DIGGER di Alejandro G. Iñárritu (2026)Il magnate del petrolio Digger Rockwell viene incaricato dal presidente degli Stati Uniti di “riparare” ad una minaccia mondiale provocata da lui stesso.Il Petroliere — ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e a trivellare il mondo.Vecchi fossili e vecchi dinosauri (già morti) continuano a governare il pianeta verso il baratro, fino alla fine dei tempi. Che poi, diciamocelo: la fine è già arrivata da un pezzo e noi stiamo solo guardando i titoli di coda. Non ci resta quindi che fare un bell’applauso e chiudere il sipario.Delirio caotico/profetico, straordinario quanto magnificamente respingente, firmato Alejandro G. Iñárritu che costruisce una satira/farsa/drama/tragedia per restituirci uno specchio agghiacciante della contemporaneità (e di noi che la subiamo). E siccome all’Apocalisse non si comanda, la fine del mondo non potrebbe dirsi completa senza un “vecchio” Tom Cruise: monumentale, deforme, intento a scavare, distruggere e condannarci tutti.Ma è anche un meta-racconto in cui la realtà supera la fantasia e la rappresentazione supera l’immaginazione, dritti verso la totale estinzione. O forse siamo già estinti e semplicemente nessuno si è preso la briga di avvisarci? Poco importa: l’importante è andarsene con una bella risata.Splendidamente sgangherato, arrogantemente potente. Il flop al botteghino è garantito, il titolo di Filmone dell’Anno pure. Applausi. Sipario.#Digger #TomCruise #AlejandroGIñárritu #trashcult #trashcultdotcom
L’uomo di neve*****************************************RESIDENT EVIL di Zach Cregger (2026)Durante una notte innevata, un corriere deve trasportare un delicato carico medico verso Racoon City. Ma il viaggio sarà più pericoloso del previsto.Run. Resident Evil al cinema.C’era un tempo in cui Milla Jovovich combatteva la Umbrella Corporation a colpi di tamarraggine, diretta dal marito Paul W.S. Anderson per ben sei film (diciamo la verità: sospesi tra il mediocre e il brutto). Poi, nel 2021, è arrivato un reboot “più fedele” già totalmente dimenticato (diciamo la verità: bruttissimo).Anno 2026, si riparte. Ma stavolta si cambia tutto. Proprio tutto.Zach Cregger non ha bisogno di presentazioni dopo quel gioiello di Weapons. Prende il leggendario videogame di Capcom e lo trasforma in una scatenata corsa contro il tempo da un punto A a un punto B. Fine della storia.In mezzo ci sono mostri (tantissimi), sangue (tantissimo), zombie (pochissimi), battute (divertentissime), tensione (altissima), neve e un bravissimo Austin Abrams nei panni del “giocatore per caso” che non sa sparare, non sa scassinare lucchetti e, soprattutto, non vuole diventare padre. La sua fuga contemporanea dal virus e dalla paternità ci riguarda da vicino, sia come (ex) gamer che come esseri umani.Cregger gioca con Carpenter, Raimi, Jackson e Gunn, ci racconta un’America “coeniana” popolata da idioti e propone un modo di fare cinema tratto dai videogiochi geniale, fresco e controcorrente. Che farà infuriare parecchi puristi — ma peggio per loro e meglio per noi.Il miglior Resident Evil di sempre, pur senza essere davvero Resident Evil. Figata.#ResidentEvil #ZachCregger #AustinAbrams #trashcult #trashcultdotcom
#ZachCregger frega tutti, soprattutto i fan del videogame. Corsa sfrenata e divertentissima che farà la gioia di ogni appassionato di non-elevated horror.Una figata da non perdere.#residentevil #trashcult #trashcultdotcom
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Durante una notte innevata, un corriere deve trasportare un delicato carico medico verso Racoon City. Ma il viaggio sarà più pericoloso del previsto.
NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (2026)Cieli neri. Mentre all’interno dei grattacieli Tel Aviv la vita dei loro abitanti scorre normalmente, sui tetti avvengono confessioni segrete di militari e di morte. A soli 60 km di distanza, i grattacieli di Gaza (e i loro abitanti) non esistono più. Yuval Abraham e Rachel Szor intervistano 24 soldati israeliani e parlano di agghiaccianti danni collaterali (Naza appunto), bombardamenti di massa e fosse comuni. Il buio della notte di Tel Aviv nasconde sagome scure pentite, “drogate”, plagiate, consapevoli di aver preso parte ad un sadico videogame per sterminare vite. E i tetti che fanno da palcoscenico a queste raccapriccianti “chiacchiere” notturne, diventano luoghi neutri che possono trasformarsi in nascondigli oppure in trappole mortali. E intanto il mondo rimane in silenzio a guardare un genocidio.Genocidio.Potente. Da non perdere.#Naza #YuvalAbraham #Venezia83 #trashcult #trashcultdotcom
Cartoni… ci cascano sempre.*****************************************COYOTE VS ACME di Dave Green (2026)Wile E. Coyote decide di fare causa all’azienda ACME dopo aver utilizzato i loro prodotti malfunzionanti per catturare Beep Beep.Chi ha incastrato Wile E. Coyote? L’eterna lotta tra il coyote e il road runner di casa Warner non ha solo come campo di battaglia il Grand Canyon, ma anche aule di tribunale e sale cinematografiche. E la guerra è più violenta del previsto. Il film “maledetto” che Warner non voleva distribuire è in realtà la storia (quasi) vera di un’assurda odissea produttiva (il film è stato “salvato” dai fan). Wile E. Coyote è un predatore con dignità che usa le armi sbagliate di una multinazionale per catturare la sua preda del cuore. E la sua tenacia, forse, è più forte di qualsiasi azienda spietata (vero Warner?). Simpatico, leggero e con animazioni non sempre amalgamate, mescola action, legal thriller e la giocosa follia dei Looney Toons. Lontano anni luce dal capolavoro assoluto di Zemeckis/Spielberg del 1988, ma molto meglio dell’indifendibile Space Jam 2 (ci voleva poco). Forse in una situazione “normale” sarebbe passato inosservato (forse eh). Però si lascia guardare.#CoyoteVsAcme #LuckyRed #trashcult #trashcultdotcom
IL SILENZIO DEGLI ALTRI di Eva Libertad (2026)Angela e Hector, non udente lei, udente lui, aspettano il loro primo figlio. Ma con l’arrivo della bambina, aumenteranno le paure Figlia di un dio minore. Storia di Angela, sorda da (quasi) sempre, e Hector, marito udente ma perfettamente integrato nel mondo di Angela. Due persone unite dal silenzio e separate dall’arrivo “rumoroso” della vita. Una bambina (cercata) che creerà una barriera invisibile (e insonorizzata) tra i due. L’esordiente regista Eva Libertad ci parla di mondi e linguaggi diversi, di madri e padri in difficoltà, di suoni uditi e suoni percepiti. Ma ci parla anche di come la vita, prima i poi, riesce a farsi sentire. E a unire. Tutto e tutti. Asciutto, essenziale, ma potentissimo nel suo saper raccontare abilità e disabilità. Bravissima la coppia Miriam Garlo/Álvaro Cervantes e sequenza finale da applausi. Bellissimo.#IlSilenzioDegliAltri #Sorda #LuckyRed #trashcult #trashcultdotcom

