Naza

NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (2026)

Cieli neri. Mentre all’interno dei grattacieli Tel Aviv la vita dei loro abitanti scorre normalmente, sui tetti avvengono confessioni segrete di militari e di morte. A soli 60 km di distanza, i grattacieli di Gaza (e i loro abitanti) non esistono più. Yuval Abraham e Rachel Szor intervistano 24 soldati israeliani e parlano di agghiaccianti danni collaterali (Naza appunto), bombardamenti di massa e fosse comuni. Il buio della notte di Tel Aviv nasconde sagome scure pentite, “drogate”, plagiate, consapevoli di aver preso parte ad un sadico videogame per sterminare vite. E i tetti che fanno da palcoscenico a queste raccapriccianti “chiacchiere” notturne, diventano luoghi neutri che possono trasformarsi in nascondigli oppure in trappole mortali.

E intanto il mondo rimane in silenzio a guardare un genocidio.

Genocidio.

Potente. Da non perdere.