla rinascita. Un film che inizia come un thriller, in un magistrale piano sequenza, e poi “riinizia”. C’è Vanessa Kirby che si fa corpo (a pezzi) e anima (ancora più a pezzi) di una donna devastata e in cerca di mele (molto bello l’accostamento, lo capirete guardando il film). C’è Shia Labeouf, il marito, che con i suoi modi rudi trasmette amore. Poi c’è Ellen Burstyn, memorabile in una sequenza insieme alla Kirby. Non tutto funziona però. Qualche momento un po’ banalotto, la musica troppo presente di Howard Shore, un finale troppo “semplice”. Ma l’occhio e l’anima di Mundruczó, insieme alla moglie/sceneggiatrice Kata Weber, ci trasportano in una dimensione che comunque non dimenticheremo.

trash
“qualche momento troppo banale”

cult
“il memorabile ed angosciante piano sequenza iniziale”

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Tenet (2020)

I TOPI NON AVEVANO NIPOTI

Lo abbiamo aspettato da tanto e alla fine eccolo qui. Pronti ad un nuovo tour de force cerebrale? La storia (provo ad abbozzarla) racconta di un misterioso agente che deve evitare la “Terza Guerra Mondiale Temporale”. Difficile parlare di questo Tenet senza aver preso un MomentAct dopo la visione. Christopher Nolan gioca con noi, questa volta sul serio. Muove il tempo e lo spazio a suo piacimento. Realizza un James Bond sotto LSD con una padronanza tecnica mostruosa. Unisce un cast assolutamente perfetto (John David Washington, Robert Pattinson, Kenneth Branagh, Elizabeth Debicki) e li muove avanti e indietro. Entropia, palindromi, paradossi. Ah, e poi c’è il Quadrato Magico del Sator. Non ci avete capito niente vero? Va bene così. C’è una frase nel film che racchiude la chiave di lettura di Tenet: “Devi guardare il mondo con occhi nuovi, non tentare di comprenderlo, sentilo”. Andatelo a vedere, anzi “sentitelo”. Passo e chiudo.

trash
“passate in farmacia a fare scorta di MomentAct”

cult
“la messa in scena senza precedenti”

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