Weapons

WEAPONS di Zach Cregger (2025)

Dopo la misteriosa e inspiegabile sparizione di una intera classe delle elementari, il paese punta il dito contro la maestra.

Storie di ragazzi di provincia. Bambini spariti di corsa (volutamente?), genitori sul piede di guerra e maestre “streghe” accusate nella provincia americana “tossica” delle case perfette con prato tagliato e delle scuole colpite da studenti armati di fucile. Zach Cregger continua a raccontare l’America “horror” di periferia e le sue paure (c’è ancora lo spettro dell’AIDS) dopo il discreto “Barbarian”. Qui costruisce un film matrioska composto da personaggi (tanti), colpi di scena (tanti), horror splatter e commedia grottesca. Per poi concludere “a briglie sciolte” con un finale delirante. Julia Garner, maestrina “alla gogna”. Josh Brolin, padre addolorato ma deciso. Alden Ehrenreich, poliziotto impaurito e manesco. Ma l’ingresso di Amy Madigan nel secondo atto ruba la scena a tutti. Divertente, imperfetto, sopra le righe, tronfio, vorticoso. Lontano dall’essere un capolavoro, ma come film “Luna Park” fa il suo.