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la settima arte a modo nostro

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la settima arte a modo nostro

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la settima arte a modo nostro

Ave Mary **************************************** Ave Mary 
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MOTHER MARY di David Lowery (2026)

Una cantante pop in crisi chiede aiuto ad una sua vecchia amica stilista per la creazione del suo nuovo abito di scena. L’incontro si trasformerà in un viaggio oscuro all’interno del loro rapporto.

La Madonna veste Prada. Diventare la “Beata Vergine” della musica pop (con tanto di aureola) fino a vedere l’anima al diavolo e buttare tra le fiamme le persone che ami. E questa volta il diavolo non veste Prada, ma qualcosa di più ricercato. Dramma-psico-pop-esoterico firmato David Lowery, che torna a parlare di fantasmi tormentati, traumi passati, vecchie amicizie spezzate, senso di colpa e prezzo del successo. Prima parte, splendido e intrigante gioco teatrale tra due donne ferite e arrabbiate. Seconda parte, pastrocchiato delirio chic paranormal-mistico al limite del WTF?!. Che peccato. Lowery incanta con colori, luci, costumi, visioni, ma dimentica per strada emozioni, vibrazioni, paure. E tra foulard svolazzanti, denti doloranti, sedute spiritiche, canzoni, preghiere, forbici, ago e filo, si arriva a colpire il Sacro Cuore di Mary (ebbene sì). Ma non il nostro. Cavoli che peccato. Applausi comunque per Anne Hathaway (affezionata alla moda a quanto pare) e soprattutto per una straordinaria Michaela Coel.

#MotherMary #DavidLowery #AnneHathaway #trashcultdotcom #trashcult
Amor ch’a nullo amato amar ossessiona *********** Amor ch’a nullo amato amar ossessiona 
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OBSESSION di Curry Barker (2026)

Il giovane Bear, innamorato ma non ricambiato della sua collega Nikki, esprimerà un desiderio che trasformerà l’amore in ossessione.

I❤️U. Generazione social e cotte giovanili. Come conquistare la collega carina che ti vede solo come un fratello? O ti dichiari ufficialmente (pessima idea) oppure puoi ricorrere ad un desiderio (idea ancora più pessima). In tutti e due i casi, il tuo cuore sarà spezzato. Nel secondo caso, a spezzarsi non sarà solo il cuore. Travolgente (e cattivissimo) horror diretto dallo youtuber Curry Barker che trasforma i desideri amorosi (e non) di una generazione in un “amour fou” brutale e disumano. Due ragazzi in una relazione tossica e “forzata” (meglio dire “maledetta”) in continua evoluzione/involuzione ossessiva fino all’annullamento. Tra Euphoria, Attrazione Fatale e il buon vecchio Evil Dead, Barker gioca con il genere, mescola ironia e grottesco, urla e carezze improvvise, body horror e possessione e ci regala una Inde Navarette sorprendente e indimenticabile. Sopravvalutato? Forse sì, ma l’amore perfetto non esiste. Per fortuna. 

#Obsession #CurryBarker #trashcultdotcom #trashcult #horror
Solo se (non) avete paura di cadere ************* Solo se (non) avete paura di cadere 
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IL SUONO DI UNA CADUTA di Mascha Schlinski (2026)

Storia di fantasmi. Una casa, quattro epoche, quattro donne e una nazione (la Germania, divisa e unita). In mezzo a loro c’è la morte, che aleggia tra le fessure delle porte e delle finestre e attrae verso il basso. Fino a farti cadere. Complessa opera seconda di Mascha Schilinski che racconta un viaggio/fiume sensoriale e lugubre attraverso 4 mondi (non) così diversi tra loro che ruotano attorno ad un luogo al di là dello spazio tempo. Ostico ma affascinante. Respingente ma ipnotico. La Schilinski cambia sguardo, colori, pellicola, flirta con l’horror e con rapporti proibiti, fotografie spettrali e incidenti su lavoro, Storia e amicizie, mosche e acque torbide. Volare e cadere (non) in silenzio. E se il viaggio estenuante attraverso il tempo mette a dura prova (i 150 minuti di durata non aiutano) e la nostra mente è confusa, i nostri occhi sono pronti a volare. E pronti per il prossimo viaggio.

#IlSuonodiunacaduta #Soundoffalling #MaschaSchlinski #trashcultdotcom #trashcult
Solo un po’ di pensieri sparsi a mente fredda… *** Solo un po’ di pensieri sparsi a mente fredda…
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MICHAEL di Antoine Fuqua (2026)

Veloci pensieri sparsi su Michael (Jackson). Biopic complicato su un genio che ha cambiato un’epoca. Antoine Fuqua dirige, Graham King (lo stesso di Bohemian Rhapsody e si vede) produce. Nessuna via di mezzo. Raccontare la santificazione nel più alto del pop o la discesa nell’abisso a causa di un padre/padrone/manager e di future accuse infamanti? La risposta è semplificare e “disinfettare”. La strada per il paradiso artistico è lastricata di “miracoli”, famiglie (troppo) unite, bodyguard confessori, manager scaltri, animali vari, musica e concerti. Donne, madri, sorelle, chirurgia estetica e demoni interiori non pervenuti (forse il “vero” film era proprio lì). Tutto rapido, tutto pulito, tutto costruito a tavolino. Però…… però lo spettacolo non annoia, Jaafar Jackson è identico allo zio e i momenti musicali sono travolgenti (merito delle canzoni ovviamente ma anche dei 4 montatori). Film perfetto per i fan in attesa della sua resurrezione (e del già annunciato sequel). Per tutti gli altri, si può scendere a compromessi.

#Michael #MichaelJackson #AntoineFuqua #trashcultdotcom #trashcult
Il mio Messico ********************************** Il mio Messico 
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DREAMS di Michel Franco (2026)

La morbosa e segreta storia d’amore tra una filantropa americana e un ballerino messicano immigrato si trasformerà in una bomba a orologeria che metterà in discussione tutto.

Il cigno nero. Sesso e potere, amore(?) e pirouette, Stati Uniti VS Messico. Unioni possibili/impossibili che rischiano di trasformare i sogni in incubi. Film pseudo-sentimental/politico di Michel Franco che vede la coppia arrapatissima Jessica Chastain/Isaac Hernández (bravissimi e arrapatissimi) in un gioco a due corpi sempre più violento tra erotismo, ossessioni, bugie, soldi, danza e tossicità. In mezzo a loro, due mondi destinati a incontrarsi/scontrarsi senza vinti ne vincitori. Fino alla (auto)distruzione. Asciutto, enigmatico, sessuale. E Jessica Chastain diventa il nostro sogno proibito. 

#Dreams #MichelFranco #JessicaChastain #trashcultdotcom #trashcult
La mia Africa ************************************ La mia Africa
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MY FATHER’S SHADOW di Akinola Davies Jr. (2026)

Due fratelli, Akim e Remi, partono dal loro villaggio insieme al padre per la città di Lagos. Sarà un viaggio avventuroso ed esistenziale che li metterà a confronto. 

Nel nome del padre. Padri, figli e ombre sotto il sole dell’Africa. La Nigeria vista attraverso gli occhi di due bambini in un viaggio (dall’alba al tramonto, dal villaggio alla città) per scoprire, crescere e scoprirsi in mezzo al caos della vita. L’esordiente Akinola Davies Jr. racconta una storia semi autobiografica sui complicanti anni 90 nigeriani e sul rapporto con il padre, uomo inossidabile, ribelle, fuggiasco, marito, amante, operaio, fantasma, ombra. Un rapporto breve, sfuggente, ma fondamentale. E il caos di Lagos si trasforma in un caos interiore senza possibilità di cambiamento, ma con la consapevolezza che, un giorno, tutto sarà possibile. Straordinari Sope Dirisu, Godwin Chiemerie Egbo e Chibuike Marvellous. Piccolo diamante grezzo da recuperare.

#MyFathersShadow #AkinolaDaviesJr #SopeDirisu #trashcultdotcom #trashcult
Non è ancora uscito in Italia (se mai uscirà), ma Non è ancora uscito in Italia (se mai uscirà), ma noi lo abbiamo visto in anteprima e ve ne parliamo.. della serie Pablo Trincia guarda e impara.
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UNDERTONE di Ian Tuason (2026)

Evy, conduttrice di un podcast sul paranormale, torna nella casa della madre morente per assisterla. Ma l’ascolto di 10 inquietanti file audio la faranno sprofondare nella follia. 

Un avvertimento prima di iniziare... Podcast, madri morenti da assistere e figlie/future madri assistenti. Nell’era dello streaming, attento a quello che ascolti. Potrebbe essere molto pericoloso. Soprattutto per la tua anima. Ultra indie audio horror canadese (targato A24), acclamatissimo in America che affronta (e sfrutta al meglio) i podcast come veicolo di informazioni/maledizioni. Ma è anche una inquietante e claustrofobica metafora sulla maternità non per scelta voluta ma per scelta “obbligata”. E tra audio, crocifissi, madonne, canzoni al contrario, figlie badanti, folk horror e sussurri nella notte e nelle cuffie, l’horror low-budget di Ian Tuason gioca intelligentemente con le nostre orecchie e i nostri nervi. Forse non sarà l’horror dell’anno, ma riesce con poche inquadrature (e una location) a incollare alla poltrona per 90 minuti secchi. E alla prossima puntata. Se siete ancora vivi. Efficace.

#undertone #A24 #trashcultdotcom #trashcult
L’orrore.. *************************************** L’orrore..
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IL SIGNORE DELLE MOSCHE di Jack Thorne e Marc Munden (2026)

Un gruppo di ragazzini precipitati su un isola deserta dovrà organizzarsi per sopravvivere, ma la natura umana trasformerà quella piccola società in una brutale guerra tribale.

Il miele del diavolo. Anatomia di una caduta e dell’innocenza. Il capolavoro letterario di William Golding esplora il lato oscuro dell’essere umano. Ragazzini che uniscono le forze per sopravvivere e si trasformano (molto presto) in “tribù” primitive senza regole, tra sanguinose battute di caccia, bestie mostruose, lance, fuoco, acqua e pura (auto)distruzione umana. Qui Jack Thorne (che di adolescenti se ne intende) lo porta sul piccolo schermo con tutta la violenza brutale, fisica e psicologica del materiale di partenza. 4 personaggi, 4 punti di vista, un mondo in fiamme. Un cuore di tenebra che è lo specchio (attualissimo) di noi stessi. Fino ad un finale sconvolgente ma umanissimo. Straordinario tutto il (giovanissimo) cast. Uno dei migliori prodotti dell’anno.

#IlSignoreDelleMosche #LordOfTheFlies #JackThorne #trashcultdotcom #trashcult
Sassi, città bianche e vangeli apocrifi. Viaggio a Sassi, città bianche e vangeli apocrifi. Viaggio attraverso sacro e profano per ricomporre i pezzi e ricordarsi di respirare.

E si ritorna a casa. Respirando.

#matera #ostuni #ontheroad #trashcultinviaggio #trashcult
La Grazia **************************************** La Grazia
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LOS DOMINGOS di Alauda Ruiz de Azúa (2026)

La delicata decisione della diciassettenne Ainara mette in conflitto i membri della sua famiglia che non approvano la sua scelta.

Le domeniche al sole. Storia di una (futura?) monaca e di una scelta che mette a confronto/scontro una famiglia. L’adolescenza come il periodo più complicato (o “illuminante”) della vita. Sacro e profano, visibile e invisibile, tormento ed estasi. La regista Alauda Ruiz de Azúa racconta una storia delicata e intensa su una piccola voce interiore che provoca il caos, tra dinamiche familiari già compromesse e “visioni” diverse. Padri, figlie e zie, divisi da sbarre, ognuno con la loro scelta e con la loro “fede”, ma sempre coerenti. Fino alla “fine”. Nel bene e nel male. Straordinarie Blanca Soroa e Patricia López Arnaiz. Da non perdere.

#LosDomingos #trashcultdotcom #trashcult
Maledetto il giorno… ***************************** Maledetto il giorno…
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THE DRAMA di Kristoffer Borgli (2026)

A una settimana dal loro matrimonio, il rapporto tra Emma e Charlie inizia a sgretolarsi a causa di un segreto venuto a galla dal passato.

Wedding a Colombine. Preparazione, accensione e conseguente “esplosione pre-matrimoniale” di una giovane coppia borghese. Il norvegese Kristoffer Borgli analizza rapporti amorosi, giudizi affrettati e  vecchie (ma non tanto) paure americane mai risolte. E se Zendaya e Pattinson sono una coppia da copertina (belli e bravi), Borgli li mette a nudo (come mette a nudo tutti noi) e li trasforma in fragili, deboli e paranoici personaggi che ballano goffamente, bevono per dimenticare (o ricordare) e vomitano a getto. E il “matrimonio cinematografico dell’anno” (cit.) diventa un inaspettato gioco al massacro psico-fisico (ma anche divertente) che forse ci riguarda un po’ tutti. Interessante.

#TheDrama #Zendaya #RobertPattinson #trashcultdotcom #trashcult
Scene da un matrimonio.. ************************* Scene da un matrimonio..
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SOMETHING VERY BAD IS GOING TO HAPPEN creata da Haley Z. Boston (2026)

Rachel e Nicky decidono di raggiungere la casa di famiglia di lui per sposarsi. Ma inquietanti presagi e una famiglia “strana” metteranno in dubbio il loro rapporto.

La sposa imbrattata di sangue. Storie di anime gemelle, matrimoni, famiglie benestanti e altri maledizioni. Quando il fatidico “Sì” si trasforma nel terrificante “per tutta la vita”. Forse. I fratelli Duffer producono una bizzarra serie dove la vera paura risiede nella decisione di trovare (o accettare) il “vero” amore. Contro tutto e tutti. Tra Ari Aster, La Guerra dei Roses, Polanski, Lynch e un po’ tutto l’horror recente e passato. Il risultato è un godibile incubo/minestrone pseudo-familiare, inutilmente allungato, ma dalla giusta atmosfera, buone idee di regia e ottimi interpreti. Fino ad un finale divertente e liberatorio. E se anche voi avete un anello nell’anulare della vostra mano sinistra, state tranquilli. Forse il peggio è passato. Forse. Non perfetto, ma col tempo potrebbe diventare un piccolo cult. 
P.s. Camila Morrone vuoi sposarmi? ❤️

#somethingverybadisgoingtohappen #Netflix #trashcultdotcom #trashcult
Piovono astrofagi ******************************* Piovono astrofagi 
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L’ULTIMA MISSIONE - PROJECT HAIL MARY di Phil Lord e Chris Miller (2026)

Risvegliatosi in un’astronave nello spazio profondo, uno scienziato dovrà trovare un modo per salvare la Terra e tornare a casa.

Space away. La solitudine (spaziale) dei numeri primi. Salvare un pianeta condannato a morte (e salvare se stessi) o lasciarlo morire (morendo insieme a lui). Scelta meno complicata di quanto possa sembrare, soprattutto se incontri un alieno con i tuoi stessi problemi. Simpatica favola cosmica/buddy movie a metà strada tra Cast Away, E.T. e Interstellar, che racconta di due “diversi” che mettono insieme le loro teste (e i loro cuori) per salvare stelle. Il duo Lord/Miller adatta con grande ironia (e semplicità) il romanzo di Andy Weir (affezionato agli uomini soli) e ci regala una nuova, bizzarra coppia di outsider che richiama nostalgiche avventure per ragazzi. Ryan Gosling, scienziato (quasi) coraggioso e astronauta “per caso”, che riflette sulla sua esistenza parlando (e lavorando) con un alieno roccia (reale). E poi alieni microscopici mangia-stelle, soli morenti e missioni “eroiche” di sola andata, ma la coppia Gosling/Rocky è il vero motore della Hail Mary. E anche se non è il massimo dell’originalità, in questi tempi di guerra.. 

#ProjectHailMary #RyanGosling #trashcultdotcom #trashcult
Se una notte un viaggiatore.. ******************** Se una notte un viaggiatore..
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UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi (2025)

Un semplice incidente stradale innesca una serie di eventi che coinvolgeranno un gruppo di persone perseguitate dal regime iraniano.

Sequestrando Godot. Un “semplice” incidente in un paese “complicato” e un gruppo di persone “complicate” (dal passato doloroso) che dovrà scegliere se intraprendere la strada della vendetta o della umanità. In attesa di una decisione che cambierà per sempre le loro vite (o che forse sono già cambiate). Jafar Panahi torna a fare grande cinema politico, libero, “segreto”, potente nella sua Teheran. E racconta una storia di rabbia e di dolore, di paura e di coraggio, di attesa e di redenzione. E i suoi personaggi rispecchiano l’anima di Panahi, reietto perseguitato che gira (divinamente) di nascosto e che trasforma il cinema (tutto, di genere e d’autore) in un grido di condanna, coraggio e speranza. Sapendo perfettamente che il suono dei passi del passato non ti abbandonerà mai. Splendido.

#UnSempliceIncidente #JafarPanahi #trashcultdotcom #trashcult
Amore di plastica ******************************** Amore di plastica
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CIME TEMPESTOSE di Emerald Fennell (2025)

L’immortale romanzo di Emily Brontë visto attraverso lo sguardo di Emerald Fennell.

Tempesta d’ammore. Amore, morte, cibo, plastica, latex, sadomaso, Dracula, Frozen, J’adore. Benvenuti nel Cime Tempestose “virgolettato” di Emerald Fennell che brucia la carta del romanzo della Brontë e la riduce in un delirante “amour fou” stilosissimo/plasticoso/colorato/arrapato/pop. E Catherine e Heathcliff diventano i protagonisti di una lunga puntata di Bridgerton. Se si sta al gioco, riesce a strappare anche qualche risata. Margot Robbie, principessa triste arrapata e putelante. Jacob Elordi, Frankenstein arrapato completamente fuori parte. Sarà ammore super tossico poco convincente (per noi spettatori) e consumato male (sempre noi spettatori). Fino ad un finale con sanguisughe sulle pareti (ebbene sì) che farà piangere solo le ragazzine arrapate per Jacob Elordi. E se aggiungiamo le tremende canzoni di Charlie XCX, il cime tempestose fenneldiano è in pole per diventare il titolo “scult” dell’anno. Ma ha anche dei difetti. Comunque da vedere.

#CimeTempestose #wutheringheights #JacobElordi #MargotRobbie #trashcult
Essere o non essere ****************************** Essere o non essere
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HAMNET di Chloé Zhao (2025)

Agnes e Will, giovani genitori, dovranno affrontare una grave lutto che porterà alla creazione di un capolavoro senza tempo.

Il teatro fantasma. Streghe, commedianti, famiglie, spettri, dolore, morte, teatro, rinascita. La natura come palcoscenico della vita e il palcoscenico come “medicina” (naturale) per sconfiggere la morte. Potente atto d’amore “teatrale” firmato Chloé Zhao, che continua a parlare di esistenze ai confini del dolore e della natura. Jessie Buckley, straordinaria madre-fata dei boschi, straziata dal dolore (fisico e psicologico) più estremo. Paul Mescal, straordinario Will (non ancora) Shakespeare, padre di famiglia assente, ma pronto a esorcizzare il dolore attraverso l’arte. Fino ad un magnifico finale al Globe che rompe la Quarta parete e il nostro cuore. Forse sopravvalutato, forse no, ma rimane un viaggio sensoriale da non perdere.

#Hamnet #ChloeZhao #JessieBuckley #PaulMescal #trashcult trashcultdotcom
Buone ferie. ************************************ Buone ferie. 
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SEND HELP di Sam Raimi (2025)

Dopo un incidente aereo, un giovane e arrogante boss di una azienda e una sua impiegata finiscono su un isola deserta. La convivenza sarà parecchio complicata.

Siamo una grande famiglia. Giovani imprenditori impreparati e vecchi dipendenti sfruttati. Il mondo del lavoro è un luogo piuttosto competitivo e “selvaggio”. Forse conviene spostare l’ufficio in mezzo alla giungla e che sopravviva il migliore. Brillante survival-comedy-horror firmata Sam Raimi, che torna a giocare con personaggi in situazioni estreme. Qui non ci sono case infestate o maledizioni zingare. Qui c’è la natura incontaminata come location e la natura umana (e lavorativa) come detonatore. Rachel McAdams, dipendente tutta reality e lavoro, si trasforma in un strepitosa boss cacciatrice. Dylan O’Brien, boss tutto fashion, donne e golf, si trasforma in un supplicante “dipendente” in cerca di aiuto. Sarà scontro all’ultimo sangue. E il Raimi show è servito. Coltelli, sbudellamenti, vomito, lingue nere, occhi cavati, sogni zombeschi, cinghiali mostruosi, shaky cam e un pizzico di Stephen King. C’è tutto quello che vogliamo vedere dal regista di Evil Dead (e forse qualcosa di più). E domattina, quando tornerete in ufficio, non guarderete più il vostro capo con gli stessi occhi. Garantito.

#SendHelp #SamRaimi #RachelMcAdams #trashcult #trashcultdotcom
La vita davanti a sé ***************************** La vita davanti a sé
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SORRY, BABY di Eva Victor (2025)

Agnes, giovane insegnante, è costretta a rivivere un evento traumatico avvenuto durante la preparazione della sua tesi di laurea.

Decostruzione del dolore. Una ragazza sospesa nel tempo torna a fare i conti con “qualcosa di brutto” accaduto qualche anno prima. Abbagliante opera prima di Eva Victor, regista/protagonista che narra in stile quasi “nolaniano” la reazione ad una violenza subita. Non c’è tempo per le lacrime, ne per le urla. Ci sono amici, vicini, gatti e colleghi, ma il dolore si affronta internamente congelando il momento (e piccoli frammenti) fino a quando la vita decide di “scongelarlo”. E il monologo finale corrisponde a quello che vorremmo sentirci dire da bambini. O a qualsiasi età. Bellissimo.

#SorryBaby #EvaVictor #A24 #trashcult #trashcultdotcom
La scimmia pensa, la scimmia sbrana.. *********** La scimmia pensa, la scimmia sbrana.. 
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BEN - RABBIA ANIMALE di Johannes Roberts (2025)

Un docile scimpanzé “domestico” contrae la rabbia dopo il morso di una mangusta. Si trasformerà in una belva assetata di sangue.

Jane Goodall presenta. Le Hawai, una casa a picco sul mare, una famiglia che si riunisce e un “dolce” scimpanzé come animale domestico. Tutto perfetto. Fino a quando lo scimpanzé inizia ad avere una strana bava alla bocca. Festoso, orgoglioso (e un po’ scemotto) B-movie che richiama le atmosfere kinghiane di Cujo e quelle romeriane di Monkey Shines (e mettiamoci pure il dimenticato, ma bellissimo Link di Richard Franklin). Una location, ritmo indiavolato, violenza brutale. Johannes Roberts gioca con l’horror anni 90, tra artigianato, divertimento e un pizzico di nostalgia. Siamo dalle parti del prodotto simil-Blumhouse, ma Roberts ha qualche asso nella manica niente male e il “finto” scimpanzé rabbioso Ben, funziona una meraviglia. Tutto prevedibile, tutto “nella norma” e con finale rocambolesco, ma non ci si annoia, e i 90 minuti di durata (finalmente!) scivolano via che è un piacere. Se iniziate ad avere qualche capello bianco ed eravate fans di Notte Horror su Italia 1, può farvi scendere una lacrima di nostalgia. Uh.

#BenRabbiaAnimale #PrimateMovie #JohannesRoberts #trashcult #trashcultdotcom
Uncut ping pong ********************************* Uncut ping pong 
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MARTY SUPREME di Josh Safdie (2025)

Un giovane imbroglione con la passione per il ping pong, cerca di inseguire in tutti i modi il suo più grande sogno.

Dai diamanti non nasce niente, dal ping pong nascono i fior. Viaggio oltre la barriera del suono di un (quasi) adorabile imbroglione in cerca del suo destino. Josh Safdie abbandona il fratello Benny e i suoi diamanti per trovare Timothée Chalamet e tante palline arancioni. La formula è la stessa del bellissimo film con Adam Sandler del 2019. Safdie ingrana la marcia e fa correre a perdifiato un antipatico fallito in cerca di un oscuro Sogno Americano/Giapponese. Ma forse la posta in gioco è più alta del previsto. Affascinante, snervante, arrogante, elettrizzante. Marty Supreme gioca bene le sue carte (o le sue palline), ma perde la partita finale. Safdie sbaglia poco e niente, ma quando deve sferrare il colpo partita, si perde in un buonismo inutile e in un finale sbagliato. E Timothée Chalamet (magistrale, bisogna ammetterlo) diventa la metafora di un America strafottente e megalomane (che ancora si lecca le ferite del passato) che vuole conquistare il mondo, ma alla fine… vi ricorda qualcuno? Comunque chapeau. Grande film.

P.s. Odessa A’zion, È nata una stella. Abel Ferrara, grazie di esistere. 

#MartySupreme #TimothéeChalamet #JoshSafdie #trashcult #trashcultdotcom
É solo la fine del mondo ************************* É solo la fine del mondo
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SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier (2025)

Due sorelle sono costrette a fare i conti con le ferite del passato dopo il ritorno del loro vecchio padre.

La casa degli spiriti. Vecchie case “maledette” e vecchi rancori di famiglia. Crepe da stuccare e ferite da ricucire. La rabbia che logora e il cinema che (forse) ripara. Joachim Trier realizza un nordico e silenzioso ritratto familiare “a tre”, composto da un padre e/contro due figlie/sorelle. In mezzo c’è una sceneggiatura che forse può risolvere/cambiare o distruggere definitivamente tutto e una casa/set cinematografico dal passato (e presente) doloroso. E poi c’è il cinema (non il teatro eh) che, quando funziona, è più potente della vita. Tra Bergman (ovvio) e un tocco di Woody Allen, Joachim Trier conosce perfettamente dinamiche, volti e sguardi. Ma conosce bene anche le differenze tra cinema americano e cinema europeo. Cast sublime (tutti da applausi, ma Renate Reinsve e Stellan Skarsgård sono da Oscar). Il miglior cinema “europeo” che possiate trovare in circolazione. Splendido.

#SentimentalValue #JoachimTrier #RenateReinsve #StellanSkarsgård #trashcult trashcultdotcom
Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio? **** Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?
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28 ANNI DOPO: IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta (2025)

28 anni dopo, nell’Inghilterra degli infetti, la banda sanguinaria di Jimmy si ritrova nel tempio di ossa del dottor Ian Kelson.

Il Signor Diavolo. 28 anni dopo, l’Inghilterra è sempre devasta da infetti rabbiosi e gruppi di Teletubbies satanisti. Due diverse visioni del male destinate a cambiare volto. Nia DaCosta “tranquillizza” questo secondo capitolo del franchise dopo il “primo” (pasticciato) capitolo di Danny Boyle. Meno infetti, meno azione, più dialoghi, più riflessione, più fede. Ci si confronta tra satanisti e atei, satanisti e satanisti, medici e pazienti, infetti e infetti. Insomma, tra umani e umani. E poi c’è il male, che muta ancora. E questa volta, le parole sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Alex Garland “rallenta” la storia e la arricchisce di momenti di grande violenza, ma anche di grande “pazienza”, e punta tutto su due personaggi memorabili. Jack O’Connell, strepitoso capobanda perverso guidato da Satana (ispirato a Jimmy Savile) che vuole portare avanti la sua “missione” sanguinaria e Ralph Fiennes, straordinario medico/missionario/domatore malinconico che prova a trovare una “cura” (e un amico) sulle note dei Duran Duran. Ma nello scontro finale (bellissimo) arriveranno gli Iron Maiden a fare da colonna sonora ad un delirante “show” religioso che scopre le carte definitivamente. Fino ad un finalissimo che promette (speriamo) di chiudere un cerchio. E questa volta, la coppia Garland/Boyle (con l’inaspettato aiuto di Nia DaCosta) fa centro. 

#28YearsLaterTheBoneTemple #28YearsLater #trashcult #trashcultdotcom
Il rave nel deserto ****************************** Il rave nel deserto
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SIRÂT di Olivier Laxe (2025)

Un padre e un figlio, viaggiano attraverso il deserto marocchino per trovare la figlia scappata in un rave. 

Un rave alla fine del mondo. Viaggio, ricerca, dolore, colpa, apocalisse, musica. Quando il deserto del Marocco diventa l’ultimo posto del mondo che fa da ponte tra inferno e paradiso. Ma forse il paradiso è ancora troppo lontano. Olivier Laxe, firma un’enigmatica avventura on the road fatta di sabbia calda, corpi mutilati, corpi sudati, musica ad alto volume, esplosioni, anime perdute e neo-apocalissi. Una ciurma di pirati del deserto alla ricerca di qualcosa (qualsiasi cosa?) che forse non esiste più. Sergi López, padre ricercatore/viaggiatore oltre i confini del mondo e del dolore. Tra Mad Max, Bagdad Café e Alejandro Jodorowsky. Cinema d’avventura sensoriale, esistenziale quasi mistico che abbraccia il genere. Straordinaria colonna sonora di Kangding Ray. E la nostra mente è ancora lì, in viaggio. Bellissimo.

#Sirat #OlivierLaxe #SergiLopez #trashcult #trashcultdotcom
La Slovenia vista attraverso i nostri occhi, tra d La Slovenia vista attraverso i nostri occhi, tra draghi, artisti, mostri, laghi e polvere di stelle.

Dedicato al 2026 e alla sua lenta e futura malinconia.

Baci stellari

#Slovenia #Bled #lubiana #trashcultontheroad #trashcult
Abbiamo deciso di fare un viaggio diverso dal soli Abbiamo deciso di fare un viaggio diverso dal solito. Niente deserti, mari, montagne. Un viaggio nel passato, attraverso un’antica tradizione contadina, tra sapori di una volta, nostalgia e unione. Esclusivamente a tempo di valzer. 

Signore e signori, la “Pcarìa” secondo Trashcult.

Grazie a chi ci ha permesso di assistere e filmare.
Grazie a chi ci ha aiutato e grazie a chi vuole ancora viaggiare con noi. 
Che sia nel presente o nel passato.
Per il futuro ci stiamo ancora lavorando.

Baci stellari

TRASHCULT

#pcaria #pcarìa #tradizioni #tradizionicuinarie #maiale
Annunciamo la tua morte… ************************* Annunciamo la tua morte…
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WAKE UP DEAD MAN - KNIVES OUT di Rian Johnson (2025)

In una piccola parrocchia, il detective Benoit Blanc dovrà risolvere il delitto impossibile di un controverso prete.

Mistero della fede. Preti, credenti, e (finti) santi a confronto. In un mondo di peccatori, l’unica salvezza è non rimanere uccisi. Terzo capitolo della saga di Knives Out, questa volta ambientata dietro le panche di una cattedrale (cit.). Rian Johnson, nelle solite vesti di sceneggiatore/regista, questa volta si ritrova a fare Dio onnipotente che manovra vite, indagini, colpevoli. Il capitolo più “dark” (a tratti quasi horror) tra i 3, ma sicuramente il più divertente e accattivante, con la scelta coraggiosa (bisogna ammetterlo) di trasformare il suo Benoit Blanc in co-protagonista. Tanti colpi di scena, dialoghi taglienti, un cast superbo (oltre a Craig anche un ottimo Josh O’Connor e una straordinaria Glenn Close) e una visione oscura del mondo ecclesiastico. Fino ad un finale rivelatore soddisfacente. Johnson ci ricorda ancora una volta quanto l’uomo è un debole burattino guidato da denaro e potere. E forse non solo. Rendiamo grazie a Rian Johnson. La trilogia è finita, andate in pace.

#WakeUpDeadMan #KnivesOut #RianJohnson #DanielCraig #JoshOConnor trashcult trashcultdotcom
Nel nome del padre.. ***************************** Nel nome del padre..
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ANEMONE di Ronan Day-Lewis (2025)

Un uomo, isolato nel bosco, riceve la visita del fratello, intenzionato a riportarlo a casa.

Un giorno questo cognome ti sarà utile. Fratelli, padri, figli e spiriti (non santi). Benedizioni e maledizioni tramandate di generazione in generazione. Opera prima frastagliata, imperfetta e “familiare” di Ronan Day-Lewis, “figlio di” che prova a fare l’autore con l’aiuto di papà. E qui il papà lo aiuta eccome. Venti di guerra e venti di violenza. In mezzo ai boschi con fiori, corse, pioggia, grandinate improvvise e creature trasparenti, due uomini combattono contro un passato che lascia ferite e un futuro che forse può guarirle. Ce la mette tutta Ronan a fare “videoarte” fighina, e qualche scena effettivamente non è niente male, ma serve anche “gestire” una storia solida per lasciare segni/cicatrici importanti nella mente dello spettatore. E qui la storia è solo un pretesto per far sbizzarrire i Day-Lewis con questo Cuore di Tenebra domestico (per carità, papà Daniel non delude affatto il suo ritorno alla recitazione). Caos e quiete, ordine e disordine. Rimandato a settembre Ronan, ma ci siamo quasi. Salutaci papà.

#Anemone #RonanDayLewis #DanielDayLewis #SeanBean #trashcult trashcultdotcom
Siamo stati indecisi fino all’ultimo se farla oppu Siamo stati indecisi fino all’ultimo se farla oppure no. Poi alla fine ci siamo detti “massì.. chissenefrega”, ed eccola qui. La lista (personalissima e sempre in ordine casuale) delle “cose cinematografiche” più deludenti del 2025. Se qualcuno non è rimasto deluso da questi titoli, ci pensiamo noi a farlo per voi. Nessuno è perfetto. Beccatevela..

Link in bio

Baci stellari

#Flop2025 #2025 #trashcult #trashcultdotcom #flop
.. e anche il 2025 ce lo siamo levati dalle p…. o .. e anche il 2025 ce lo siamo levati dalle p…. o quasi. In vista dello scadere di questi 365 giorni intorno al sole, ecco la nostra personalissima lista di “cose cinematografiche” (in ordine sparso) che abbiamo amato quest’anno. 
Volti, voci, film, serie, cateteri, tatuaggi e musi canini. Cercando sempre di staccarci dalla massa (e senza aspettare Avatar e il film di Checco Zalone). 

Beccatevela nel link in bio

Baci stellari

#Top2025 #2025 #trashcult #trashcultdotcom #film
What else? *************************************** What else?
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JAY KELLY di Noah Baumbach (2025)

Un divo di Hollywood in crisi esistenziale decide di partire per un viaggio in Europa accompagnato dal suo fedele assistente.

L’ultimo spettacolo. George Clooney tra bilanci esistenziali, false vite e vite perdute. Il travolgente mondo del Cinema fatto di storie/sogni e il mondo reale fatto di sensi di colpa/rimpianti. Ma sei George Clooney, quindi…  Noah Baumbach torna a parlare di esseri umani “alla resa dei conti” e in particolare fa riflettere Clooney sulla sua vita/carriera. Lagnosetto, banalotto e circondato da gente antipatica. Baumbach dimentica la sua vena feroce e fa di tutto per farci scendere la lacrimuccia ad ogni costo con una storiella di redenzione, ma la lacrima (ovviamente) non scende. E tra finti amici antipatici, figlie e padri antipatici, assistenti antipatici (Sandler meglio quando lavora con i Safdie), viaggi in treno pieno di gente antipatica (con tanto di inseguimento WTF?!), italiani antipatici e un George Clooney che fa il solito George Clooney, si arriva ad un (vero) finale-tributo terribile, con tanto di sguardo in camera. E dopo questo film, ci manca il Clooney vestito da Batman. E ho detto tutto.

#JayKelly #GeorgeClooney #AdamSandler #NoahBaumbach #Netflix #trashcult #trashcultdotcom
Questa (non) è la via.. ************************** Questa (non) è la via..
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PREDATORS: BADLANDS di Dan Trachtenberg (2025)

Un giovane guerriero Predator deve catturare una feroce creatura immortale per rientrare nel clan.

Il predatoriano. Parenti serpenti. Fratelli/sorelle rinnegati che provano a trovare la loro “vera” famiglia nell’universo. Nel frattempo bisogna sopravvivere e dare la caccia a qualcosa di “incacciabile” e senza possibilità di successo. Il franchise di Predator cambia volto ma non cambia lo sguardo di Dan Trachtenberg che prova a ridare “freschezza” alla saga (dopo Prey e Killer in the Killers). Il vero problema è che siamo nell’era Disney. E forse siamo nell’era sbagliata. Il punto di vista di un giovane Predator può anche risultare interessante sulla carta, ma Trachtenberg lo stravolge in un’avventura per ragazzi “mandaloriana” popolata da tanti mostri carucci e robot simpatici. Diverte? Potrebbe. Funziona? Potrebbe. Ma l’anima oscura e violenta di un cacciatore primordiale che proviene dallo spazio con il solo obiettivo di cacciare viene completamente stravolta a favore dello spettacolo-giocattolone per tutta la famiglia. Anche no. E tra piante esplosive, prati taglienti, tentacoli cannibali, insetti di vario tipo, gattoni-istrice e Elle Fanning “a metà” e in modalità “cammino di Santiago” si arriva fine film, consapevoli che i veri anni 80 non torneranno più. E che forse, questo Predator, è quello che ci meritiamo. 

#PredatorBadlands #DanTrachtenberg #ElleFanning #Predator #trashcultdotcom
Mamma mia **************************************** Mamma mia
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DIE MY LOVE di Lynne Ramsay (2025)

Una giovane madre inizia a sprofondare nella follia dopo il parto.

Viaggio nella psiche umana di una donna/mamma/moglie nel baratro della follia. Lynne Ramsay torna alla regia con un frammentato pseudo-love-drama-psico-thriller che tratta il tema (importante) della depressione post-partum. Della serie: quando diventi mamma e hai bisogno di un esorcista al posto di uno psicologo. Jennifer Lawrence, anima e corpo del film, ne combina di tutti i colori (abbaia, si dimena, lecca finestre, gattona, si masturba e chi più ne ha più ne metta). Robert Pattinson, marito impotente, la osserva con aria da beota. Il film è tutto qui. Due ore di sclerate con protagonisti due personaggi, di cui non conosciamo assolutamente nulla, antipatici e involontariamente ridicoli. Ma qualcuno potrebbe gridare al capolavoro visionario, coraggioso e disturbante. Contenti voi. Fidatevi, la depressione post-film non ve la toglie nessuno. E lo scult del 2025 è servito.

#DieMyLove #LynneRamsay #JenniferLawrence #RobertPattinson #MUBI #trashcultdotcom #trashcult
Train of life ************************************ Train of life
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TRAIN DREAMS di Clint Bentley (2025)

America, primi del Novecento. Un uomo che lavora come operaio e boscaiolo dovrà affrontare la vita e le sfide che la natura gli metterà davanti.

Train de vie. Uomo, natura, alberi, fuoco, dolore, solitudine, dignità. Western “ferroviario” di frammenti di vita di un uomo solo e silenzioso. E come gli alberi che taglia, anche lui si spezza, cade, ma ha sempre la forza di ripartire. Clint Bentley ci immerge nei boschi (non) fatati popolati da operai che costruiscono il progresso, ma il progresso ha bisogno di “sacrifici”. Joel Edgerton, meraviglioso boscaiolo dagli occhi di ghiaccio che sogna, spera, vive e cerca il suo posto nel mondo. Piccola gemma che (purtroppo) trovate su Netflix (ma avrebbe meritato la sala).

#TrainDreams #JoelEdgerton #ClintBentley #Netflix #trashcultdotcom #trashcult
Chiudiamo il televoto **************************** Chiudiamo il televoto
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THE RUNNING MAN di Edgar Wright (2025)

In un futuro distopico, un uomo partecipa ad un reality show mortale per salvare la sua famiglia.

Atto di forza. Un mondo malato, corrotto, distopico, uno show televisivo che controlla tutto e un uomo in fuga che potrebbe salvare/trasformare tutto. Edgar Wright + Stephen King (ops Richard Bachman) + Glen Powell. Cosa può andare storto? Beh, che dire.. qualcuno si potrebbe anche divertire in questo videogame fracassone e nostalgico, ma per essere sinceri Wright firma un compitino action piuttosto banalotto, dimenticabile e senza guizzi registici (ci aveva abituato a ben altro) e Glen Powell (nel ruolo che fu di Arnie) ci mette il fisico, le gambe ma non la simpatia (né tantomeno il carisma). Tutto il resto del cast saluta e passa senza disturbare (sprecatissimo). E tra corse, reality, esplosioni, cacciatori, travestimenti, tradimenti, telecamere e (tanti) personaggi inutili (e ci sono pure le Kardashian), la critica socio-politica si perde in un finale troppo forzato e meno potente (e rivoluzionario) rispetto al magnifico finale pensato da King. Ma vogliamo bene lo stesso a Edgar Wright. Nonostante il network questa volta abbia vinto. Fine delle trasmissioni.

#TheRunningMan #EdgarWright #GlenPowell #StephenKing #trashcultdotcom #trashcult
Woman in love ************************************ Woman in love
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DREAMS di Dag Johan Haugerud (2024)

Una ragazza delle superiori si innamora perdutamente della sua insegnante di francese. Deciderà di “mettere su carta” i suoi sentimenti .

Il raggio verde. L’adolescenza, la scoperta dell’amore e la necessità di raccontarla senza filtri. Tre generazioni di donne a confronto sullo sfondo di una Oslo “a scale” che fa da ponte tra realtà e sogni. Meraviglioso terzo capitolo della “trilogia delle relazioni” di Dag Johan Haugerud che analizza la prima cotta e la trasforma in un manuale per scriverla, raccontarla e proteggerla. La giovane Ella Øverbye (bravissima), soffre, spera, sogna una storia (forse) impossibile fatta di maglioni caldi, sciarpe, libri, chiavette USB e inevitabili delusioni. E mentre mamma e nonna diventano le testimoni mature di una futura (probabile) scrittrice, Oslo continua a guardare le sue donne con occhio nostalgico. Fino al prossimo innamoramento. Bellissimo.

#Dreams #DagJohanHaugerud #trashcultdotcom #trashcult
Il pozzo e il medico… **************************** Il pozzo e il medico…
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THE PITT - stagione 1 (2025)

Le infernali 15 ore di turno in un pronto soccorso di Pittsburgh.

Il giorno più lungo. Un pronto soccorso, un turno, un gruppo di medici e l’America. HBO fonde l’idea della spy-serie 24 e il cult E.R. e ci catapulta in tour de force ospedaliero sempre più massacrante, spietato, claustrofobico, snervante, ma umanissimo, dove la luce dei neon prende il posto della luce del sole e dove i medici sono tenaci (ma fragili) artigiani/angeli salvatori. E l’America si presenta in quel “pozzo” in tutte le sue forme, nel bene, ma sopratutto nel male. Noah Wyle, magnifico e tormentato responsabile pronto a tutto per salvare vite, ospedale e sé stesso. Secco, asciutto, crudele e senza filtri. Esperienza seriale (quasi) indimenticabile.

#ThePitt #NoahWyle #HBO #serie #series #trashcultdotcom











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