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la settima arte a modo nostro

Buone ferie. ************************************ Buone ferie. 
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SEND HELP di Sam Raimi (2025)

Dopo un incidente aereo, un giovane e arrogante boss di una azienda e una sua impiegata finiscono su un isola deserta. La convivenza sarà parecchio complicata.

Siamo una grande famiglia. Giovani imprenditori impreparati e vecchi dipendenti sfruttati. Il mondo del lavoro è un luogo piuttosto competitivo e “selvaggio”. Forse conviene spostare l’ufficio in mezzo alla giungla e che sopravviva il migliore. Brillante survival-comedy-horror firmata Sam Raimi, che torna a giocare con personaggi in situazioni estreme. Qui non ci sono case infestate o maledizioni zingare. Qui c’è la natura incontaminata come location e la natura umana (e lavorativa) come detonatore. Rachel McAdams, dipendente tutta reality e lavoro, si trasforma in un strepitosa boss cacciatrice. Dylan O’Brien, boss tutto fashion, donne e golf, si trasforma in un supplicante “dipendente” in cerca di aiuto. Sarà scontro all’ultimo sangue. E il Raimi show è servito. Coltelli, sbudellamenti, vomito, lingue nere, occhi cavati, sogni zombeschi, cinghiali mostruosi, shaky cam e un pizzico di Stephen King. C’è tutto quello che vogliamo vedere dal regista di Evil Dead (e forse qualcosa di più). E domattina, quando tornerete in ufficio, non guarderete più il vostro capo con gli stessi occhi. Garantito.

#SendHelp #SamRaimi #RachelMcAdams #trashcult #trashcultdotcom
La vita davanti a sé ***************************** La vita davanti a sé
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SORRY, BABY di Eva Victor (2025)

Agnes, giovane insegnante, è costretta a rivivere un evento traumatico avvenuto durante la preparazione della sua tesi di laurea.

Decostruzione del dolore. Una ragazza sospesa nel tempo torna a fare i conti con “qualcosa di brutto” accaduto qualche anno prima. Abbagliante opera prima di Eva Victor, regista/protagonista che narra in stile quasi “nolaniano” la reazione ad una violenza subita. Non c’è tempo per le lacrime, ne per le urla. Ci sono amici, vicini, gatti e colleghi, ma il dolore si affronta internamente congelando il momento (e piccoli frammenti) fino a quando la vita decide di “scongelarlo”. E il monologo finale corrisponde a quello che vorremmo sentirci dire da bambini. O a qualsiasi età. Bellissimo.

#SorryBaby #EvaVictor #A24 #trashcult #trashcultdotcom
La scimmia pensa, la scimmia sbrana.. *********** La scimmia pensa, la scimmia sbrana.. 
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BEN - RABBIA ANIMALE di Johannes Roberts (2025)

Un docile scimpanzé “domestico” contrae la rabbia dopo il morso di una mangusta. Si trasformerà in una belva assetata di sangue.

Jane Goodall presenta. Le Hawai, una casa a picco sul mare, una famiglia che si riunisce e un “dolce” scimpanzé come animale domestico. Tutto perfetto. Fino a quando lo scimpanzé inizia ad avere una strana bava alla bocca. Festoso, orgoglioso (e un po’ scemotto) B-movie che richiama le atmosfere kinghiane di Cujo e quelle romeriane di Monkey Shines (e mettiamoci pure il dimenticato, ma bellissimo Link di Richard Franklin). Una location, ritmo indiavolato, violenza brutale. Johannes Roberts gioca con l’horror anni 90, tra artigianato, divertimento e un pizzico di nostalgia. Siamo dalle parti del prodotto simil-Blumhouse, ma Roberts ha qualche asso nella manica niente male e il “finto” scimpanzé rabbioso Ben, funziona una meraviglia. Tutto prevedibile, tutto “nella norma” e con finale rocambolesco, ma non ci si annoia, e i 90 minuti di durata (finalmente!) scivolano via che è un piacere. Se iniziate ad avere qualche capello bianco ed eravate fans di Notte Horror su Italia 1, può farvi scendere una lacrima di nostalgia. Uh.

#BenRabbiaAnimale #PrimateMovie #JohannesRoberts #trashcult #trashcultdotcom
Uncut ping pong ********************************* Uncut ping pong 
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MARTY SUPREME di Josh Safdie (2025)

Un giovane imbroglione con la passione per il ping pong, cerca di inseguire in tutti i modi il suo più grande sogno.

Dai diamanti non nasce niente, dal ping pong nascono i fior. Viaggio oltre la barriera del suono di un (quasi) adorabile imbroglione in cerca del suo destino. Josh Safdie abbandona il fratello Benny e i suoi diamanti per trovare Timothée Chalamet e tante palline arancioni. La formula è la stessa del bellissimo film con Adam Sandler del 2019. Safdie ingrana la marcia e fa correre a perdifiato un antipatico fallito in cerca di un oscuro Sogno Americano/Giapponese. Ma forse la posta in gioco è più alta del previsto. Affascinante, snervante, arrogante, elettrizzante. Marty Supreme gioca bene le sue carte (o le sue palline), ma perde la partita finale. Safdie sbaglia poco e niente, ma quando deve sferrare il colpo partita, si perde in un buonismo inutile e in un finale sbagliato. E Timothée Chalamet (magistrale, bisogna ammetterlo) diventa la metafora di un America strafottente e megalomane (che ancora si lecca le ferite del passato) che vuole conquistare il mondo, ma alla fine… vi ricorda qualcuno? Comunque chapeau. Grande film.

P.s. Odessa A’zion, È nata una stella. Abel Ferrara, grazie di esistere. 

#MartySupreme #TimothéeChalamet #JoshSafdie #trashcult #trashcultdotcom
É solo la fine del mondo ************************* É solo la fine del mondo
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SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier (2025)

Due sorelle sono costrette a fare i conti con le ferite del passato dopo il ritorno del loro vecchio padre.

La casa degli spiriti. Vecchie case “maledette” e vecchi rancori di famiglia. Crepe da stuccare e ferite da ricucire. La rabbia che logora e il cinema che (forse) ripara. Joachim Trier realizza un nordico e silenzioso ritratto familiare “a tre”, composto da un padre e/contro due figlie/sorelle. In mezzo c’è una sceneggiatura che forse può risolvere/cambiare o distruggere definitivamente tutto e una casa/set cinematografico dal passato (e presente) doloroso. E poi c’è il cinema (non il teatro eh) che, quando funziona, è più potente della vita. Tra Bergman (ovvio) e un tocco di Woody Allen, Joachim Trier conosce perfettamente dinamiche, volti e sguardi. Ma conosce bene anche le differenze tra cinema americano e cinema europeo. Cast sublime (tutti da applausi, ma Renate Reinsve e Stellan Skarsgård sono da Oscar). Il miglior cinema “europeo” che possiate trovare in circolazione. Splendido.

#SentimentalValue #JoachimTrier #RenateReinsve #StellanSkarsgård #trashcult trashcultdotcom
Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio? **** Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?
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28 ANNI DOPO: IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta (2025)

28 anni dopo, nell’Inghilterra degli infetti, la banda sanguinaria di Jimmy si ritrova nel tempio di ossa del dottor Ian Kelson.

Il Signor Diavolo. 28 anni dopo, l’Inghilterra è sempre devasta da infetti rabbiosi e gruppi di Teletubbies satanisti. Due diverse visioni del male destinate a cambiare volto. Nia DaCosta “tranquillizza” questo secondo capitolo del franchise dopo il “primo” (pasticciato) capitolo di Danny Boyle. Meno infetti, meno azione, più dialoghi, più riflessione, più fede. Ci si confronta tra satanisti e atei, satanisti e satanisti, medici e pazienti, infetti e infetti. Insomma, tra umani e umani. E poi c’è il male, che muta ancora. E questa volta, le parole sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Alex Garland “rallenta” la storia e la arricchisce di momenti di grande violenza, ma anche di grande “pazienza”, e punta tutto su due personaggi memorabili. Jack O’Connell, strepitoso capobanda perverso guidato da Satana (ispirato a Jimmy Savile) che vuole portare avanti la sua “missione” sanguinaria e Ralph Fiennes, straordinario medico/missionario/domatore malinconico che prova a trovare una “cura” (e un amico) sulle note dei Duran Duran. Ma nello scontro finale (bellissimo) arriveranno gli Iron Maiden a fare da colonna sonora ad un delirante “show” religioso che scopre le carte definitivamente. Fino ad un finalissimo che promette (speriamo) di chiudere un cerchio. E questa volta, la coppia Garland/Boyle (con l’inaspettato aiuto di Nia DaCosta) fa centro. 

#28YearsLaterTheBoneTemple #28YearsLater #trashcult #trashcultdotcom
Il rave nel deserto ****************************** Il rave nel deserto
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SIRÂT di Olivier Laxe (2025)

Un padre e un figlio, viaggiano attraverso il deserto marocchino per trovare la figlia scappata in un rave. 

Un rave alla fine del mondo. Viaggio, ricerca, dolore, colpa, apocalisse, musica. Quando il deserto del Marocco diventa l’ultimo posto del mondo che fa da ponte tra inferno e paradiso. Ma forse il paradiso è ancora troppo lontano. Olivier Laxe, firma un’enigmatica avventura on the road fatta di sabbia calda, corpi mutilati, corpi sudati, musica ad alto volume, esplosioni, anime perdute e neo-apocalissi. Una ciurma di pirati del deserto alla ricerca di qualcosa (qualsiasi cosa?) che forse non esiste più. Sergi López, padre ricercatore/viaggiatore oltre i confini del mondo e del dolore. Tra Mad Max, Bagdad Café e Alejandro Jodorowsky. Cinema d’avventura sensoriale, esistenziale quasi mistico che abbraccia il genere. Straordinaria colonna sonora di Kangding Ray. E la nostra mente è ancora lì, in viaggio. Bellissimo.

#Sirat #OlivierLaxe #SergiLopez #trashcult #trashcultdotcom
La Slovenia vista attraverso i nostri occhi, tra d La Slovenia vista attraverso i nostri occhi, tra draghi, artisti, mostri, laghi e polvere di stelle.

Dedicato al 2026 e alla sua lenta e futura malinconia.

Baci stellari

#Slovenia #Bled #lubiana #trashcultontheroad #trashcult
Abbiamo deciso di fare un viaggio diverso dal soli Abbiamo deciso di fare un viaggio diverso dal solito. Niente deserti, mari, montagne. Un viaggio nel passato, attraverso un’antica tradizione contadina, tra sapori di una volta, nostalgia e unione. Esclusivamente a tempo di valzer. 

Signore e signori, la “Pcarìa” secondo Trashcult.

Grazie a chi ci ha permesso di assistere e filmare.
Grazie a chi ci ha aiutato e grazie a chi vuole ancora viaggiare con noi. 
Che sia nel presente o nel passato.
Per il futuro ci stiamo ancora lavorando.

Baci stellari

TRASHCULT

#pcaria #pcarìa #tradizioni #tradizionicuinarie #maiale
Annunciamo la tua morte… ************************* Annunciamo la tua morte…
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WAKE UP DEAD MAN - KNIVES OUT di Rian Johnson (2025)

In una piccola parrocchia, il detective Benoit Blanc dovrà risolvere il delitto impossibile di un controverso prete.

Mistero della fede. Preti, credenti, e (finti) santi a confronto. In un mondo di peccatori, l’unica salvezza è non rimanere uccisi. Terzo capitolo della saga di Knives Out, questa volta ambientata dietro le panche di una cattedrale (cit.). Rian Johnson, nelle solite vesti di sceneggiatore/regista, questa volta si ritrova a fare Dio onnipotente che manovra vite, indagini, colpevoli. Il capitolo più “dark” (a tratti quasi horror) tra i 3, ma sicuramente il più divertente e accattivante, con la scelta coraggiosa (bisogna ammetterlo) di trasformare il suo Benoit Blanc in co-protagonista. Tanti colpi di scena, dialoghi taglienti, un cast superbo (oltre a Craig anche un ottimo Josh O’Connor e una straordinaria Glenn Close) e una visione oscura del mondo ecclesiastico. Fino ad un finale rivelatore soddisfacente. Johnson ci ricorda ancora una volta quanto l’uomo è un debole burattino guidato da denaro e potere. E forse non solo. Rendiamo grazie a Rian Johnson. La trilogia è finita, andate in pace.

#WakeUpDeadMan #KnivesOut #RianJohnson #DanielCraig #JoshOConnor trashcult trashcultdotcom
Nel nome del padre.. ***************************** Nel nome del padre..
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ANEMONE di Ronan Day-Lewis (2025)

Un uomo, isolato nel bosco, riceve la visita del fratello, intenzionato a riportarlo a casa.

Un giorno questo cognome ti sarà utile. Fratelli, padri, figli e spiriti (non santi). Benedizioni e maledizioni tramandate di generazione in generazione. Opera prima frastagliata, imperfetta e “familiare” di Ronan Day-Lewis, “figlio di” che prova a fare l’autore con l’aiuto di papà. E qui il papà lo aiuta eccome. Venti di guerra e venti di violenza. In mezzo ai boschi con fiori, corse, pioggia, grandinate improvvise e creature trasparenti, due uomini combattono contro un passato che lascia ferite e un futuro che forse può guarirle. Ce la mette tutta Ronan a fare “videoarte” fighina, e qualche scena effettivamente non è niente male, ma serve anche “gestire” una storia solida per lasciare segni/cicatrici importanti nella mente dello spettatore. E qui la storia è solo un pretesto per far sbizzarrire i Day-Lewis con questo Cuore di Tenebra domestico (per carità, papà Daniel non delude affatto il suo ritorno alla recitazione). Caos e quiete, ordine e disordine. Rimandato a settembre Ronan, ma ci siamo quasi. Salutaci papà.

#Anemone #RonanDayLewis #DanielDayLewis #SeanBean #trashcult trashcultdotcom
Siamo stati indecisi fino all’ultimo se farla oppu Siamo stati indecisi fino all’ultimo se farla oppure no. Poi alla fine ci siamo detti “massì.. chissenefrega”, ed eccola qui. La lista (personalissima e sempre in ordine casuale) delle “cose cinematografiche” più deludenti del 2025. Se qualcuno non è rimasto deluso da questi titoli, ci pensiamo noi a farlo per voi. Nessuno è perfetto. Beccatevela..

Link in bio

Baci stellari

#Flop2025 #2025 #trashcult #trashcultdotcom #flop
.. e anche il 2025 ce lo siamo levati dalle p…. o .. e anche il 2025 ce lo siamo levati dalle p…. o quasi. In vista dello scadere di questi 365 giorni intorno al sole, ecco la nostra personalissima lista di “cose cinematografiche” (in ordine sparso) che abbiamo amato quest’anno. 
Volti, voci, film, serie, cateteri, tatuaggi e musi canini. Cercando sempre di staccarci dalla massa (e senza aspettare Avatar e il film di Checco Zalone). 

Beccatevela nel link in bio

Baci stellari

#Top2025 #2025 #trashcult #trashcultdotcom #film
What else? *************************************** What else?
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JAY KELLY di Noah Baumbach (2025)

Un divo di Hollywood in crisi esistenziale decide di partire per un viaggio in Europa accompagnato dal suo fedele assistente.

L’ultimo spettacolo. George Clooney tra bilanci esistenziali, false vite e vite perdute. Il travolgente mondo del Cinema fatto di storie/sogni e il mondo reale fatto di sensi di colpa/rimpianti. Ma sei George Clooney, quindi…  Noah Baumbach torna a parlare di esseri umani “alla resa dei conti” e in particolare fa riflettere Clooney sulla sua vita/carriera. Lagnosetto, banalotto e circondato da gente antipatica. Baumbach dimentica la sua vena feroce e fa di tutto per farci scendere la lacrimuccia ad ogni costo con una storiella di redenzione, ma la lacrima (ovviamente) non scende. E tra finti amici antipatici, figlie e padri antipatici, assistenti antipatici (Sandler meglio quando lavora con i Safdie), viaggi in treno pieno di gente antipatica (con tanto di inseguimento WTF?!), italiani antipatici e un George Clooney che fa il solito George Clooney, si arriva ad un (vero) finale-tributo terribile, con tanto di sguardo in camera. E dopo questo film, ci manca il Clooney vestito da Batman. E ho detto tutto.

#JayKelly #GeorgeClooney #AdamSandler #NoahBaumbach #Netflix #trashcult #trashcultdotcom
Questa (non) è la via.. ************************** Questa (non) è la via..
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PREDATORS: BADLANDS di Dan Trachtenberg (2025)

Un giovane guerriero Predator deve catturare una feroce creatura immortale per rientrare nel clan.

Il predatoriano. Parenti serpenti. Fratelli/sorelle rinnegati che provano a trovare la loro “vera” famiglia nell’universo. Nel frattempo bisogna sopravvivere e dare la caccia a qualcosa di “incacciabile” e senza possibilità di successo. Il franchise di Predator cambia volto ma non cambia lo sguardo di Dan Trachtenberg che prova a ridare “freschezza” alla saga (dopo Prey e Killer in the Killers). Il vero problema è che siamo nell’era Disney. E forse siamo nell’era sbagliata. Il punto di vista di un giovane Predator può anche risultare interessante sulla carta, ma Trachtenberg lo stravolge in un’avventura per ragazzi “mandaloriana” popolata da tanti mostri carucci e robot simpatici. Diverte? Potrebbe. Funziona? Potrebbe. Ma l’anima oscura e violenta di un cacciatore primordiale che proviene dallo spazio con il solo obiettivo di cacciare viene completamente stravolta a favore dello spettacolo-giocattolone per tutta la famiglia. Anche no. E tra piante esplosive, prati taglienti, tentacoli cannibali, insetti di vario tipo, gattoni-istrice e Elle Fanning “a metà” e in modalità “cammino di Santiago” si arriva fine film, consapevoli che i veri anni 80 non torneranno più. E che forse, questo Predator, è quello che ci meritiamo. 

#PredatorBadlands #DanTrachtenberg #ElleFanning #Predator #trashcultdotcom
Mamma mia **************************************** Mamma mia
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DIE MY LOVE di Lynne Ramsay (2025)

Una giovane madre inizia a sprofondare nella follia dopo il parto.

Viaggio nella psiche umana di una donna/mamma/moglie nel baratro della follia. Lynne Ramsay torna alla regia con un frammentato pseudo-love-drama-psico-thriller che tratta il tema (importante) della depressione post-partum. Della serie: quando diventi mamma e hai bisogno di un esorcista al posto di uno psicologo. Jennifer Lawrence, anima e corpo del film, ne combina di tutti i colori (abbaia, si dimena, lecca finestre, gattona, si masturba e chi più ne ha più ne metta). Robert Pattinson, marito impotente, la osserva con aria da beota. Il film è tutto qui. Due ore di sclerate con protagonisti due personaggi, di cui non conosciamo assolutamente nulla, antipatici e involontariamente ridicoli. Ma qualcuno potrebbe gridare al capolavoro visionario, coraggioso e disturbante. Contenti voi. Fidatevi, la depressione post-film non ve la toglie nessuno. E lo scult del 2025 è servito.

#DieMyLove #LynneRamsay #JenniferLawrence #RobertPattinson #MUBI #trashcultdotcom #trashcult
Train of life ************************************ Train of life
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TRAIN DREAMS di Clint Bentley (2025)

America, primi del Novecento. Un uomo che lavora come operaio e boscaiolo dovrà affrontare la vita e le sfide che la natura gli metterà davanti.

Train de vie. Uomo, natura, alberi, fuoco, dolore, solitudine, dignità. Western “ferroviario” di frammenti di vita di un uomo solo e silenzioso. E come gli alberi che taglia, anche lui si spezza, cade, ma ha sempre la forza di ripartire. Clint Bentley ci immerge nei boschi (non) fatati popolati da operai che costruiscono il progresso, ma il progresso ha bisogno di “sacrifici”. Joel Edgerton, meraviglioso boscaiolo dagli occhi di ghiaccio che sogna, spera, vive e cerca il suo posto nel mondo. Piccola gemma che (purtroppo) trovate su Netflix (ma avrebbe meritato la sala).

#TrainDreams #JoelEdgerton #ClintBentley #Netflix #trashcultdotcom #trashcult
Chiudiamo il televoto **************************** Chiudiamo il televoto
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THE RUNNING MAN di Edgar Wright (2025)

In un futuro distopico, un uomo partecipa ad un reality show mortale per salvare la sua famiglia.

Atto di forza. Un mondo malato, corrotto, distopico, uno show televisivo che controlla tutto e un uomo in fuga che potrebbe salvare/trasformare tutto. Edgar Wright + Stephen King (ops Richard Bachman) + Glen Powell. Cosa può andare storto? Beh, che dire.. qualcuno si potrebbe anche divertire in questo videogame fracassone e nostalgico, ma per essere sinceri Wright firma un compitino action piuttosto banalotto, dimenticabile e senza guizzi registici (ci aveva abituato a ben altro) e Glen Powell (nel ruolo che fu di Arnie) ci mette il fisico, le gambe ma non la simpatia (né tantomeno il carisma). Tutto il resto del cast saluta e passa senza disturbare (sprecatissimo). E tra corse, reality, esplosioni, cacciatori, travestimenti, tradimenti, telecamere e (tanti) personaggi inutili (e ci sono pure le Kardashian), la critica socio-politica si perde in un finale troppo forzato e meno potente (e rivoluzionario) rispetto al magnifico finale pensato da King. Ma vogliamo bene lo stesso a Edgar Wright. Nonostante il network questa volta abbia vinto. Fine delle trasmissioni.

#TheRunningMan #EdgarWright #GlenPowell #StephenKing #trashcultdotcom #trashcult
Woman in love ************************************ Woman in love
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DREAMS di Dag Johan Haugerud (2024)

Una ragazza delle superiori si innamora perdutamente della sua insegnante di francese. Deciderà di “mettere su carta” i suoi sentimenti .

Il raggio verde. L’adolescenza, la scoperta dell’amore e la necessità di raccontarla senza filtri. Tre generazioni di donne a confronto sullo sfondo di una Oslo “a scale” che fa da ponte tra realtà e sogni. Meraviglioso terzo capitolo della “trilogia delle relazioni” di Dag Johan Haugerud che analizza la prima cotta e la trasforma in un manuale per scriverla, raccontarla e proteggerla. La giovane Ella Øverbye (bravissima), soffre, spera, sogna una storia (forse) impossibile fatta di maglioni caldi, sciarpe, libri, chiavette USB e inevitabili delusioni. E mentre mamma e nonna diventano le testimoni mature di una futura (probabile) scrittrice, Oslo continua a guardare le sue donne con occhio nostalgico. Fino al prossimo innamoramento. Bellissimo.

#Dreams #DagJohanHaugerud #trashcultdotcom #trashcult
Il pozzo e il medico… **************************** Il pozzo e il medico…
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THE PITT - stagione 1 (2025)

Le infernali 15 ore di turno in un pronto soccorso di Pittsburgh.

Il giorno più lungo. Un pronto soccorso, un turno, un gruppo di medici e l’America. HBO fonde l’idea della spy-serie 24 e il cult E.R. e ci catapulta in tour de force ospedaliero sempre più massacrante, spietato, claustrofobico, snervante, ma umanissimo, dove la luce dei neon prende il posto della luce del sole e dove i medici sono tenaci (ma fragili) artigiani/angeli salvatori. E l’America si presenta in quel “pozzo” in tutte le sue forme, nel bene, ma sopratutto nel male. Noah Wyle, magnifico e tormentato responsabile pronto a tutto per salvare vite, ospedale e sé stesso. Secco, asciutto, crudele e senza filtri. Esperienza seriale (quasi) indimenticabile.

#ThePitt #NoahWyle #HBO #serie #series #trashcultdotcom
Oman, atto secondo e fine delle trasmissioni. O fo Oman, atto secondo e fine delle trasmissioni.
O forse è solo l’inizio.

#oman #trashcult #trashcultdotcom #trashcultontheroad #travelling
Se una notte un viaggiatore… ********************* Se una notte un viaggiatore…
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YOU’LL NEVER FIND ME - NESSUNA VIA D’USCITA di Indianna Bell and Josiah Allen (2025)

Un uomo che vive in una roulotte isolata, riceve una visita notturna da un misteriosa ragazza che chiede aiuto.

Knock knock. Un uomo, una ragazza, una roulotte e un gioco a due che si trasformerà in un incubo nella follia. Intrigante horror australiano che si prende i suoi tempi per raccontare (bene) un viaggio nella solitudine, nel senso di colpa e nella totale pazzia, illuminato da poche luci e da molte ombre (straordinario lavoro sulla fotografia). Parte come un normale thriller psicologico, si trasforma in dramma paranoico fino a sfociare nell’horror (quasi splatter) allucinogeno. E tra carte da gioco, cacciaviti, alcol, pioggia, porte, chiavi, liquidi sospetti e zuppe in scatola, si dubita di tutto fino all’ultima delirante mezz’ora. Aria fresca/malsana dall’Australia.

#YoullNeverFindMe #trashcult #horror #horrorfilm #trashcultdotcom
“Io non riesco a guardare a lungo il mare. Se no t “Io non riesco a guardare a lungo il mare. Se no tutto quello che succede a terra non m’interessa più.” 
(IL DESERTO ROSSO di Michelangelo Antonioni, 1964)

L’Oman visto attraverso con i nostri occhi. E come sempre si ritorna alla vita vera, che tanto vera poi non è.

Dedicato a chi si è trasformato in deserto, roccia, mare, cielo.

#trashcult #trashcultdotcom #oman #CasaOman #trashcultontheroad
A dog story ************************************** A dog story
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GOOD BOY di Ben Leonberg (2025)

Un cane dovrà affrontare un presenza maligna che minaccia il suo padrone.

Cuore di cane (e di tenebra). Essere migliori amici e esserlo fino alla fine. Condividendo momenti belli e momenti brutti e affrontando forze terrene e forze paranormali. Anche sei hai 4 zampe anziché 2. Micro budget e caso cinematografico dell’anno americano. Ben Leonberg e cane, costruiscono una ghost story casalinga ad altezza canina che in realtà nasconde un viaggio oscuro tra amicizia, amore, perdita e accettazione. Intendiamoci, niente di straordinario o rivoluzionario e la parte finale mostra tutti i suoi limiti di budget, ma gli occhi di Indy penetrano nel nostro cuore. Con una scena finale che è una mazzata. E comunque riesce a dare 20 a 0 a quasi tutti gli horror commerciali degli ultimi anni. Chapeau.

#GoodBoy #BenLeonberg #horror #midnightfactory #trashcult #trashcultdotcom
Per favore, mordimi sul collo.. ****************** Per favore, mordimi sul collo..
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DRACULA: L’AMORE PERDUTO di Luc Besson (2025)

Nuova rivisitazione firmata Luc Besson del capolavoro di Bram Stoker.

Draculagnez. Vampiri, amori, fuoco, neve e profumi oltre gli oceani del tempo. Dracula è tornato. Ma questa volta canta la marsigliese. Divertente e caotica versione “bessoniana” del capolavoro di Coppola (anche qui il romanzo di Stoker c’entra fino a un certo punto) che gioca con generi, sesso, ritmo e spettacolo. E come per Coppola mette al centro di tutto l’amore eterno. E il luna park è servito. Tra Gargoyle maggiordomi, profumi arrapanti, donne arrapate (pure le suore in una scena tra il trash e il capolavoro), preti cacciatori di demoni (Christophe Waltz, abbonato ai mostri), balletti di Bollywood, spremute di topo e Matilda De Angelis assatanata, si rimane con gli occhi incollati allo schermo, perfettamente consapevoli di quello che stiamo guardando e perfettamente consapevoli che anche questo è cinema. E se il capolavoro di Coppola rimane inarrivabile, Luc Besson se ne frega e firma un Dracula leggero, ironico e proprio per questo da non perdere. E Caleb Landry Jones si riconferma uno dei più grandi attori della sua generazione.

#Dracula #LucBesson #MatildaDeAngelis #CalebLandryJones #trashcult #trashcultdotcom
Wargames ***************************************** Wargames
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A HOUSE OF DYMANITE di Kathryn Bigelow (2025)

Un missile nucleare che punta verso Chicago scatena una corsa contro il tempo 

Strange (nuclear) Day. Un missile nucleare lanciato da ignoti e il paese più “sicuro” del mondo sull’orlo della catastrofe. 19 minuti alla fine del mondo. Attaccare o arrendersi? Reagire o suicidarsi? Kathryn Bigelow gioca a Wargames e analizza uomini potenti e soli (e rassegnati) davanti a dei monitor contro l’inevitabile condanna. E lo fa con grande tensione e grande senso del cinema. Prima parte da applausi (Rebecca Ferguson bravissima), poi la storia (ripetuta) diventa sempre meno interessante (Idris Elba come presidente anche no). Ma la Bigelow ci ricorda che siamo seduti su della dinamite e che probabilmente il finale (qui giustamente tronco) lo vedremo direttamente nella vita vera. Chapeau.

#AHouseOfDynamite #KathrynBigelow #IdrisElba #RebeccaFerguson #Netflix #trashcult #trashcultdotcom
Open range *************************************** Open range
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EDDINGTON di Ari Aster (2025)

Anno 2020. Nell’isolata città di Eddington, in piena pandemia, lo scontro tra lo sceriffo e il sindaco scatenerà una catena di eventi destinati ad esplodere.

C’era una volta il Covid. Americani di frontiera alle prese con emergenze planetarie. La corsa al potere è destinata a finire nel sangue. Anche in mezzo al deserto. Ari Aster dopo il sole della Svezia, ci porta sotto il sole “western” del deserto americano, tra città vuote, sceriffi (falliti) sull’orlo di una crisi di nervi, politici, politica, guru affascinanti, proteste “black” e (ovviamente) tante armi. L’umanità, resa debole da pandemie e social, costretta ad una involuzione mentale (e fisica) destinata a peggiorare. O forse siamo sempre stati così. Non resta nient’altro che spararsi a vicenda e che vinca il migliore (o chi resta vivo, in qualche modo). Tra i (soliti) fratelli Coen, un po’ di Tarantino e l’anima anarchica di Matt Groening. Ari Aster si riconferma autore che spacca (in tutti i sensi). Ultimo ma non ultimo, Joaquin Phoenix. Straordinario.

#Eddington #AriAster #JoaquinPhoenix #PedroPascal #EmmaStone #trashcult #trashcultdotcom
Match point.. *********************************** Match point.. 
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AFTER THE HUNT - DOPO LA CACCIA di Luca Guadagnino (2025)

Una studentessa di Yale confessa ad una insegnante una molestia sessuale che potrebbe distruggere la sua carriera.

Ulisse all’inferno. Insegnanti, allievi, amici. Generazioni, idee, obiettivi. Molestie, rivalità, scontri. Il mondo della scuola può diventare uno spietato teatro di guerra (generazionale) tra borghesi ricchi, viziati e antipatici. Luca Guadagnino abbandona amori complicati per affrontare rapporti/situazioni complicati nell’era del me too. E costruisce un castello invisibile fatto di ipocrisie, maschere, segreti, mani, alcol e ulcere dove tutti hanno ragione e tutti hanno torto marcio. Proprio tutti. Interessante nella sua freddezza narrativa, si perde un po’ durante i 139 minuti (scanditi da un ticchettio hitchcockiano), soprattutto nella parte finale. Ma Guadagnino sa perfettamente gestire un cast assolutamente sublime (Julia Roberts e Ayo Edebiri su tutti) e una sceneggiatura che forse poteva osare un po’ di più. Ma il gioco pseudo-alleniano cmq funziona e la borghesia medio-alta è pronta a crollare. E a rinascere a nuova (patetica) vita quando la caccia è finita.

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Per la rubrica “doppio cult”. Amori tossici, luci Per la rubrica “doppio cult”. Amori tossici, luci psichedeliche, violenza e passione. Due film (uno bellissimo e uno bruttissimo) e la consapevolezza che l’amore brucia anima e neuroni. E forse anche di più. Vai.

Della serie: “L’amour fou e l’amour puh!”

L’AMORE CHE NON MUORE di Gilles Lellouche (2025)

Due ragazzi destinati a innamorarsi, tra criminalità e scelte sbagliate.

True romance. Destini incrociati tra fuoco incrociato. Il conflitto interiore tra due ragazzi che non credono a niente, ma proprio quel “niente” diventerà tutto, tra rapine, errori, attese ed eclissi. Ipertrofico, sgangherato, eccessivo. Ma anche travolgente, accecante e incredibilmente coinvolgente. Gilles Lellouche vorticoso dietro la macchina da presa. Adèle Exarchopoulos e François Civil perfetti. E vorresti non finisse mai. Bellissimo (difetti compresi).
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HURRY UP TOMORROW di Trey Edward Shults (2025)

La pop star senza sonno. The Weeknd si mette a nudo e prova (ma non riesce) a scavare nella mente di un musicista tormentato dal successo e dall’amore (finito). Autobiografia (?) della psiche cantata (o urlata) oppure thriller/horror fighetto e presuntuoso? Direi che la risposta è ovvia. Noiosissimo, assurdo, inutile (anche come videoclip). The Weeknd conferma di non saper recitare (figuriamoci a scrivere film). Jenna Ortega imbarazzante “Annie Wilkes dei poveri”. Barry Keoghan boh. I 105 minuti più lunghi della nostra vita. Tremendo.

#HurryUpTomorrow #LAmoreCheNonMuore #LAmourOuf #TheWeeknd #GillesLellouche #AdèleExarchopoulos #FrançoisCivil #JennaOrtega #trashcult #trashcultdotcom
Gloria e vita alla nuova carne.. **************** Gloria e vita alla nuova carne.. 
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TOGETHER di Michael Shanks (2025)

Una giovane coppia di città decide di trasferirsi in una casa isolata in campagna. Ma la loro coppia sarà messa a dura prova da un evento soprannaturale.

La teoria dei due corpi. Coppie affiatate, coppie scoppiate, coppie “incollate”. Difficile trovare un equilibrio dopo tanti anni insieme. L’abitudine, la noia, il trasloco, il lavoro, una maledizione. Ma se due persone sono fatte per “stare insieme”, niente potrà dividerli. Neanche una motosega. Sfizioso romantic-body-horror con la coppia (in tutti i sensi) Alison Brie/Dave Franco che diventa allegoria “carnosa” della dipendenza tra partner/compagni. Ma è anche un piccolo/grande horror che abbraccia il folk e il grottesco con grande senso dello spettacolo. Tra genitori, grotte, Platone, pastiglie, cani, campane, colleghi, copulazioni dolorose e Spice Girls, si arriva a fine viaggio soddisfatti del percorso “di vita” scelto dai nostri protagonisti. E in qualche modo, invita a riflettere sulla nostra storia d’amore. O di quello che resta. Non male.

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There will be revolution… ************************ There will be revolution…
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UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA di Paul Thomas Anderson (2025)

Dopo un passato da rivoluzionario americano, Bob sarà costretto a tornare in azione per salvare la figlia da un vecchio nemico.

Non è un paese per vecchi (ribelli). Battaglie per un mondo migliore (ieri). Battaglie per una vita migliore (oggi). Per il domani si vedrà. Paul Thomas Anderson rilegge Thomas Pynchon dopo “Vizio di forma” (del 2014), ma al contrario di quel film, Anderson ci mette ritmo, azione e rivoluzione. Borghesi ambigui, ribelli “starwarsiani”, militari da strapazzo con gusti “particolari”, frasi/nomi in codice e logge segrete “natalizi”. E soprattutto un passato che ritorna, ma noi non siamo più quelli di una volta. E forse è giusto così. Leonardo DiCaprio, scatenato ex rivoluzionario/padre lebowskiano. Sean Penn, straordinario psicopatico Terminator-militare-trumpiano. Benicio Del Toro, meraviglioso sensei messicano karatekiddiano. Splendido il trio “pink power” Teyana Taylor/Regina Hall/Chase Infiniti. E il ribelle PT Anderson prova (continua) a fare la rivoluzione hollywoodiana. E ci riesce alla grande. Anche senza Tom Cruise. Bomba.

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Voci al di là del mare… ************************** Voci al di là del mare…
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LA VOCE DI HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania (2025)

Gaza, 2024. La Mezzaluna Rossa riceve la chiamata di una bambina bloccata in auto a causa di un attacco di un carro armato israeliano. Inizierà una disperata lotta contro il tempo per salvarla.

Voci dall’inferno. Chiamate di soccorso, corridoi sicuri, burocrazie infinite e una bambina che diventa simbolo innocente della brutalità umana. Kaouther Ben Hania ci racconta la storia di voci umane, lontane ma vicine, che “combattono” per salvare vite, tra attese di “green light”, assurdi (ma necessari) percorsi burocratici, angeli sul campo e angeli al telefono. Un racconto a metà strada tra fiction e realtà, dolore e speranza, devastazione emotiva e fisica. Ma in questo tour de force trascinante e straziante (quasi insostenibile) c’è anche posto per chiudere gli occhi e vedere il mare. Da non perdere.

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Mostri contro alieni ***************************** Mostri contro alieni
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ALIEN: PIANETA TERRA (stagione 1) (2025)

Un’astronave di ricerca contenente diverse specie aliene si schianta sul pianeta Terra. Due grandi corporazioni cercheranno di accaparrarsi il carico.

Io, Alien. Capitalismo, alieni e bimbi sperduti. L’isola che non c’è e la fortuna (o maledizione) di non invecchiare mai. Sempre se non incontri uno xenomorfo. Prima (controversa) stagione creata da Noah Hawley che prova a ricostruire (sul piccolo schermo) le origini dell’alieno più famoso del cinema e prova ad analizzare il lato oscuro dell’essere umano applicato alla tecnologia. Inizia come Peter Pan, finisce(?) come Il Signore delle Mosche (quasi). Hawley costruisce nuovi personaggi mai visti prima (cyborg e ibridi), nuovi alieni cattivelli (che sembrano usciti da Men in Black) e vecchi alieni ritrovati (che purtroppo non fanno più paura). Tanta carne al fuoco, ma poco cotta (anzi cruda). Scelte coraggiose (Xeno addomesticati), ma che si perdono di puntata in puntata. Personaggi di contorno potenzialmente interessanti (Kirsh e Morrow), ma che si rivelano aria fritta. Un sacco di comparse super addestrate (e armate fino ai denti) che sono lì solo per essere trucidati. E anche i bambini ibridi (veri protagonisti della storia capitanati da Wendy), si rivelano assolutamente innocui e (diciamolo pure) antipatici. Alcuni alti (divertente l’ep. 5), molti bassi (tremendi gli ultimi 2 episodi) e un non-finale tra i più fiacchi degli ultimi anni. Rimaniamo in non-attesa di una eventuale seconda stagione che anche se non dovesse arrivare ce ne faremo una ragione. 

#AlienEarth #AlienPianetaTerra #NoahHawley #DisneyPlus  #trashcult #trashcultdotcom
Madre ***************************************** AL Madre
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ALPHA di Julia Ducournau (2025)

La vita di un’adolescente che vive con sua madre viene sconvolta dall’arrivo in casa di uno zio con problemi di dipendenza dalle droghe.

Le sabbie del tempo (passato). Madri e figlie (e zii) negli anni 80, tra siringhe, tatuaggi, virus e venti caldi. Julia Ducournau trasforma il metallo in marmo, figlie in madri e paure del passato in paure del presente. Cambia i colori del tempo e dello spazio, ci ricorda che siamo fatti di carne e sangue e che siamo governati dagli elementi. E che polvere eravamo e polvere ritorneremo. Imperfetto, disturbante e asfissiante, ma capace di momenti altissimi e con un cast superbo (fenomenale il lavoro sul corpo di Tahar Rahim), fino ad un finale controverso ma liberatorio (o semplicemente giusto). E gli uomini di marmo entrano di diritto nei nostri peggiori incubi. O forse ci sono sempre stati. Chapeau.

#Alpha #JuliaDucournau #TaharRahim #trashcult #trashcultdotcom
In ritardo (anzi ritardissimo, ma abbiamo una vita In ritardo (anzi ritardissimo, ma abbiamo una vita da portare avanti in qualche modo) ecco il nostro resoconto finale su #Venezia82, dopo la vittoria di Jarmush, quella di Toni e quella di una piccola bambina che abbiamo conosciuto solo attraverso la voce. 

Baci stellari

Trashcult

#trashcult #trashcultdotcom
Father in traslation.. *************************** Father in traslation..
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RITROVARSI A TOKYO di Guillaume Senez (2025)

Dopo una tormentata separazione, un padre decide di vivere e lavorare a Tokyo per ritrovare sua figlia.

Padre (separato) straniero in terra straniera. Essere genitori in Giappone e tutto quello che ne consegue. Una società che non fa sconti (quasi) a nessuno e un padre che vuole solo essere un padre. Romain Duris, taxista di notte e “cacciatore” diurno alla ricerca di un’identità e di una parte mancante sullo sfondo di una città di contorno. E quanto tutto sembra ormai scritto, il destino trova sempre una nuova strada da percorrere. Con o senza taxi. Semplice e diretto, Guillaume Senez tocca le corde giuste per un racconto trattenuto, ma proprio per questo emozionante. Fino ad un finale luminoso e pieno di speranza. E Romain Duris è straordinario. 

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