Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

L’ARMATA DELLA FOLLIA

Doctor Strange attraversa il Multiverso per risolvere i casini che ha combinato. Scarlet Witch, in versione Carrie lo sguardo di Satana, incazzata come una pantera (rossa, non nera). La Marvel qui rischia grosso e rischiando vince. Dubito che le nuove generazioni conoscano Sam Raimi. Per chi, come il sottoscritto, ha visto (e vissuto) il suo cinema, Doctor Strange nel Multiverso della Follia è ancora più bello ed emozionante. La sua impronta, la sua follia, la sua ironia, il suo orrore, i suoi mostri, i suoi jumpscare. In questo film tutto parla di lui. Kevin Feige lo fa scatenare (soprattutto nella seconda parte) e Raimi torna (quasi) ai fasti di un tempo. Certo, Feige è costretto a tirare il freno a mano in alcuni punti, ma Doctor Strange 2 è forse il film più autoriale del MCU (anche di più di Guardiani della Galassia). Stephen Strange come Ash (reparto ferramenta). Wanda come Evil-Sheila. Il Darkhold come il Necronomicon. Dammi un po’ di zucchero Sam !

trash
“non con Sam Raimi”

cult
“lo stile unico di Sam Raimi (anche Elizabeth Olsen però…)”

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Lamb (2022)

AGNELLO DI DIO

In una remota fattoria islandese, una coppia accudisce un inquietante ibrido uomo/agnello partorito da una pecora. Difficile essere genitori, soprattutto se siete in Islanda e vostro figlio è nato da una pecora. Bizzarra opera prima, metaforone (quasi biblico) sulla maternità/paternità, sulla disabilità e sull’elaborazione del lutto. Lamb è una favola oscura imperfetta e misteriosa, ma terribilmente affascinante, gelida e ipnotica. Noomi Rapace bravissima. Le pecore, migliori attrici non protagoniste. Il resto lo fa Jóhannsson con il suo occhio autoriale e la piccola ibrida Ada, splendida creatura, unica rappresentazione della vera innocenza. Dopo questo film, difficilmente guarderete gli ovini con gli stessi occhi… e forse anche gli esseri umani !

trash
“gli umani”

cult
“Ada”

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Morbius (2022)

PER FAVORE, NON MORDERMI SUL COLLO

Il dottor Michael Morbius, affetto da una malattia del sangue, riesce a trovare una cura combinando il sangue umano con quello dei pipistrelli. Le conseguenze saranno “incredibili”. Nuovo film “mordi” e fuggi dell’uni-multi-verso Sony di Spider-Man. Al contrario di Venom, qui si fa sul serio (vabbè). Poche battute e toni quasi horror (vabbè). Jared Leto con lo stesso look del Dracula di Gary Oldman (vabbè) fa il vampirello buono/bono che svolazza de qua e de là. Matt Smith fa il villain/bomber “per caso”. Altro da dichiarare ? Si, altri personaggi non approfonditi, GCI meschina e montaggio indecente. Però ha anche dei difetti. Questa è la Sony ragazzi, prendere o lasciare, congelata nel 1995 e con poche idee. Ma dopo Venom eravamo preparati a tutto. Almeno ha la decenza di durare solo 1 ora e 48. Cosa rara di questi tempi. Ah le scene post credits ? Fate voi. Mi arrendo !!!

trash
“fate voi”

cult
“fate voi”

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Moon Knight (2022)

CLARK KENT E’ TORNATO

Siamo stati prudenti, abbiamo voluto aspettare prima di far uscire questa recensione di Moon Knight, perchè fin dai primi trailer, gli spettatori sono costretti a entrare nella realtà deformata che affligge la mente di Steven e che lo accompagnerà per tutta la prima puntata, ma ora parte davvero la storia. Siamo fan di Moon Knight e questo potrà condizionare il nostro giudizio ma per noi Steven, oltre ad essere un po’ fuori di testa (ma chi non lo è), diventa il nostro nuovo modello di super eroe. Oscar Isaac incarna alla perfezione un “Clark Kent” moderno che può diventare il più cazzuto dei guerrieri. La serie è bella, dinamica, non stanca e trasporta lo spettatore in un mondo in cui sogno e realtà sono divisi da una linea invisibile. Isaac è la migliore scelta che la Marvel potesse fare. Insomma, cosa aspettate ? Guardatelo subito, prima che il sonno prenda il sopravvento !!!

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“assente”

cult
“Oscar Isaac”

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I Segni del Cuore (2021)

FIGLIA DI UN DIO MINORE

Rugby, ragazza di 17 anni, è l’unica persona udente della famiglia. Farà di tutto per raggiungere il sogno di diventare una cantante. Remake english del film french La Famiglia Bèlier. Racconto di formazione “silenzioso”, ma allo stesso tempo “urlato” (o meglio cantato). La rabbia di Ruby (mosca bianca o pecora nera ?) contro gli ostacoli della vita quotidiana nel seguire la sua strada, opposta a quella della sua famiglia. Il silenzio che significa amore (troppo però non fa bene). I Segni del Cuore è un film caruccio e godibilissimo, ma un po’ ruffiano e (molto) prevedibile. Forse serviva qualche dose di cattiveria per rendere il film meno diabetico. Bentrovata Marlee Matlin (solo io ricordo Figli di un Dio Minore ?). Applausi per Emilia Jones. Un film positivo come antidoto alla vita quotidiana. Va bene così.

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“tutto prevedibile e già visto (e preparate l’insulina)”

cult
“Emilia Jones è fenomenale”

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The Adam Project (2022)

GRANDE GIOVE

Anno 2050. In un futuro dove i viaggi del tempo sono possibili, un soldato deve tornare nel 2022 per incontrare se stesso e salvare il mondo. Della serie: “Grande Giove !”. Filmetto Netflix che prova a ricreare le atmosfere nostalgiche dei giocosi sci-fi anni 80. In parte ci riesce, ma il risultato finale è piuttosto dimenticabile. The Adam Project torna nel passato per affrontare il presente e salvare il futuro. Figli complessati, mogli scomparse, madri frustrate e padri morti (forse). Manca una sceneggiatura solida e una regia che riesca a reggere il tutto. I viaggi nel tempo sfruttati nel peggior modo possibile. Poi Ryan Reynolds fa il solito Ryan Reynolds e Mark Ruffalo sembra ormai ingabbiato nei panni di Bruce Banner. Il resto del cast non pervenuto. Si arriva a fine film in maniera scorrevole, ma un po’ girati per l’occasione persa. Forse serviva più tempo.

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“standard Netflix”

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“una vaga aria nostalgica”

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The Batman (2022)

NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE

Complicato fare una sintesi, ma proviamo a buttare giù qualche sensazione a caldo. Della serie: “Non può piovere per sempre”. La Gotham più sporca e cattiva che sempre. Robert Pattinson sporco, depresso e sociopatico a metà strada tra Kurt Cobain e Robert Smith dei The Cure (e fattela na risata ogni tanto). Batman e Gordon come i detective Mills e Sommerset. L’Enigmista come John Doe. Nessuna testa mozzata nella scatola però, anche se ad un certo punto ti aspetti esca pure Brandon Lee truccato. Poi c’è Catwoman con unghie finte di carnevale, Colin Farrell truccato da Harvey Weinstein e Paul Dano che fa Paul Dano (però è stratosferico). Joaquin Phoenix non pervenuto (ma magari !!!). Scene d’azione poche ma giuste (l’entrata in scena della batmobile e l’inseguimento con il Pinguino sono da standing ovation). Però ragazzi, preparatevi perché le 3 ore si sentono eccome. The Batman è bello, affascinante e ambizioso (lontano dai cinecomics fatti con lo stampino), ma forse andava alleggerito di almeno un’oretta (la voglia di vedere la luce del sole dopo il film è quasi necessaria). Vedremo dove andranno a parare con i sequel, ma sicuramente non pioverà per sempre.

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“raga, sono 3 ore di buio cosmico… 3 ore”

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“ma quanto è figa la batmobile ?”

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Fedeltà (2022)

DAVIDE MENGACCI PRESENTA

Un malinteso innesca un’esplosione/implosione nella coppia formata da Margherita e Carlo. La fedeltà coniugale sarà messa a dura prova. Della serie: “Scene da un matrimonio, quello su canale 5 con Davide Mengacci”. Fiction italiana targata Netflix. Fiction. Questo è il termine più adatto per definire questo Fedeltà. Mah, sarà che la storiella di due pseudo-milanesi fighini che ci mettono 5 puntante per farsi una sana trombata extraconiugale l’abbiamo già vista e rivista. Sarà che l’aria sterile e malsana di fiction Rai/Mediaset abbellita da una finta regia “cool” e da scene di sesso buttate lì, risulta un po’ indigesta. Sarà che la sceneggiatura sprizza stereotipi da tutti i pori. Sarà che il tutto risulta talmente “finto” e costruito, che alla fine te lo guardi senza troppi problemi e a cervello rigorosamente spento. Per essere competitivi nel mondo delle serie televisive (ormai di grande qualità), occorre tutt’altro, altrimenti ci meritiamo veramente Don Matteo.

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“se il tradimento è così noioso allora…”

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“recuperate assolutamente – Scene da un Matrimonio – con Oscar Isaac e Jessica Chastain”

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Non Aprite Quella Porta (2022)

ELETTROSEGA

Dopo 50 anni, il maniaco Leatherface torna a fare una strage. Della serie: “Non aprite questa (ennesima) porta”. Sequel/reboot del leggendario film di Tobe Hooper del 74. Si prova a rilanciare il franchise (n’altra volta). Fede Alvarez, regista di Man in The Dark, scrive (maluccio) e produce (insieme a Netflix). Ormai sono passati gli anni d’oro e bisogna adattarsi ai tempi. Tutto semplice, tutto (troppo) commerciale. Manca completamente la follia anarchica del film di Hooper e l’operazione Netflix trasforma Non Aprite Quella Porta in un filmetto mordi e fuggi prevedibile e già visto (l’idea di base è identica al reboot di Halloween della Blumhouse). Qualcosa da salvare ? Beh, sicuramente il sangue scorre a fiumi e la durata (solo 80 minuti) aiuta a non perdere l’attenzione.

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“vedi sopra”

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“correte a rivedere il classico di Tobe Hooper”

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Black Spot (2017)

I SEGRETI DI VILLEFRANCHE

I segreti di Villefranche : è questo il nome che ti aspetti da questa intrigante Black Spot. Il sapore di Twin Peaks è li dentro quei boschi, attaccato alla corteccia degli alberi che avvolgono questa cittadina sperduta. La serie ha come protagonisti il capo della gendarmeria locale, interpretata dalla brava Suliane Brahim, alla quale si affianca il procuratore venuto dalla città, Laurent Capelluto. Vi ricorda qualcosa lo sceriffo locale e l’agente dell’ FBI che arriva dalla città ? Anche la foresta diventa un personaggio quasi vivo e attivo nelle storie episodiche della serie, mentre il passato di Laurène si mantiene come il principale elemento narrativo che lega le parti del racconto. Indagando su strani omicidi e sparizioni, Black Spot si trascina pian piano dentro il passato dei vari personaggi, offrendoci un thriller avvincente e conturbante.

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“qualche passaggio scontato”

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“la cittadina isolata ed il bosco, un teatro ideale che fu anche per Twin Peaks”

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La Fiera delle Illusioni (2022)

LA FORMA DELLA MENTE

Un giostraio, diventato ricco manipolando menti, inizia una relazione con una pericolosa e misteriosa psichiatra. Della serie: “La forma della mente”. Guillermo Del Toro alle prese con il romanzo di William Lindsay Gresham. Parabola discendente di un uomo che usa l’illusione per avidità fino al punto di non ritorno (e oltre). Niente mostri (ma uomini bestia) e tanti inganni. Splendido dal punto di vista visivo, un po’ troppo lineare (e lentino) dal punto di vista narrativo, ma Del Toro riesce a manipolarci (e acchiapparci) fino al meraviglioso (e nerissimo) finale. Bradley Cooper da applausi. Va visto… punto !

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“lentino”

cult
“Guillermo Del Toro e Bradley Cooper compiono meraviglie”

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Scream (2022)

L’ASSASSINO E’ QUELLO CON IL COLTELLO

Torna l’assassino ghostface nella piccola cittadina di Woodsboro. Vecchi e nuovi personaggi proveranno a fermarlo. Reboot/sequel/remake (o per dirla in una parola “requel”) della saga creata da Wes Craven e Kevin Williamson. Torna tutto: riferimenti meta, citazioni, sbudellamenti. Il duo di registi ci/si diverte un sacco e ne approfitta per analizzare (con cattiveria) il blockbuster horror hollywoodiano (e la pochezza di idee). Niente di rivoluzionario o sconvolgente come qualcuno ha sbandierato. Il nuovo Scream (geniale e provocatoria l’idea di evitare il numero 5 nel titolo) è semplicemente un gioco nostalgico e appassionato per nostalgici e appassionati di horror (di tutti i tipi). Il caro e vecchio Wes, dall’alto, ci guarda divertito e lusingato.

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“ci manchi Wes”

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“Babadook”

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Yellowjackets (2021)

API REGINA

Anno 1996. L’aereo di una squadra di calcio femminile precipita nei boschi dell’Ontario. Le ragazze rimarranno isolate per 19 mesi. Anni dopo dovranno fare i conti con la loro “avventura”. Della serie: “Il Signore delle Api (Regine)” ovvero “Donne, adolescenza e cannibalismo”. Serie mistery-grottesca che sfiora addirittura l’horror, ma che riesce ad analizzare perfettamente un periodo storico (gli anni 90) e soprattutto l’adolescenza femminile. Quasi un racconto di formazione “estremo” e di come il lato oscuro di ognuno di noi prenda sempre il sopravvento. Cast perfetto per questa Yellowjackets con le ben ritrovate Juliette Lewis e Christina Ricci, cattiveria quanto basta e buon ritmo, ma se cercate risposte, dovete aspettare la seconda stagione.

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“se amate il politicamente corretto, avete sbagliato serie”

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“ottimo cast e una cattiveria niente male”

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King Richard (2021)

LA RICERCA DELLA FELICITA’ SU TERRA BATTUTA

Storia vera di Richard Willams, padre e manager e delle regine del tennis Venus e Serena Williams. Della serie: “La ricerca della felicità su terra battuta”. Come crescere due future leggende ? Tanto allenamento, tanta famiglia e tanto pugno di ferro. Contro tutto, contro tutti. Bel film americano-popolare costruito e ripulito “a tavolino”. Will Smith, attore bravo e papà “profeta” ingobbito, è il motore-produttore del film (in cerca del suo primo Oscar). Un po’ troppo lungo, registicamente un po’ anonimo e (ovviamente) un po’ troppo lineare, ma trasmette una bella energia positiva che in questo periodo serve. I titoli di coda con la canzone di Beyoncé spaccano di brutto.

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“tutto molto prevedibile”

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“la vera potenza di Venus, Serena Williams e di un bravo Will Smith”

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America Latina (2021)

CARIE DI TENEBRA

Un dentista, sposato con figlie, inizierà un lento e inesorabile crollo psicologico dopo un agghiacciante e misterioso ritrovamento in casa. Della serie: “Carie di tenebra”. I fratelli D’Innocenzo ci portano nei meandri più oscuri della mente umana. Elio Germano, come il colonnello Kurtz, scruta l’orrore (o l’amore ?). Poi ci sono cantine buie, amici dubbiosi, famiglie “angeliche”, ragazzine “infernali”, denti da curare e menti da sanare. C’è il thriller che diventa dramma e sfiora addirittura l’horror (incredibile l’utilizzo del colore rosso). C’è la visione di due registi che non hanno paura di osare e di legare lo spettatore ad un palo per poi torturarlo psicologicamente. Alcuni potranno dire che la forma vince sulla sostanza. Balle. La forma e la sostanza qui vincono su tutto. Germano mastodontico. America Latina è da applausi (e urla) per tutti.

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“la famiglia felice da Mulino Bianco”

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“il talento di Germano e dei D’Innocenzo”

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The Tender Bar (2021)

FIORI D’ACCIAIO

Vita, famiglia, sogni e gioventù del giornalista e scrittore J.R. Moehringer. George Clooney adatta per Amazon il romanzo autobiografico The Tender Bar (il bar delle grandi speranze). Il cuore di una famiglia unita, che batte e da sicurezza. La crescita e la voglia di raggiungere l’obiettivo. Un bar che, come la tabaccheria di Smoke, diventa un luogo di confronto e di cultura. Clooney azzecca la prima parte, sincera e sentita, ma si perde nella seconda, frettolosa, poco convinta e un tantinello noiosa. Per fortuna c’è un Ben Affleck da applausi a salvare la baracca. Una nomination ai prossimi Oscar non gliela toglie nessuno.

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“la regia piatta di George Clooney”

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“un Ben Affleck da applausi”

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Matrix Resurrections (2021)

MATRIX DELUSIONS

Quarto capitolo della saga di Matrix. Questa è l’unica sinossi “sensata” del film che possiamo scrivere. Lana Wachowski (questa volta senza la sorella Lilly) torna alla sorgente per un nuovo capitolo della saga che ha cambiato il cinema (ma si dai). Tornano pure Keanu Reeves (che qui è identico a John Wick) e Carrie-Anne Moss. Bella rimpatriata. Un po’ meno per lo spettatore. Meta-caos assoluto che non da nuova linfa alla saga. Tanto “meta” (e l’idea ci sta), tanta confusione, tanti sbadigli (per fortuna ho preso un caffè prima della proiezione). Cosa rimane quindi ? Solo qualche spezzone del primo Matrix che ogni tanto appare come un messaggio subliminale e pochissimo altro. Tutto svogliato e con poca grinta. Peccato, poteva essere una delle grandi sorprese di inizio 2022. Cominciamo male !

trash
“Matrix Resurrections”

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“Matrix del 1999”

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House of Gucci (2021)

TRASH FASHION

La storia d’amore tra Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci tra soldi, potere, caduta e omicidio. Della serie: “Parenti serpenti ma fashion”. Serviva molto impegno per rovinare una storia già intrigante nella vita vera. Eppure… Sarò brutale, ma House of Gucci è una delusione. Film infinito, senza grinta e senza ritmo. Ritratto trash (volontario e involontario) di una famiglia e della sua caduta nell’abisso (a causa di una donna ? Forse si !). Lady Gaga, brava ma non bravissima (si è vero, sembra Marisa Laurito), Adam Driver al minimo sindacale, tutti gli altri attori completamente (e inspiegabilmente) sopra le righe. Poi c’è Jared Leto, premio “ma perché ?!?!?!” dell’anno. Si arriva a fine film assonnati e con la consapevolezza di aver visto qualcosa di assolutamente dimenticabile. Le risate in sala durante la scena di sesso tra Lady Gaga e Adam Driver non hanno bisogno di commenti.

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“fa te voi, c’è l’imbarazzo della scelta”

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“ma dove la trovate una sosia identica di Marisa Laurito ?”

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E’ stata la mano di Dio (2021)

POESIA PER NAPOLI SUL MARE

Napoli, anni 80. Sotto la stella di Maradona, il giovane Fabietto sarà costretto ad affrontare la sua strada dopo un grave lutto. Della serie: “Poesia per Napoli sul mare”. Dopo le visioni di giovani papi, ricchi imprenditori, politici mefistofelici e scrittori in crisi, Paolo Sorrentino fa un passo indietro (nel passato) e rivede se stesso. Un Sorrentino nudo, diretto, asciutto, quasi irriconoscibile. La prima parte è leggera, quasi comica. La seconda parte è un capolavoro. Un viaggio di formazione verso il futuro, attraverso il dolore, il cinema, il calcio, Napoli e la famiglia. Sorrentino fa pace con la sua anima e noi con la nostra. “Io voglio pensà alla felicità Fabiè. Tu no ?” E’ stata la mano di Dio è la vera Grande Bellezza senza feste e trenini, solo il rumore della vita, del mare e del Vesuvio.

trash
“averlo recuperato su Netflix”

cult
“Napoli”

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Dietro I Suoi Occhi (2021)

RILASSATI

I segreti sono così: se li mantieni, ne sei prigioniero, se te ne liberi, ti perseguiteranno. Tratto dall’omonimo best seller di Sarah Pinborough («Assolutamente da leggere. Maledettamente geniale» – Stephen King) la miniserie Dietro I Suoi Occhi – Behind Her Eyes arriva su Netflix e cattura letteralmente lo spettatore già dal teaser. Louise (Simona Brown), dopo la separazione, si dedica interamente al figlio e al lavoro part-time che li mantiene entrambi, ma tutto cambia quando incontra David. Giovane, affascinante, di successo: Louise non si sarebbe mai sognata che un uomo così potesse essere attratto da lei. Tutto però si complica quando Louise conosce per caso la moglie di David, Adele (Eve Hewson) e diventa sua amica. Affascinante, elegante, Adele sembra incarnare la perfezione. Risucchiata in un gorgo di bugie e segreti, divisa tra il suo amante e la sua nuova amica, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David, sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai. Storie morbose, di minacce e tradimenti: una trama che potrebbe sembrare banale se non fosse che questa miniserie è letteralmente geniale con una straordinaria Eve Hewson, figlia d’arte nella finzione (This Must Be The Place con Sean Penn) e nella realtà (di un certo Paul David Hewson meglio conosciuto al mondo come Bono Vox). Non ci poteva essere contrapposizione più azzeccata con la dolcezza e la sensualità di Simona Brown che insieme ci mostrano due lati contrapposti della stessa medaglia, entrambe manipolate nella psiche. Chi è la vittima e chi il carnefice ? Difficile da comprendere ed è per questo che Behind Her Eyes tiene lo spettatore incollato alla fine.

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“assente”

cult
“Eve Hewson e Simona Brown che si contendono il bene e il male”

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Spider-Man: No Way Home (2021)

GRANDI RESPONSABILITA’

Recensione no spoiler, quindi se non ci capite niente, è giusto così. Spider-Man torna a combattere dopo che Mysterio ha rivelato la sua vera identità. Poi chiede aiuto al Doctor Strange e apriti cielo (letteralmente). La Marvel punta in alto, anzi in altissimo. L’eroe ragazzino che è pur sempre un ragazzino e deve crescere. Il prezzo da pagare è salato, ma forse è l’unico modo per crescere sul serio. Perchè in fondo, non sei un vero eroe se non fai di tutto per salvare le persone mettendo in pericolo la propria vita. Ambizioso, grande, leggermente traballante in alcuni punti, ma con un cuore grande così. Forse le emozioni questa volta vincono su tutto, action compresa. Si chiude il cerchio per aprirne un altro. Addio/bentornato Spider-Man. Insomma, che aspettate ? Andate a vederlo e non ve ne pentirete !

trash
“in alcuni punti la storia è un po’ traballante”

cult
“quando entrano in gioco le emozioni, Spider-Man è imbattibile”

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True Story (2021)

BROTHERS IN CRIME

Il comico di fama mondiale Kid è al suo apice: i film e gli show dal vivo a cui partecipa riscuotono un successo enorme. Quando il tour approda nella sua città natale, Philadelphia, nella sua vita riappare il fratello Carlton. A causa del carattere difficile e dei fallimenti personali, Carlton tende ogni volta a destabilizzare Kid, ma questa volta le cose iniziano a prendere una piega più brutta del solito, quando dopo una notte brava, nel letto di Kid c’è il cadavere di una ragazza. Kid è il fratello minore che ce l’ha fatta, Carlton il maggiore che invece di dare un esempio positivo risulta perennemente scapestrato e inconcludente. Il rapporto tra i due è non solo evidentemente disequilibrato, ma anche dannoso, non solo a sfavore di quello più fortunato, ma anche di Carlton che sapendo di poter contare in ogni momento sul sostegno di Kid, non si preoccupa di schivare errori e fallimenti. L’intreccio è abbastanza furbo, utilizza diversi cliché di genere, sebbene lo faccia in maniera efficace e intrigante. Vedere una very important person finire nei guai è un piatto molto succulento, soprattutto nell’era social. La fama che rischia di essere perduta e può essere riscattata grazie a criminali pericolosi e bugie difficili da tenere nascoste, tiene lo spettatore ben incollato e dopo la fine di una puntata difficilmente ci si arrende. A parte qualche ingenuità della sceneggiatura che si potevano facilmente evitare, True Story è un gran bel road crime come non se ne vedevano da un botto. Una serie piacevole per i dietro le quinte, gli intrighi e le conseguenti risoluzioni tutt’altro che agevoli.

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“qualche innocente ingenuità sulla sceneggiatura”

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“thriller emozionante con un bravo Kevin Hart, secondo solo al grande Wesley Snipes”

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Bruised (2021)

ADRIANAAA

Una ex lottatrice professionista di MMA decide di tornare sul ring anni dopo una sconfitta umiliante. Nel frattempo cerca di accudire un figlio avuto da una precedente relazione. Halle Berry dirige e interpreta Bruised, film sportivo simil Rocky/Creed ma al femminile. Tante botte e tanti lividi sul ring, ma picchia più forte la vita. Struttura già vista, regia poco ispirata. Si lascia guardare abbastanza bene, soprattutto per il cast, ma gli manca una guida solida per renderlo veramente tosto. A volte ha la pretesa di raggiungere le vette di The Wrestler con l’immenso Mickey Rourke, ma vola sempre basso. Solo Halle Berry si lascia menare. Noi spettatori rimaniamo illesi. Peccato.

trash
“Halle Berry regista”

cult
“Halle Berry attrice”

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Tick, Tick… Boom! (2021)

L’OROLOGIO DELLA VITA

Adattamento cinematografico del musical di Jonathan Larson, talento musicale in cerca della sua strada. Sorprendente opera Netflix che omaggia uno dei più grandi autori di musical di sempre. Gli anni 90, l’AIDS, i sogni, le sconfitte, la voglia di non mollare. Tanta energia e canzoni meravigliose. Lin-Manuel Miranda debutta alla regia e lo fa alla grande con un film travolgente, emozionante e coinvolgente. Qualche incertezza registica (ma vabbè), ma la forza della storia, delle canzoni e del personaggio di Jonathan Larson (poco conosciuto purtroppo in Italia) vi conquisterà. Ah, dimenticavo. Date un oscar a Andrew Garfield, ancora una volta, pazzesco.

trash
“qualche incertezza registica”

cult
“Andrew Garfield nell’interpretazione della vita”

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Hellbound (2021)

PARADISO PERDUTO

Seoul, Corea del Nord. L’improvvisa apparizione di creature infernali che puniscono i peccatori semina il panico nella città. Il fanatismo religioso e la violenza iniziano a dilagare. Della serie: “lasciate ogni speranza voi ch’entrate”. Tutto questo è Hellbound, nuova, strepitosa serie Netflix coreana. Il regista di Train to Busan ci racconta di sette misteriose, morte, peccati, sensi di colpa, redenzione e inferno. Il paradiso non è contemplato. Nessuno è al sicuro, siamo tutti peccatori. Il nostro destino è segnato e si materializza attraverso demoni-gorilla forzuti e cattivissimi. Tanti dialoghi, tante domande. Serie complessa e molto intensa, ma si rimanere incollati alla poltrona fino alla fine. Iniziate a pregare perché l’inferno inizia da vivi. Il 2021 si chiude con una delle serie più belle e più incredibili dell’anno.

trash
“la CGI è molto discutibile”

cult
“scuoterà la vostra anima”

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Il Tempo Che Ti Do (2021)

LA CLESSIDRA DELL’AMORE

Lina e Nico si lasciano dopo una storia lunga 9 anni. Lina dovrà affrontare il dolore e vivere nel presente un minuto alla volta. Serie spagnola strutturalmente interessante, ma forse deboluccia nei contenuti. 11 minuti a episodio. Con l’avanzare degli episodi, Lina penserà un minuto in meno al suo passato per vivere un minuto in più nel presente. Sembra complicato. E’ più facile a dirsi che a farsi. Il tempo come una clessidra che segna una storia d’amore (nel bene e nel male). Vivere nel passato o vivere nel presente ? La risposta è ovvia, ma non così scontata. Dipende come giri la clessidra. Cmq intrattiene e si guarda in un sol boccone, ma non raggiunge vette indimenticabili. Per quello c’è la meravigliosa serie “Scene da un Matrimonio” con la Chastain e Isaac.

trash
“una certa prevedibilità della storia”

cult
“un’ interessante struttura narrativa”

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Eternals (2021)

ETERNALAND

Gli eterni, un gruppo di alieni immortali che vive sulla Terra da millenni, dovranno riunirsi per combattere creature aliene feroci che attaccheranno il pianeta. Della serie: “Eternal-land”. Il premio Oscar Chloè Zhao entra in casa Marvel. Progetto ambizioso e “nuovo” questo Eternals, forse un po’ troppo ambizioso. Semi-dei con semi-problemi esistenziali vivono nei secoli dei secoli vestiti da Power Rangers. Sono fortissimi, ma meglio non combattere e rimanere nell’ombra. La Zhao ci mette del suo (che bei tramonti), la Marvel anche. Peccato che le due anime non si fondano a dovere. I personaggi funzionano e sono caratterizzati bene (a parte la Jolie), meno i cattivoni Devianti (la CGI a volte… vabbè). Troppo lungo, troppo parlato (preparatevi a qualche sbadiglio). C’è aria di novità in casa Marvel ? Forse sì, ma occorre aggiustare il tiro e accorciare la durata.

trash
“lungo e in alcune parti noiosello”

cult
“che bei tramonti”

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The Harder They Fall (2021)

BANG BANG BRO

Un misterioso cowboy è alla ricerca di vendetta nei confronti di uno spietato pistolero fuorilegge che gli ha ucciso i genitori. Della serie: “Yo, Cowboy bro”. Spumeggiante opera prima del cantante Jeymes Samuel. The Harder They Fall è un western in chiave pulp-pop-bang-black che funziona. Tanto Tarantino (e te pareva), Sergio Leone ovviamente come base, ma soprattutto il sottovalutato Pronti a Morire di Sam Raimi. Regia vorticosa, cast azzeccatissimo, atmosfera da fumetto e colonna sonora hip-hop. Un po’ impastata la parte centrale, ma lo scontro finale è da applausi. Se non amate il genere, non preoccupatevi. C’è da divertirsi comunque. Bang Bro !!!

trash
“la parte centrale è un po’ impastata”

cult
“il cast all black e la colonna sonora”

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Freaks Out (2021)

FREAKS SENZA GLORIA

Roma, Seconda Guerra Mondiale. 4 freaks che lavorano in un piccolo circo si ritroveranno a combattere contro un nazista psicopatico. Della serie: “Freaks senza gloria”. Dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti torna con questo travagliato Freaks Out e non sbaglia il colpo. Tra X-Men, Steven Spielberg, Guillermo Del Toro e spruzzate alla Tarantino. Favola per adulti roboante, scatenata, esagerata, tronfia, a tratti geniale, ma riesce a intrattenere dall’inizio alla fine. Forse Mainetti si perde un po’ per strada diverse volte, ma ha tanto cuore, tanta passione e tanto coraggio (vi ricordo che è una produzione italiana). Non si inventa nulla di nuovo, ma qui ci sono i presupposti per un grande futuro. Avercene. Bravo Gabriè, te voglio bene !!!

trash
“qualche momento di déjà vu”

cult
“bravo Gabriè”

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The Night House (2021)

CASA MIA, CASA MIA

Dopo l’improvviso suicidio del marito, una donna inizia a percepire strane presenze nella sua casa. Della serie: “Casa mia, casa mia”. Thriller/horror psicologico con Rebecca Hall protagonista assoluta. Case con fantasmi, mariti con segreti, vedove con depressione. Il regista David Bruckner con questo The Night House prova a fare l’horror d’autore con uno sguardo al mainstream. Ci riesce a metà. Elegante, ma confuso. Ansiogeno, ma poco accattivante. Tante domande, pochissime risposte (e non è un male), ma alcune scene risultano un po’ ridicole (e diversi cliché). Tra “Le Verità Nascoste” di Zemeckis, l’ultimo “Uomo Invisibile” e “La Casa Stregata” con Renato Pozzetto. Comunque ci pensa Rebecca Hall a salvare capra (o caproni) e cavoli (o diavoli).

trash
“elegante, ma narrativamente (molto) confuso”

cult
“Rebecca Hall è stratosferica”

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Voyagers (2021)

L’ASTRONAVE DELLE MOSCHE

Un gruppo di ragazzi si imbarca su una astronave per colonizzare un pianeta lontano. Tra i giovani scatterà una inesauribile lussuria e fame di potere. Della serie: “l’astronave delle mosche”. Prendete un gruppo di ragazzi arrapati come conigli e portateli nello spazio. Neanche l’assenza di gravità potrà raffreddare i loro bollori. Neil Burger con Voyagers realizza (quasi) il sequel “opposto” del suo Limitless. In quel film, Bradley Cooper, grazie ad una pastiglia, potenziava le sue capacità cerebrali. Qui, un gruppo di ragazzi regredisce allo stato animale seguendo i loro istinti primari. Corridoi stretti, luci al neon, spazio infinito, umanità brutale. Idea di base carina, ma realizzazione un po’ sconclusionata e poco accattivante. C’è una certa sensazione di claustrofobia, ma il cast non riesce ad elevare il film. E il “brutale” rimane solo dentro di noi. Peccato.

trash
“sinceramente ci aspettavamo più cattiveria e più sesso”

cult
“l’idea sulla carta era interessante”

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The Last Duel (2021)

MEDIOEVO MEE TOO

Francia, XIV secolo. Due cavalieri si sfidano a duello per provare un’accusa di stupro. Della serie: “La bella contro le bestie”. Ridley Scott omaggia Akira Kurosawa e il suo Rashomon. Tre personaggi, uno stupro, un duello, una sola verità. Matt Damon, sfregiato nel viso e nell’orgoglio. Adan Driver, farfallone bello e dannato. Jodie Comer (bravissima), angelica ma decisa. Incastri narrativi, fango, sudore e sangue. Forse un po’ troppo macchinoso e un po’ troppo furbetto, ma rimane comunque un buon film di Scott. Il movimento “mee too” è iniziato nel Medioevo. P.S. : Ben Affleck biondo con pizzetto è tremendo !!!

trash
“Ben Affleck biondo”

cult
“Jodie Comer”

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Scene da un Matrimonio (2021)

AUTOPSIA DI UN MATRIMONIO

Crisi e distruzione totale del matrimonio di Jonathan e Mira, coppia costretta ad affrontare un doloroso divorzio. Della serie: “un matrimonio e un funerale”. Scene da un Matrimonio è un’autopsia di un rapporto lacerato con alle spalle la bellissima miniserie televisiva di Ingmar Bergman. Hagai Levi la aggiorna ai nostri tempi, ma l’intensità non cambia. Si litiga, si parla, si beve, si torna a litigare, si fa sesso. Manca l’amore, o forse c’è ancora ma nessuno dei due vuole mostrarlo. Oscar Isaac e Jessica Chastain straordinari. Levi scrive e omaggia il maestro Bergman nel migliore dei modi e ci regala una miniserie imperdibile e mozzafiato. Credetemi… se non avete provato almeno una volta i sentimenti di Jonathan e Mira, non avete ancora vissuto.

trash
“qualcuno ha ancora intenzione di sposarsi ?”

cult
“Oscar Isaac e Jessica Chastain. Immensi”

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Midnight Mass (2021)

UN ANGELO ALLA MIA TAVOLA

La piccola isola di Crockett Island, popolata da una comunità di persone molto religiose, verrà stravolta dall’arrivo di un giovane e misterioso prete che porterà doni miracolosi a tutti gli abitanti. Della serie: “Un angelo alla mia tavola”. Mike Flanagan torna su Netflix con Midnight Mass, una nuova serie (pseudo) horror, ma qui l’horror è solo accennato. La fede, la religione, il bigottismo, il fanatismo. Tutti ingredienti che non possono portare nulla di buono. Flanagan ci nasconde il male (puro) sotto il bene, ci travolge, ci sorprende, ci emoziona (tantissimo). Mescola Stephen King e ce lo ripropone con una forza narrativa pazzesca. Preti, padri, madri, figli. Tutti devono espiare i propri peccati, perchè la fede serve a questo, serve a liberarsi. E allora buona messa di mezzanotte a tutti e che il vostro angelo custode vi protegga (ma non troppo). Grazie Netflix (e Mike Flanagan) per questo capolavoro di serie.

trash
“dopo questa serie, sarà dura raggiungere un livello così alto”

cult
“Amen”

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Maid (2021)

LA RICERCA DELLA FELICITA’

Alex, giovane madre scappata con la figlia dal marito violento, dovrà sopravvivere lavorando duro come domestica. Per la serie: “La ricerca della felicità”. Splendida miniserie Netflix tratta dal libro di memorie di Stephanie Land. Lavoro (durissimo), sacrifici (tanti), soldi (pochi), mariti (falliti), genitori (lontani), figli. Si combatte per vivere, per amore, per tutto, con le uniche armi a disposizione: il coraggio e l’aspirapolvere. Tutto funziona, tutto gira per il verso giusto. Si rimane incollati, dal primo all’ultimo episodio. Margaret Qualley, meraviglia di attrice, occhioni blu e capelli neri, ci colpisce dritto al cuore, diventando all’improvviso uno dei più personaggi più belli e commoventi degli ultimi anni.

trash
“se non siete ancora soddisfatti della vostra vita”

cult
“Margaret Qualley e i suoi occhi blu”

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Monster Hunter (2021)

RESIDENT MONSTER

Un gruppo di soldati, capitanati dal tenente Artemis, si ritrova in un mondo popolato da mostri giganti. Dovranno combattere per sopravvivere… insomma, un “Resident Monster”. Prendete Resident Evil e sostituite gli zombi con i mostri giganti… et voilà, ecco Monster Hunter. Tra Mad Max, Starship Troopers ed Il Regno del Fuoco, è un’avventura innocua per bimbiminchia smanettoni dei videogame. Si potrebbe parlare di come il film non raggiunga mai un livello di intelligenza minimo, ma è talmente divertente che possiamo tranquillamente far rilassare i nostri neuroni per 90 minuti. Mostri giganteschi, guerrieri mohicani, marines armati. Poi vuoi mettere Milla Jovovich che combatte un drago con due spade di fuoco ? Eddai su !!!

trash
“Milla Jovovich con spade infuocate contro un drago”

cult
“ari-Milla Jovovich con spade infuocate contro un drago”

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Squid Game (2021)

GIOCHI SENZA FRONTIERE

456 persone con gravi problemi economici vengono sequestrate da una misteriosa organizzazione per partecipare ad una bizzarra gara di sopravvivenza. Il montepremi finale è incredibile, ma chi perde, muore. Della serie: “Mai dire Banzai !!! (ma in Corea)”. Straordinaria serie coreana targata Netflix che riesce incredibilmente ad incollare alla poltrona per tutti i 9 episodi. Cosa sei disposto a fare se sei al verde? L’unico modo è tornare bambini e giocare, fidandosi solo di se stessi. Violentissimo, cattivissimo, coloratissimo, intelligente e dal ritmo fenomenale, Squid Game è l’ennesima dimostrazione di come i coreani riescano a mescolare thriller, dramma, commedia e tanto tanto cuore. Tra Giochi Senza Frontiere, Hunger Games e Takeshi’s Castle. Una delle migliori serie del 2021, da non perdere per nulla al mondo.

trash
“il fatto di non essere coreani”

cult
“maledetti coreani”

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No Time to Die (2021)

VIVI E LASCIA…

L’agente James Bond dovrà tornare in missione per l’ultima volta per sventare un piano che minaccia il mondo. Della serie: “Last but not least”. Gran finale dell’era Daniel Craig, che chiude baracca con questo quinto film. Tutto è costruito per omaggiare/incensare il personaggio di Ian Fleming (giustamente). Ma com’è questo No Time To Die ? Divertente, ma sgangherato. Emozionante, ma lunghissimo. Fukunaga non è Sam Mendes e il progetto purtroppo perde di autorialità. Restano alcune sequenze azzeccate (l’incipit, la sequenza a Matera), due new entries perfette, Ana de Armas e Lashana Lynch oltre al solito magnetico Daniel Craig. Completamente sbagliato il villain di Rami Malek in versione fantasma dell’opera. Il ritmo comunque c’è e quando ingrana la marcia non ce n’è per nessuno. Così si chiude un’epoca durata quasi 60 anni, con la consapevolezza che una nuova generazione di Bond è alle porte: che il futuro abbia inizio !!!

trash
“Rami Malek e il suo villain da fantasma dell’opera”

cult
“ovviamente Daniel Craig, ma vogliamo parlare di Ana De Armas ?”

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The Guilty (2021)

UNA CHIAMATA ALLUNGA LA VITA

Un poliziotto, con un passato “difficile” e costretto a rispondere alle chiamate del 911, deve cercare di salvare una ragazza dall’altra parte della cornetta. Della serie: “Una chiamata allunga la vita”. Alla base c’è il (bellissimo) film danese di Gustav Möller del 2018. Intenso, mozzafiato, implacabile. Ecco il remake americano targato Netflix. Grande tensione e grande senso del ritmo (ma il merito è del film originale). Il mondo è in fiamme e un uomo “in fiamme” cerca di salvare una vita. O forse cerca solo di salvare se stesso dalle fiamme dell’inferno (interiore). Antoine Fuqua fa il suo lavoro dietro la macchina da presa. Jake Gyllenhaal invece fa tutto il resto, dimostrando di essere uno dei migliori attori della sua generazione. Applausi scroscianti per lui.

trash
“troppo uguale all’originale”

cult
“un Jake Gyllenhall in fiamme”

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Space Jam: New Legends (2021)

JAMES E LO SCULT GIGANTE

Il campione NBA LeBron James deve unirsi ai Looney Toones per giocare una partita di basket e salvare il figlio. Della serie: “Come ti rifaccio (male) un cult”. Ragazzi, i tempi sono cambiati e le persone anche. Forse questo nuovo Space Jam New Legends è stato progettato per le nuove generazioni (togliamo il “forse”) e forse è questo il motivo del piattume cosmico. Tanta, tantissima roba (tutta a marchio Warner ovviamente) e poco Looney Tunes. Manca la follia anarchica dei personaggi e soprattutto in versione 3D sono terrificanti. E poi, i soliti pistolotti padre/figlio, effetti speciali strabordanti e LeBron James ha lo stesso carisma della molletta per stendere il bucato. Poi boh, a qualcuno può piacere questo (finto) delirio marchettaro della Warner, ma credetemi quando vi dico che le nuove generazioni non sono così stupide da accettare (e apprezzare) un prodotto inutile come questo. Quanto mi mancano gli anni 90.

trash
“LeBron James e i Looney Tunes (in 3D)”

cult
“Michael Jordan e i Looney Tunes (in 2D)”

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Supernova (2021)

MAPS TO THE STARS

Due uomini, insieme da vent’anni, decidono di partire per un viaggio attraverso l’Inghilterra. La prova del tempo, attraverso il tempo. Due persone unite da una vita nell’ultimo cammino della vita. Il nord Inghilterra e Lake District colorati d’autunno. La malattia, il viaggio (siderale), lo spazio (tempo). Siamo tutti viaggiatori. L’importante è avere qualcuno con cui condividere il percorso. Tempi dilatati, ma Colin Firth e Stanley Tucci in questo Supernova sono da applausi.

trash
“il tempo della nostra vita (troppo breve)”

cult
“Colin Firth e Stanley Tucci”

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Dune (2021)

DUNE WARS

Anno 10191. La casata degli Atreides viene incaricata dall’Imperatore dell’universo di governare il pianeta Arrakis dove si produce una Spezia di vitale importanza. Della serie: “Sabbia, soldi, politica e ancora sabbia”. Potremmo parlarne per ore e ore. Vedo di fare una sintesi “da profano” (non ho letto il romanzo). Dune, cattedrale cinematografica firmata Denis Villeneuve che porta sullo schermo l’impossibile (primo) romanzo di Frank Herbert (Lynch fallì miseramente nel 1984). Gigante, anzi gigantesco. Tanti complotti, tanta politica e tanta sabbia. Chalamet sogna Zendaya (chiamalo scemo), Jason Momoa per fortuna non fa Aquaman e Oscar Isaac interpreta il padre che tutti vorremmo avere. Lungo, caldissimo, ipnotico e maestoso, come la colonna sonora di Hans Zimmer. Poi oh, se vi aspettate un nuovo Star Wars, state freschi. Questa è fantascienza d’autore che incontra il blockbuster hollywoodiano. Il problema è che non finisce, ma anzi inizia (e siamo arrivati solo a metà primo romanzo). E ne vorremmo ancora e ancora. Filmone-one-one.

trash
“Dune di David Lynch”

cult
“Dune di Denis Villeneuve”

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Pig (2021)

TOPI E MAIALI

Un vecchio eremita che vive in mezzo ai boschi, intraprende un viaggio per recuperare il suo maiale da tartufo rapito da sconosciuti. Della serie: “Tutti possono cucinare… anche Nicolas Cage“. Stranissimo revenge movie con Nicolas Cage barbuto alla ricerca del suo maiale. Detta così, può sembrare uno dei film più trash dell’anno. E invece… questo Pig è un bizzarro ma splendido film. Malinconico, dark, intenso. In qualche modo, il sequel spirituale di Ratatouille della Pixar. Un viaggio nella cucina e nella riscoperta delle persone. Non per tutti, ma il viso insanguinato e disperato di Nicolas Cage entrano nel nostro cuore.

trash
“se vi aspettate il solito revenge movie peggio per voi”

cult
“un Nicolas Cage da applausi”

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Last Night in Soho (2021)

PROFONDO LONDON

Una ragazza di periferia, decide di trasferirsi a Londra per entrare in una prestigiosa scuola di moda. Il suo soggiorno sarà tempestato di terrificanti visioni. Della serie: “Sotto il vestito niente.. fantasmi”. Il geniale regista Edgar Wright firma un thriller/horror che fa il verso a Polanski, Argento e De Palma. Grande (e intelligente) messa in scena e ritmo da paura, ma forse gli manca quel qualcosa per trasformarlo in cult assoluto. Luci psichedeliche, colonna sonora favolosa e un cast perfettamente in parte (Matt Smith bravissimo), ma verso la fine Wright perde un po’ la bussola e tutto diventa un po’ prevedibile. Peccato, ma il gioco cine-pop di Wright vale sicuramente la visione.

trash
“il film perde il mordente nel finale”

cult
“Wright rimane uno dei più grandi registi pop in circolazione”

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The Voyeurs (2021)

LA FINESTRA SUL “DAVANZALE”

Una giovane coppia inizia a spiare dalla finestra del loro loft un’altra coppia. La cosa prenderà una piega piuttosto morbosa. (Pseudo)Thriller (pseudo)erotico targato Amazon. L’obiettivo sulla carta è rilanciare/omaggiare i film anni 80/90 di Paul Verhoeven e Brian De Palma. Purtroppo rimane sulla carta. Michael Mohan gioca tra metaforoni un po’ banalotti (occhi, oculisti, uova, binocoli e occhiali), cercando di dare ritmo con un montaggio accattivante. Peccato che manchi completamente la tensione (sia erotica che ansiogena) e alla fine non si capisce dove vuole andare a parare (complice anche alcune svolte narrative no-sense). E il plot-twist finale poi… dai su… non bastano degli attori seminudi per fare eros.

trash
“The Voyeurs”

cult
“qualche bel davanzale”

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Kate (2021)

J-POP WICK

Una killer viene avvelenata dopo una missione fallita. Avrà 24 ore di tempo per scoprire chi l’ha incastrata e vendicarsi. Action-pop-giappo-revenge prodotto da Netflix. Tanto action, tanto sangue, tanti neon, tante canzoni pop giapponesi, tanto Mary Elizabeth Winstead. Per il resto chissenefrega. Se vogliamo fare i pignoli, non ha la classe di John Wick e nemmeno la follia geniale di Tarantino (se ciao), ma questa Kate diverte e non poco e la Winstead ci crede un totale. Sicuramente meglio di quella ciofeca di JOLT con Kate Beckinsale. Mi raccomando, staccate la spina del cervello prima di accendere la tv.

trash
“zero sorprese”

cult
“Mary Elizabeth Winstead”

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Free Guy – Eroe per Gioco (2021)

PAC-GUY

Guy, normale impiegato bancario, vive inconsapevolmente in un enorme videogame chiamato Free City. Ryan Reynolds vs The World. Action-comedy caruccia e abbastanza divertente che si appoggia esclusivamente sulle spalle di un Ryan Reynolds che gigioneggia dalla prima all’ultima scena. Poi il (video)giochino funziona (e se vogliamo, funziona anche il pistolotto de “l’uomo qualunque che fa la differenza”), ma Shawn Levy gira con il pilota automatico e forse un regista più “anarchico” avrebbe aiutato (tipo un Edgar Wright), soprattutto quando, verso la fine, inizi a guarda insistentemente l’orologio. Sicuramente per gli smanettoni dei videogiochi è imperdibile. Per gli altri, riguardatevi “Ready Player One” di Steven Spielberg oppure “Scott Pilgrim vs The World” di Edgar Wright. Game Over.

trash
“tutto piuttosto piatto e politicamente corretto”

cult
“Ryan Reynolds funziona (ma forse solo lui)”

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The Suicide Squad (2021)

GUARDIANS OF THE WEIRDO

Una squadra di super criminali viene inviata su un’isola del sud America per affrontare una missione suicida. Delirio puro firmato James Gunn. Lasciato a briglie sciolte dalla Warner Bros, Gunn inserisce il suo mondo fatto di violenza (tanta), volgarità (tanta) e scene al limite del trash (voluto). Ma che figata però. Più sporco e cattivo di Guardiani della Galassia ma non per questo meno emozionante. Tra donnole mangia bambini, stelle marine aliene giganti, personaggi bizzarri, topi, uomini-squalo e mamme (ebbene sì), Gunn ci travolge in un vortice weirdo e no-sense che è impossibile non amare. “I ratti sono le creature più infime di tutte. Se hanno uno scopo loro, ce l’abbiamo tutti”. Grazie James, ti vogliamo bene anche noi (tanto).

trash
“tutto, ma non la Suicide Squad”

cult
“James Gunn”

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Jungle Cruise (2021)

PIRATI DELLA GIUNGLA

Inizio XX secolo. La scienziata Lily Houghton è l’avventuriero Frank intraprendono un pericoloso viaggio in Amazzonia per trovare l’Albero della Vita. Avventura bellina bellina targata Disney, tra Indiana Jones e Pirati dei Caraibi. Forse manca un po’ di originalità e la regia di Collet-Serra è piuttosto standard (niente da fare, il maestro Spielberg rimane imbattibile anche dopo 40 anni), ma c’è la passione per il vecchio e glorioso cinema d’avventura e la grande chimica tra Emily Blunt e Dwayne Johnson. Azione, botte da orbi, maledizioni, risate e Nothing Else Matters dei Metallica riarrangiata. Leggero leggero, ma funziona e si arriva a fine film con il buonumore. Cosa non da poco.

trash
“il solito politically correct by Disney”

cult
“la coppia Blunt / Johnson e Nothing Else Matters dei Metallica riarrangiata”

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Gunpowder Milkshake (2021)

HAI ORDINATO UN FRAPPE’ DA 5 DOLLARI ?

Sam, una giovane super killer, viene braccata dalla sua organizzazione criminale dopo che ha disobbedito ad un ordine. Prendete John Wick e dategli un frappè alla fragola. Tra l’action pop di Edgar Wright, la scatenata messa in scena di Matthew Vaugh e ovviamente il solito Tarantino, il film racconta una storia poco originale, ma i colori accesi, la regia “cool”, la violenza da fumetto e la protagonista Karen Gillian riescono a regalarci un buon frullato alla fragola ma senza ciliegina. Che poi a me il frullato manco mi piace. Meglio quello da 5 dollari di Mia Wallace !!!

trash
“già tutto visto e rivisto”

cult
“la confezione comunque è simpatica”

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A Classic Horror Story (2021)

SANGUE E ‘NDUJA

Dopo un incidente stradale, un gruppo di persone sarà costretto a combattere per la propria sopravvivenza. Applausi. Il cinema italiano sforna A Classic Horror Story, un horror con i controcazzi. La coppia De Feo/Strippoli costruisce un gioco grondante sangue, divertente, inquietante e sorprendente. Tra Ari Aster, Ben Wheatley, Tobe Hooper e ovviamente Sam Raimi, ma si respira la stessa gioiosa passione per il genere vista in Quella Casa Nel Bosco (scritto da Joss Whedon). Metacinematografico e cattivissimo, ma c’è pure spazio per Gino Paoli e Sergio Endrigo. Un consiglio: state lontani dagli spoiler, perché qui i colpi di scena non mancano. Ancora applausi. Forse qualcosa sta cambiando nel cinema italiano. Questa volta sul serio !!!

trash
“qualche difettuccio qua e là (ma ci sta)”

cult
“nuovi autori di genere nel panorama italiano”

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Black Widow (2021)

MI CHIAMO WIDOW… BLACK WIDOW

In fuga dopo gli accordi di Sokovia, Natasha Romanoff deve riunirsi alla sua vecchia famiglia per sconfiggere un vecchio nemico. Avventura stand alone di Vedova Nera/Scarlett Johansson (che chiude il cerchio con la Marvel). Spy/action “alla Luc Besson” con spruzzate di James Bond (quello di Roger Moore), Mission: Impossibile e Spy Kids. Il film però convince così così. Forse perché i comprimari funzionano meglio della protagonista (David Harbour in stile Mr. Incredibile, Florence Pugh bellissima e senza tube di falloppio e Rachel Weisz che alleva maiali domestici). O forse perché il personaggio ha già detto tutto nei film precedenti. Semplicemente è fuori tempo massimo. Poi boh, può anche divertire e le gag “in famiglia” sono simpatiche, ma come canto del cigno, Black Widow meritava una sorte migliore ?

trash
“i soliti clichè del cinema horror mainstream”

cult
“un inaspettato senso di novità”

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La Guerra di Domani (2021)

L’UNICO MICIONE BUONO, E’ UN MICIONE MORTO

La popolazione del pianeta Terra viene inviata 30 anni nel futuro per aiutare e sconfiggere una spietata razza aliena. Nuova invasione aliena, nuovo action movie. Chris Pratt (lo Star-Lord di Guardiani della Galassia) al posto dei vari Bruce Willis, Tom Cruise e Will Smith combatte dei cattivissimi micioni bianchi nel futuro. Divertente (ma troppo lungo), con qualche pistolotto azzeccato (il passato che salva il futuro, i padri che salvano i figli) e con un look gustosamente anni 90. Niente di memorabile o di particolarmente impegnativo, ma è un degno erede dei gloriosi filmoni sci-fi targati Roland Emmerich e Paul Verhoeven. Quanti ricordi.

trash
“un film non particolarmente impegnativo da seguire”

cult
“fantascienza anni 90 … bei ricordi”

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The Conjuring – Per Ordine del Diavolo

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI I DEMONI

I coniugi Warren dovranno indagare su un misterioso caso di omicidio causato da una presunta possessione demoniaca. Torna la coppia di ghostbusters della saga The Conjuring per la terza volta. E nonostante sia il terzo film, sorprende e non poco. Dopo alcuni orribili spin off (The Nun, Annabelle e La Llorona), il franchise riprende forza con un Conjuring 3 interessante, incalzante e ben costruito. La zona è sempre quella dell’horror ultra-iper-mega commerciale esagerato, ma c’è la voglia di trovare nuove strade da percorrere (mescolando anche un po’ i generi, dal legal thriller al poliziesco). Tanto ritmo, buone atmosfere, zombi grassoni e materassi ad acqua bastardi. C’è di tutto e tutto già visto (quasi ridicoli gli omaggi a L’Esorcista e Shining), ma per qualche strano meccanismo, incolla alla poltrona. La legge è uguale per tutti, demoni compresi.

trash
“i soliti clichè del cinema horror mainstream”

cult
“un inaspettato senso di novità”

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Una Donna Promettente (2020)

LOLLIPOP

Una ragazza intraprende una feroce vendetta contro tutti gli uomini a causa di un tragico evento del passato. Il tema della violenza sulle donne in chiave pop. Acclamato dalla critica americana, l’esordio di Emerald Fennell è piuttosto interessante, ma forse un tantinello sopravvalutato. Thriller, dramma, black comedy. Tutto mescolato insieme a uomini predatori (qui lo sono tutti), unghie colorate, finte sbronze e colonna sonora fantastica (geniale l’arrangiamento di Toxic di Britney Spears). Qualche caduta di ritmo e qualche momento un po’ forzato, ma il film c’è e intrattiene a dovere. Il profondo senso di colpa che può provocare una violenza e tutto quello che ne consegue. Senza nessuna redenzione, perché in fondo siamo tutti vittime. O forse no. Ah, Carey Mulligan è da applausi.

trash
“forse non graffia a fondo come dovrebbe”

cult
“Carey Mulligan”

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A Quiet Place 2 (2020)

MA CHE TE STRILLI

Dopo gli eventi del primo film, la famiglia Abbott si ritrova ad affrontare le creature al di fuori della loro casa, dove i pericoli sono sempre in agguato. Secondo capitolo più “amplificato” rispetto al primo, ma perfettamente riuscito. Krasinski aumenta il tiro e inserisce diverse strutture narrative, nuovi personaggi e qualche piccola sorpresa. Primi 10 minuti favolosi, poi si rallenta per arrivare ad un terzo atto mozzafiato. Bellissimo il personaggio di Cillian Murphy, ma Millicent Simmonds rimane il vero motore del film. Omaggi al cinema horror dei maestri (Romero su tutti) e tanta tanta passione (e rispetto) per il genere. Il cinema mainstream originale che vogliamo vedere.

trash
“manca l’effetto novità”

cult
“la grande capacità registica di Krasinski”

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Luca (2021)

QUELLE ESTATI LI’

Riviera Ligure, anni 50. In una torrida estate, il tritone Luca parte alla scoperta del mondo degli umani. Quelle Estati lì. La Pixar “sbarca” in Italia grazie al regista Enrico Casarosa e ci regala una nuova, splendida avventura. Meno cerebrale e più “diretto” di altri capolavori Pixar (Inside Out, Soul). L’amicizia che unisce tutti, non solo i giocattoli. L’estate della nostra infanzia, quella che non dimenticheremo mai. E poi la Vespa, Gianni Morandi, Edoardo Bennato, la pasta, il mare, la bicicletta, Collodi, Miyazaki. Una Pixar minore? Forse, ma riesce cmq ad emozionare come pochi altri. Eh niente, anche stavolta una lacrimuccia mi è scappata.

trash
“una storia più semplice rispetto ad altri capolavori Pixar”

cult
“l’immancabile Pixar touch”

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Cherry (2021)

GUERRA, CUORE E BANCHE

Storia vera di Nico Walker, militare americano diventato un rapinatore di banche a causa dello stress post-traumatico. Film schizofrenico e sperimentale che riesce perfettamente a rappresentare il “casino mentale” del protagonista. I fratelli Russo, dopo i giganteschi e splendenti film degli Avengers, tornano con un piccolo, cupo e brutale film, a metà strada tra cinema indie e cinema commerciale. Cinema “di forma” (forse troppa) più che “di sostanza”, ma riuscito e coinvolgente (anche se troppo lungo). Il Sogno Americano che sprofonda nell’abisso della mente. Neanche gli Avengers riuscirebbero a salvarlo. Ah, poi c’è Tom Holland. Attore pazzesco.

trash
“una forma che tenda a coprire la sostanza”

cult
“un gigantesco Tom Holland”

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Estraneo a Bordo (2021)

RESPIRARE

Tre astronauti partono per una missione spaziale verso Marte della durata di due anni. Dopo la partenza si accorgono che un estraneo è salito a bordo con loro. Respirare nello spazio oppure morire. Joe Penna (regista di Arctic con Mads Mikkelsen) dirige un dramma sci-fi dove la sopravvivenza significa trovare ossigeno dove ossigeno non esiste. Sacrificarsi o sacrificare qualcun altro? Ritmi blandi e regia piatta. Manca la componente thriller (alla Gravity per intenderci) che poteva dare una spinta all’operazione. Nella seconda parte si impantana in troppe pippe esistenziali. Cmq riesce a creare un discreto coinvolgimento con i 4 protagonisti. Niente di memorabile.

trash
“ritmi troppo dilatati e una regia troppo piatta”

cult
“protagonisti coinvolgenti”

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Non Mi Uccidere (2021)

ADOLESCENTI CANNIBALI: ISTRUZIONI PER L’USO

Mirta, una ragazza morta di overdose, si risveglia trasformata in un mostro affamato di carne umana. Ah, l’adolescenza! Andrea De Sica porta sul grande-piccolo schermo il romanzo di Chiara Palazzolo. Teen horror alla Twilight ma più horror. Molto più horror. Storia d’amore tossica e casini adolescenziali si fondono con atmosfere dark, sangue, sporcizia e una buona confezione. Perché l’adolescenza è un casino, ma se sei un mostro cannibale è anche peggio. Forse manca un po’ di originalità e un giusto ritmo alla vicenda, ma nel suo piccolo funziona e c’è una buona dose di cattiveria che non guasta mai. Brava Alice Pagani. A questo punto aspettiamo il sequel.

trash
“il sapore del già visto”

cult
“buone scene horror e una buona dose di cattiveria”

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On The Rocks (2020)

LOST IN NEW YORK

Una scrittrice chiede aiuto a suo padre, vecchio playboy, per scoprire la presunta relazione extraconiugale del marito. New York come Tokyo. Dopo “Lost in Traslation”, la Coppola ritrova Bill Murray in questa commedia carina e leggera. Rashida Jones persa in una New York enorme, caotica e “piatta”. Bill Murray “uomo di mondo” che prova risollevare la figlia. Il dubbio che logora l’anima, ma che deve essere affrontato per ritrovarsi. O per imparare a fischiare. Lontano anni luce dalla poesia d’amore del capolavoro del 2003, ma Sofia Coppola ci regala cmq un piccolissimo film da amare.

trash
“una trama troppo semplice”

cult
“due splendidi protagonisti”

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SAINT MAUD (2019)

AMEN

Maud, una giovane e religiosa infermiera, viene assunta per assistere una ex ballerina malata terminale. L’incontro farà sprofondare la ragazza in un percorso verso la “grazia di Dio”. Quando “santità” fa rima con “sanità” (mentale). La regista Rose Glass ci accompagna in un horror psicologico cupo e angosciante, dove il male è rappresentato dalla fede “estrema” in Dio. Danza macabra di una ragazza sola, segnata dagli errori del suo passato. L’assoluzione arriverà. Questa volta senza Padre Nostro. E senza Amen. Se siete pronti al martirio (mentale), è il film che fa per voi. Straordinaria interpretazione di Morfydd Clark.

trash
“qualche momento al limite del trash (ma sono dettagli)”

cult
“l’occhio inquietante di Rose Glass e una Morfydd Clark da standing ovation”

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Judas and the Black Messiah (2021)

NEL VERDE

Chicago, 1967. Il ladruncolo William O’Neal viene infiltrato dall’FBI all’interno delle Pantere Nere, movimento capitanato dal carismatico leader Fred Hampton. “In verità io vi dico: qualcuno di voi mi tradirà”. Come Giuda tradì Gesù, anche nel gruppo delle Pantere Nere ci sono traditori e Messia. I tumulti dell’epoca per la libertà passano attraverso uomini singoli costretti a prendere delle decisioni che cambieranno per sempre la Storia. Come lo Spike Lee di “BlackKKlansman”, Shaka King rilegge un periodo americano con potenza ed eleganza. Forse non graffia come il film del maestro Lee, ma funziona e appassiona. Daniel Kaluuya e Lakeith Stanfield da applausi.

trash
“il regista Shaka King tende ad appesantire alcune scene”

cult
“Daniel Kaluuya e Lakeith Stanfield magistrali”

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Nuevo Orden (2020)

NEL VERDE

Città del Messico, oggi. Una rivolta della classe povera contro quella ricca si trasformerà in un violento colpo di stato militare. Il verde e il rosso. I militari e il sangue. Come REC 3 di Paco Plaza (ma con la classe medio bassa al posto degli zombi), un matrimonio (di persone ricche) viene interrotto da invasori “verdi”. E questo è solo l’inizio di un incubo agghiacciante e senza speranza. Michel Franco ci racconta, attraverso la fantapolitica, la realtà di oggi, fatta di rivoluzioni, violenze, soldi e stupri. Un mondo che collassa su stesso provocando il caos della società. Un mondo dove non ci sono più distinzioni. Benvenuti nel presente, scappare è inutile. Bellissimo, ma è più terrificante di un film horror.

trash
“il presente”

cult
“il verde”

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Tre Identici Sconosciuti (2018)

SOTTO IL SEGNO DEI GEMELLI

Tre gemelli, separati dalla nascita, si incontrano casualmente dopo anni. Tutto il mondo parla di loro, ma le loro vite nascondono dei segreti. Incredibile documentario che racconta un’incredibile storia vera. Tre ragazzi identici, catapultati nei ruggenti anni 80, diventano un caso mediatico senza precedenti, ma non è tutto oro quel che luccica. Evitate di leggere qualsiasi cosa su questo strano caso e lasciatevi trascinare da un documentario mozzafiato, emozionante, inquietante e “assurdo”. Ai limiti della fantascienza, ma senza fanta. Non dico altro.

trash
“assente”

cult
“una storia (vera) incredibile”

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Alleluia (2014)

AMENS NEMO MAGIS QUAM MALE SANUS AMANS

Gloria e Michel si amano. Il loro rapporto, morboso, malato e psicopatico, si trasformerà in un incubo sanguinoso e allucinante. Horror d’amore e di morte. Fabrice De Welz (regista di “Calvaire”) torna a raccontare la miseria umana attraverso un’insolita e squallida love story. La perversione del sesso, l’ossessione, la pietà (nostra, non dei protagonisti), la religione, la follia, il viaggio all’inferno senza ritorno. Due protagonisti memorabili (Lola Dueñas e Laurent Lucas, incredibili), capaci di trasmettere tutta la poesia malsana di questo filmone incredibile. Da non perdere.

trash
“l’esperienza può essere piuttosto traumatica”

cult
“due attori fenomenali e una messa in scena malata e allucinante”

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True Story (2015)

L’OCEANO NEGLI OCCHI

Michael Finkel è un giornalista del New York Times, convinto che la verità a volte debba essere sacrificata per un bene più grande. Quando la carriera di Michael sembra seriamente compromessa, uno dei maggiori ricercati dell’FBI viene arrestato e dichiara di chiamarsi Michael Finkel. La curiosità di Michael lo porta ad incontrare l’uomo con uno scopo ben preciso, ma si ritroverà di fronte una personalità che lo spiazza e lo porta a riconsiderare tutta la vicenda in cui è coinvolto. Un thriller “calmo”, con tempi a volte lunghi, che però evidenzia la forte empatia che si sviluppa tra due uomini in apparenza molto diversi tra loro, entrambi con un piano ben definito nella loro mente. Interessante !

trash
“un James Franco troppo “lento” che non spaventa”

cult
“un bravo Jonah Hill (non tra le sue migliori interpretazioni) ed una profonda (come l’oceano) Felicity Jones”

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1BR (2019)

IL PARADISO DEL DIAVOLO

Sarah è una giovane ragazza che trova l’appartamento dei sogni all’interno di un pacifico condominio. Ma i vicini iniziano ad avere uno “strano” atteggiamento. Per fortuna non abito in un condominio. Horror-thriller niente male che indaga sulla (im)perfezione dell’essere umano e sui modi (discutibili) per raggiungerla. Meglio non dire altro per evitare spoiler. Il condominio come metafora di un mondo ideale. Forse troppo ideale (avete presente J.G. Ballard ?). Echi del cinema di Jordan Peele e Ari Aster per un debutto da non perdere, intelligente e inquietante. Ripeto, felicissimo di non abitare in un condominio.

trash
“avete mai abitato in un condominio ?”

cult
“una bella e intelligente discesa in paradiso”

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Lucy in the Sky (2019)

ODISSEA NELLO SPAZIO DELLA MENTE

Storia ispirata alla vicenda di Lisa Nowak, astronauta statunitense che nel 2007 fu responsabile dell’aggressione di una sua collega rivale in amore. Natalie Portman nello Spazio Infinito (della mente) e oltre. Noah Hawley (creatore di serie tv cult come Fargo e Legion) “intrappola” la protagonista nello schermo e analizza la sua psiche con una regia virtuosa e mai banale. Vabbè, forse la tira un po’ troppo per le lunghe, il ritmo a volte è altalenante e il finale è così così, ma come film sperimentale funziona benissimo. L’immensità del Cosmo e la claustrofobica vita sulla Terra. Perché quando vedi l’Universo, niente è più come prima. Affascinante. P.S. : in America il film è stato demolito dalla critica. Troppo cerebrale per gli americani.

trash
“un ritmo altalenante”

cult
“una regia sperimentale e una Natalie Portman sempre in parte”

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Burraco Fatale (2020)

BRISCOLA LETALE

4 amiche decidono di iscriversi ad un campionato di burraco dove troveranno l’amore. La “commedia al femminile” al suo peggio. Filmetto talmente inutile, esile e innocuo che in confronto le fiction Rai interpretate da Beppe Fiorello sono a livello de Il Trono di Spade. E pensare che le premesse potevano essere anche interessanti (buon cast femminile e una storia che le valorizza), ma una regia bècera e una sceneggiatura scritta su un post-it giallo rendono questo film un vero disastro. Più che Burraco Fatale, Burraco Letale. Per noi spettatori. Meglio non dire altro.

trash
“tutto il film, dalla A alla Z”

cult
“le fiction Rai e Mediaset”

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I Care a Lot (2021)

BELLA STRONZA

Marla Grayson è senza scrupoli. Si affida a medici corrotti per ottenere la tutela legale di poveri anziani e appropriarsi dei loro beni. Fino a quando… bella sorpresa di Prime Video. Black comedy a tinte thriller, perfida, cattivissima e sorprendente. La carriera, il successo, i soldi in cambio di vecchie vite umane. Il “vero” sogno americano (e non solo quello americano) si nasconde dietro a squali travestiti da bellissime e determinate donne in carriera, disposte a tutto per raggiungere i loro obiettivi. Ritmo giusto, finale giusto e Rosamunde Pike perfetta, ma anche Peter Dinklage e la grande Diane West non scherzano. Da vedere.

trash
“il vero Sogno Americano”

cult
“una Rosemunde Pike spaziale”

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Red Dot (2021)

IL BIANCO E IL ROSSO

Una giovane coppia viene braccata da un misterioso killer nel bel mezzo della Svezia innevata e disabitata. Discreto thriller svedese che applica il giochino del cecchino invisibile provando ad indagare il lato oscuro dell’essere umano. Sinceramente, la prima parte è un po’ troppo “già vista”, poi arriva un colpo di scena e il regista rimescola le carte. Il bianco (della neve) e il rosso (del sangue e del mirino laser) si mescolano fino ad un finale nerissimo e cattivissimo. Per carità, niente di nuovo sotto il sole (o sotto il ghiaccio), ma la tensione c’è, gli attori pure e la durata della pellicola è giustissima. Si lascia guardare.

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“il già visto è sempre dietro l’angolo”

cult
“un finale cattivissimo”

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Notizie dal Mondo (2021)

VENTO DI NEWS

Stati Uniti, 1870. Un ex capitano dell’esercito confederato che si guadagna da vivere leggendo le notizie dal mondo agli analfabeti, inizierà un viaggio per riportare a casa una bambina indigena. Western classico firmato Paul Greengrass, che ritrova Tom Hanks dopo il bellissimo “Captain Phillips”. Tempi dilatati, paesaggi splendidi e tanta Hollywood del passato (negli anni 90, Kevin Costner sarebbe stato perfetto). Un Greengrass meno ipercinetico e più “rilassato” porta sullo schermo l’incontro tra due mondi, uniti dalle “news” che il mondo (uno solo) ci offre ogni giorno. Comunicazione e contemplazione. Buon film.

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“i tempi dilatati forse possono un po’ annoiare

cult
“un sempre bravo Tom Hanks e un Paul Greengrass panoramico”

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Lei Mi Parla Ancora (2021)

NELLA BASSA

In un piccolo paesino della Bassa padana, un vecchio farmacista e un giovane scrittore si incontrano per scrivere un libro di memorie. Amore e (non)morte secondo Pupi Avati, che porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Giuseppe Sgarbi (papà di Vittorio). Amore eterno oltre la vita, fatto di fantasmi del passato, fantasmi del presente, poesie, musica, nebbia e neve. E poi c’è il fiume Po’, luogo di anime pure. Qualche ingenuità c’è, ma Avati ci racconta, in modo sincero e delicato, l’amore (anche questo eterno) per la sua terra. Attori “giusti” (sempre bravo Gifuni, completamente inutile Serena Grandi), ma Renato Pozzetto è da applausi !

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“alcuni momenti ingenui e una Serena Grandi fuori parte”

cult
“un Renato Pozzetto incredibile”

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Malcom & Marie (2021)

EUPHORIA D’AMORE

Malcolm e Marie (regista lui, attrice lei) tornano a casa dopo aver vinto un premio per il loro film. La coppia inizierà a discutere e ad analizzare la loro storia. Dell’amore e di altri Demoni. Sam Levinson (creatore visionario della serie Euphoria), ci racconta il gioco al massacro di due persone al capolinea, tra urla, musica e ancora urla. Bello, ma forse qualcosina di più me lo aspettavo. Zendaya e Washington meravigliosi, fotografia splendida (un po’ fighina però) e alcuni dialoghi acuti. Manca però una spina dorsale robusta che giustifichi l’operazione. Ma forse il senso dell’amore è proprio questo e allora va bene così. Cinema/teatro un po’ paraculo e furbino, ma affascinante. E alla fine vorresti vivere la loro storia d’amore. Demoni compresi.

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“elegante, ma un po’ vuoto”

cult
“la bellissima e bravissima coppia formata da Zendaya e John David Washington”

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Anna (2020)

NIKITA, ANNA E LE ALTRE

Luc Besson e le donne. Dopo Nikita, Angela, Leeloo, Lucy e Giovanna D’Arco, arriva Anna. Una bellissima ragazza viene arruolata nel KGB per diventare una macchina da guerra. Besson rifà Nikita dopo 30 anni, ma la sua Anna non è Nikita, o almeno ci prova (in qualche modo). Cmq Besson si diverte tanto e noi ci divertiamo con lui. Fracassone? Si. Caciarone? Si. Esagerato? Ovvio. Ma che spasso ragazzi. Tutto volutamente sopra le righe, ma la passione del regista francese per le storie d’azione si vede e si respira ad ogni scena. Anche la protagonista Sasha Luss fa la sua figura in veste di glaciale Atomica Bionda. Poi manca originalità, novità e tutto quello che volete, ma lo spettacolo c’è e non annoia. Certo, Nikita e Leon erano tutta un’altra cosa (che belli gli anni 90), ma per chi ha bisogno di storie staccaspina raccontate con classe e divertimento, “Anna” è il vostro film. E allora buon film anni 90 a tutti.

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“in confronto a Nikita e Leon, ciaone proprio”

cult
“il bambinone Luc Besson e la sua giostra”

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I Predatori (2020)

LA FAUNA

Tragicomica lotta di classe tra due famiglie romane sull’orlo della deflagrazione. Prede e predatori secondo Pietro Castellitto (qui al suo debutto dietro la macchina da presa). Alta Borghesia e borgatari. Medici e armaioli. Genitori egoisti e figli “pericolosi”. Il circo umano all’ennesima potenza dove tutto è solo apparenza e dove in realtà siamo tutti predatori. Se con Favolacce, i fratelli D’Innocenzo ci avevano raccontato la borghesia attraverso la fiaba dark, Castellitto utilizza la dark comedy surreale e grottesca come specchio impietoso della nostra società. E credetemi quando dico che I Predatori è un grande, grande, grande film da non perdere assolutamente.

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“noi allo specchio”

cult
“l’occhio surreale e tremendamente attuale di una giovane promessa del cinema italiano”

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Wonder Woman 1984 (2021)

TROOOPPOOO GIUSTOOO

Nuova avventura per l’amazzone Wonder Woman che, dopo i soldati della Prima Guerra Mondiale, ora dovrà affrontare i terribili paninari degli anni 80. Sequel coloratissimo del primo Wonder Woman (che era meno colorato). Gal Gadot ci crede un tot, ma la sceneggiatura un po’ meno. Film simpatico eh, ma sinceramente troppo infantile. Troppo. Il pennellone Pedro Pascal cmq ruba la scena e Kristen Wiig nei panni di Cheeta sembra uscita dal musical Cats (il film). Ah, c’è anche una pietra dei desideri (sigh). Nient’altro da aggiungere. Tutto dimenticabile. E poi non so, a me è venuto in mente Enzo Braschi nei panni del paninaro in Drive In. TROOOPPOOO GIUSTOOO. P.S. : orripilante il cameo finale !!!

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“Kristen Wiig in versione Cats”

cult
“Gal Gadot ed Enzo Braschi”

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Mai Raramente a volte Sempre (2020)

LE URLA SILENZIOSE DELLA VITA

Autumn, una ragazza di 17 anni che vive in un piccolo paesino di campagna, intraprende un viaggio insieme alla cugina Skylar verso New York per abortire. Come “Lost in Translation” della Coppola, la regista Eliza Hittman ci racconta di due anime smarrite in una grande città. Anime con una valigia (simbolo del loro fardello) che intraprendono un viaggio nel caos per ritrovare una pace fisica e interiore. Un viaggio intenso e doloroso, come lo straziante colloquio tra Autumn e la psicologa. Un dialogo che nasconde, forse, una terribile verità. Urla del silenzio. Bellissimo.

trash
“forse non per tutti i gusti”

cult
“due attrici indimenticabili e una scena (il colloquio con lo psicologo) che lascerà il segno”

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Fatman (2020)

BABBO LETALE

Babbo Natale, disilluso e ubriacone, ora si chiama Chris e consegna i doni per il governo americano. Un viziato ragazzino ricco, deluso dal suo regalo natalizio, invia un sicario per farlo fuori. Ah, dimenticavo. Babbo Natale è Mel Gibson. Confuso thriller/fantasy/comedy che non riesce mai a trovare una strada da percorrere. Un po’ satira commerciale, un po’ film natalizio politicamente scorretto, un po’ commedia, un po’ action movie vietato ai minori. Il tutto amalgamato senza sale, senza grinta e con una cattiveria non così cattiva. Mel Gibson barbuto poi, che dovrebbe essere il vero motore del progetto, non aiuta. L’unica cosa decente è Walton Goggins, killer maniaco della precisione. Si arriva a fine film con la domanda: “e quindi?”. Domanda che non trova risposta. Inutile.

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“iniziate dal minuto 1 e proseguite fino alla fine”

cult
“il Babbo Natale badass interpretato da Mel Gibson poteva essere un cult assoluto… poteva”

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Waves – Le Onde della Vita (2020)

MARE IN TEMPESTA

Cronaca di una famiglia afroamericana costretta ad affrontare i dolorosi imprevisti della vita. Meravigliosa esperienza cinematografica e sensoriale raccontata con impressionante capacità tecnica. Vortice luminoso, colorato e frastornante con imprevisti cambi di prospettiva e di “formato”. Il regista Trey Edward Shults ci traghetta in mezzo al mare in burrasca, sballottati dalle onde della vita e del cinema. Quello vero, potente e indimenticabile. Ecco perché WAVES è uno dei film più belli dello scorso anno. Forse un po’ lungo (soprattutto nella seconda parte), forse un po’ ridondante, forse un po’ “furbo”, ma cavoli che film!! Correre a vederlo e lasciatevi travolgere. Quasi capolavoro !

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“il fatto che sia stato praticamente ignorato agli Oscar”

cult
“Waves”

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Ava (2020)

AVA COME LAVA

Ava, un sicario dei servizi segreti con un passato da alcolista, sarà costretta tornare a casa per proteggere la sua famiglia. Spy-thriller al femminile talmente inutile e superficiale che finirà presto nel grande sacco chiamato dimenticatoio. Jessica Chastain prova a diventare la nuova John Wick, ma la sua Ava non ha né la forza, né il carisma giusto per spiccare. Tutto già visto e rivisto. Trama banalotta, scene action poco convincenti e cast ultra sprecato. Vince il premio “peggior villain di sempre” Colin Farrell. Il resto è da film da cassetta. Se fossimo nel 2001, forse qualcosa… Ah dimenticavo, nel cast c’è pure Geena Davis. Ti vogliamo bene comunque Thelma.

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“trama vecchia come il cucco e alcuni personaggi imbarazzanti”

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“una comunque brava (e bella) Jessica Chastain”

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One Night in Miami (2020)

FANTASTIC 4

25 febbraio 1964. Malcolm X, Cassius Clay, Sam Cooke e Jim Brown si incontrano una stanza di un motel per discutere sulla situazione afroamericana del momento. 4 leggende diventano “umane” e cambiano il mondo. Per sempre. Film di stampo teatrale portato sul grande schermo da Regina King, qui al suo debutto in un lungometraggio. Tanta anima e tanti dialoghi, ma riesce comunque a catturare grazie a 4 attori splendidi e una messa in scena semplice, ma efficace. Qualche lungaggine di troppo (soprattutto nella prima parte), ma lo spettacolo funziona. Il film giusto nel momento giusto. I Fantastici 4. Forse il mondo ha ancora bisogno di eroi.

trash
“qualche rallentamento nella prima parte”

cult
“4 attori fenomenali”

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L’Ultima Ora (2018)

AUGURI PROFESSORE

Un professore si getta dalla finestra sotto gli occhi dei suoi alunni dotati di una intelligenza precoce. Il supplente scoprirà uno strano legame tra i ragazzi e l’accaduto. Ragazzi speciali. Forse troppo speciali. Un prof cerca di interpretare i comportamenti di una generazione apparentemente perfetta. Talmente perfetta da essere inquietante. Forse è solo una generazione che ha capito tutto. E gli adulti stanno a guardare. O meglio, a subire. Paranoico, morboso, a tratti snervante. Terribilmente attuale. Da vedere !

trash
“una certa lentezza nel racconto”

cult
“una grande atmosfera paranoica”

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Victoria (2016)

VICTORIA VA IN CITTA’

Berlino. Victoria, una giovane spagnola, incontra un gruppo di ragazzi berlinesi nel cuore della notte. L’incontro si trasformerà in un imprevedibile viaggio senza ritorno. Una sola ripresa, reale e ininterrotta, attraverso la notte. Il regista Sebastian Schipper ci incanta in un vorticoso film in tempo reale, mozzafiato, intenso e bellissimo. La lunga notte di Victoria (bellissima e bravissima Laia Costa) attraverso una Berlino deserta e addormentata, diventa una sfida estrema alla vita (e al cinema stesso), cercando una rivincita alle occasioni perse del passato. E arrivi alla fine di questa giostra impazzita consapevole che Victoria è esattamente il nostro specchio. Magistrale.

trash
“tutti gli altri film con falsi piano sequenza”

cult
“la vorticosa regia di Sebastian Schipper e la bellezza (e bravura) di Laia Costa”

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Lupin (2021)

TUTTI SANNO CHE SI CHIAMA …

Assane Diop, seguendo le orme del personaggio di Arsenio Lupin, è alla ricerca della collana della regina per dimostrare l’innocenza di suo padre. Spumeggiante rivisitazione del famoso ladro gentiluomo creato dalla penna di Maurice LeBlanc. Cercando una nuova interpretazione (e, per fortuna, distaccandosi dal famoso manga di Monkey Punch), Lupin riesce a mantenere un ottimo ritmo e una presa sulla storia. Forse gli manca qualcosa (non ho ancora capito cosa) per empatizzare completamente con il protagonista (un carismatico e perfetto Omar Sy). Forse una strana sensazione di déjà vu o forse è ancora troppo presto e nella seconda stagione arriverà una svolta. Chissà, ma ad ogni modo abbiamo davanti un lavoro  davvero divertente e ben riuscito !!!

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“una strana sensazione di qualcosa di già visto”

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“Omar Sy”

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Il Regno (2020)

C’ERA NA VOLTA SULLA SALARIA

Un autista di corriere eredita un piccolo villaggio medievale nascosto sulla Salaria. Commedia surreale e coraggiosa diretta dall’esordiente Francesco Fanuele. Con lontani rimandi alla comicità di Monicelli/Age/Scarpelli, il giovane regista crea un piccolo ma simpatico film che prova anche a diventare una feroce critica sul nostro paese. La critica forse non è così “pungente” (e il film è un tantinello lungo), ma Il Regno sa farsi amare anche grazie alla splendida coppia Stefano Fresi/Max Tortora, veri mattatori del film. Intelligente e riuscito. Da vedere !

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“forse un po’ troppo lungo”

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“la coppia Fresi – Tortora”

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Swallow (2019)

GAVISCON

Hunter, una giovane ragazza sposata con uomo ricco, scopre di soffrire di picacismo. La sua vita si trasformerà in una lenta discesa nell’abisso. Inquietante thriller psicologico con spruzzate di body-horror firmato dall’esordiente Carlo Mirabella-Davis. Grande eleganza formale e intelligente metafora sulle conseguenze dei traumi del passato (e dei traumi del presente). Tra Yorgos Lanthimos, David Cronenberg, Darren Aronofsky e Nicolas Winding Refn. Non perfetto, ma si finisce per rimanere coinvolti e affascinati da una storia malata e dolorosa. Haley Bennett straordinaria. Qualcuno le dia un Oscar.

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“un cast di contorno un po’ sacrificato”

cult
“una Haley Bennett straordinaria”

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Weekend (2020)

IL PASSATO RIEMERGE DAL FREDDO

Non volevo essere banale ed iniziare questo articolo intitolandolo Weekend (con o senza il morto), perché qui non si ride, ma si riflette sulla leggerezza e sulle fragilità, mettendo in discussione cosa sia realmente l’amicizia. Dopo quella che potrebbe sembrare la classica notte da leoni, quattro amici si risvegliano in un rifugio di montagna durante una tormenta di neve. Il gruppo è stato sequestrato oppure c’è dell’altro ? Siamo sicuri che questa sia la prima volta in cui mettono piede in quel rifugio ? Weekend è un thriller da guardare tutto d’un fiato, magari davanti ad un camino acceso, perchè l’atmosfera è davvero azzeccata. Una buona prova per Grandi, che ci riporta in una baita alla The Hateful Eight dove la violenza non si vede ma si “sente”.

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“il cast femminile non ci da la prova che avremmo voluto”

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“i paesaggi innevati e suggestivi dei Boschi della Sila”

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Sanpa (2020)

A SANPA C’E’ SEMPRE IL SOLE

Ascesa, fama, declino e caduta di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di San Patrignano e controverso personaggio mediatico. La prima docu-serie italiana di Netflix centra il bersaglio. Analizzando uno dei personaggi più carismatici (ed enigmatici) degli anni 70/80, la regista Cosima Spender ci racconta, attraverso interviste e filmati d’epoca, un uomo dai metodi forse discutibili, ma che ha cambiato in qualche modo la storia del nostro paese. La politica, la tv, l’esoterismo, i Moratti, e poi catene, botte, omicidio, tradimenti. Una storia vera dalle tante verità, intrigante come un thriller e appassionante come solo le storie vere sanno fare. 5 episodi da guardare con il fiato sospeso.

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“le catene della droga”

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“Muccioli”

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Soul (2020)

IL SENSO DELLA VITA

Joe, uno squattrinato pianista jazz, muore all’improvviso prima della grande occasione della sua vita. La sua anima farà di tutto per tornare nel suo corpo. Il senso della vita secondo la Pixar. Vivere per uno scopo oppure vivere e basta? Forse è meglio fermarsi e riflettere, o forse è meglio fermarsi e basta? Tra Inside Out e Coco, ma molto più complesso e cerebrale. Si ascolta tanto jazz, ci sono gatti simpatici, hippy su galeoni, personaggi incredibilmente reali, Jerry e Terry. La solita magia Pixar, lontana anni luce dai freddi colossi pseudo live-action Disney (Il Re Leone, etc..). Si arriva a fine film e sei costretto a pensare alla tua vita, inevitabilmente. Quindi fai un bel respiro, asciugati gli occhi e riparti. Capolavoro !!!

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“qualsiasi altro live action Disney”

cult
“Soul”

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We can be heroes (2020)

SOLO SU CARTOONITO

Una flotta aliena invade la Terra e rapisce tutti i supereroi. I loro figli saranno costretti ad unirsi per salvarli. Dopo la saga di “Spy Kids”, Robert Rodriguez torna a sperimentare nel cinema per ragazzi con una parodia dei cinecomics. Coloratissimo, plasticoso, semplice, cartoonesco. Simpatico eh, ma la struttura volutamente infantile risulta troppo pesante per resistere più di un’ora e mezza. A fine film, la voglia di spaccare la testa ad uno di quei mocciosi (tutti antipatici) è molto forte. E sinceramente preferisco il Rodriguez “per adulti” di PLANET TERROR e MACHETE. Cmq per un pomeriggio in famiglia… Fate voi !

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“l’effetto “cartoonito” e una storia troppo infantile”

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“Planet Terror e Machete”

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The Midnight Sky (2020)

IL SOLE A MEZZANOTTE

Terra, anno 2049. Dopo una misteriosa apocalisse, un uomo isolato da tutto cercherà in tutti i modi di contattare l’astronave Aether, di ritorno da una missione su un altro pianeta. Fantascienza esistenziale diretta e interpretata da George Clooney. Un po’ GRAVITY di Alfonso Cuaron, un po’ INTERSTELLAR di Christopher Nolan, un po’ SUNSHINE di Danny Boyle. Clooney mescola la grande sci-fi d’autore, ma non riesce a creare un’opera memorabile e con la giusta potenza. Non un brutto film, ma Clooney funziona meglio come attore che come regista. Persino nelle scene “action”, il film non ha mordente. Stendiamo un velo pietoso sul colpo di scena finale (telefonatissimo). E pensare che nel 2049, Denis Villeneuve ha ambientato il suo Blade Runner. Quello sì che è un capolavoro.

trash
“il George Clooney regista”

cult
“il George Clooney barbuto”

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Ma Rainey’s Black Bottom (2020)

IL DIAVOLO IN BLUES

Chicago 1927. In una sala di registrazione una band si prepara per l’incisione di un disco con la scorbutica cantante blues Ma Rainey. Il teatro arriva su Netflix. Il blues come senso della vita e la vita che dà un senso al blues. Razzismo, religione, sudore, rabbia, dolore. Poi c’è la musica, che forse è l’unica cosa “libera” di questo mondo. Viola Davis straordinaria, Chadwick Boseman incredibile. Sicuramente non facile e non immediato, ma il “teatro cinematografico” prodotto da Netflix arriva e non delude. Potente. Ciao Chadwick, cazzo se eri bravo.

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“la struttura narrativa non è adatta a tutti”

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“Chadwick Boseman e Viola Davis straordinari”

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Antebellum (2020)

GET OUT

In una piantagione di cotone confiscato da militari spietati dell’esercito confederato, Eden, una schiava di colore, cercherà un modo per scappare da quella terribile realtà. Ma forse, non tutto è come sembra. Thriller psico-sociale che prova ad affrontare il tema del razzismo con originalità (alla Jordan Peele per intenderci). La volontà di fare qualcosa di diverso c’è (almeno sulla carta), e la coppia di registi Gerard Bush e Christopher Renz ce la mette tutta sul piano visivo, ma una sceneggiatura non molto equilibrata e un ritmo lento rendono l’operazione un mezzo passo falso. Finale frettoloso e gestito in maniera orribile. La protagonista Janelle Monàe fa quello che può all’interno di un cast assolutamente inutile. Aridatece Jordan Peele.

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“una sceneggiatura poco approfondita e un cast inutile”

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“lo stile visivo di due registi sicuramente da tenere d’occhio”

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La Belva (2020)

IO VI TROVERO’

Un ex capitano delle Forze Speciali con un grave stress post-traumatico inizierà una spietata indagine privata per proteggere la sua famiglia. Ooohhh, ma che bella sorpresa. Il cinema italiano realizza un ottimo e secco action movie in stile americano. Ludovico De Martino è bravo a dirigere un thriller serrato e ben costruito, che ha l’unico punto debole una trama già vista troppe volte. Però c’è energia, azione, cattiveria e la voglia di fare puro cinema di genere. Poi c’è un Fabrizio Gifuni perfetto e straordinario (in versione Joaquin Phoenix in A Beautiful Day). Cosa volete di più? Grazie quindi a Matteo Rovere che con la sua casa di produzione, la Groenlandia Group, prova a riportare il cinema di genere in Italia. Da vedere assolutamente.

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“una trama già vista e rivista”

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“un Gifuni spaziale e bestiale”

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L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose

SOCC’MEL

1968. Cronaca della nascita dell’Isola delle Rose, una piattaforma libera e indipendente al largo di Rimini costruita da ragazzi. Sydney Sibilia e Netflix portano sullo schermo questa bizzarra storia vera. Tutto molto romanzato e con qualche caduta di ritmo, ma l’operazione commerciale funziona e il risultato finale risulta molto godibile. Sinceramente ho preferito il Sibilia di “Smetto Quando Voglio” per grinta e per originalità della messa in scena, ma anche qui, il giovane regista dimostra una certa bravura dietro la macchina da presa. Ottimo tutto il cast (bravissimo Elio Germano nella cadenza bolognese), ma a rubare la scena sono Bentivoglio e Zingaretti (il dialogo sul culo con il cardinale è assolutamente geniale). Un applauso quindi anche a Matteo Rovere e alla sua casa di produzione, la Groenlandia Group, che prova a rilanciare un certo tipo di cinema in Italia. Da vedere !!!

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“un sceneggiatura non proprio equilibrata”

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“un cast fantastico”

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Mank (2020)

CIGARETTE BURNS

Genesi del capolavoro Quarto Potere dal punto di vista dello sceneggiatore alcolista Herman J. Mankiewicz. Impressionante opera cinematografica firmata David Fincher che realizza una meravigliosa lettera d’amore alla Settima Arte. Con una padronanza tecnica mostruosa, Fincher riflette sulla costruzione di una sceneggiatura e sul modo di raccontarla, omaggiando la Hollywood leggendaria degli anni 30. Ma Mank è anche una splendida lettera d’amore di un figlio al proprio padre (Fincher ha realizzato il film da una vecchia sceneggiatura del padre Jack, scomparso nel 2003). Memorabile interpretazione di Gary Oldman. Forse un ritmo un po’ lento ed una eccessiva lunghezza penalizzano un film che comunque rimane impressionante. Sicuramente sarà uno dei protagonisti dei prossimi Oscar.

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“un’eccessiva lunghezza e un ritmo un po’ lento”

cult
“una padronanza tecnica mostruosa ed un Gary Oldman da Oscar”

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Mosul (2020)

FUOCO NEL DESERTO

L’infernale guerra all’ISIS per liberare la città di Mosul dal punto di vista di una squadra speciale di iracheni. Film interessante e particolare, diretto dallo sceneggiatore esordiente Matthew Michael Carnahan e prodotto dai fratelli Russo. Polvere e sangue. Pallottole e bombe. Niente soldati americani, niente eroi, niente prigionieri. Solo un gruppo di iracheni che combatte per la propria città. Un buon ritmo (la parte centrale ha qualche calo), scene d’azione girate alla grande e un cast di sconosciuti che funziona. E il finale riesce anche a sorprendere e a dare un segno di speranza. Non per tutti, ma può piacere (anche se The Hurt Locker di Kathryn Bigelow era meglio).

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“l’inferno della guerra all’ISIS”

cult
“una regia “infuocata” di Matthew Michael Carnahan”

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Onward (2020)

WEEKEND CON IL (FOLLETTO) MORTO

In un mondo alternativo dove la magia è solo un lontano ricordo, due fratelli affronteranno un’avventura per rivedere il padre scomparso. Il fantasy rivisto dalla Pixar. Centuari poliziotto, fatine motorizzate, unicorni randagi e creature mitologiche che gestiscono ristoranti. Puro genio al servizio di una storia fantastica (che strizza l’occhio a “Weekend con il morto”), con due fratelli diversi ma uguali e un padre “a metà” che li unirà per sempre. E come sempre, si finisce estasiati ma con gli occhi lucidi. Magie del cinema. Molti critici l’hanno definito un film “minore” rispetto ai classici Pixar. Avercene di film minori così. Imperdibile !

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“assente”

cult
“il meraviglioso genio della Pixar”

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