Il Signore delle Mosche

IL SIGNORE DELLE MOSCHE di Jack Thorne e Marc Munden (2026)

Un gruppo di ragazzini precipitati su un isola deserta dovrà organizzarsi per sopravvivere, ma la natura umana trasformerà quella piccola società in una brutale guerra tribale.

Il miele del diavolo. Anatomia di una caduta e dell’innocenza. Il capolavoro letterario di William Golding esplora il lato oscuro dell’essere umano. Ragazzini che uniscono le forze per sopravvivere, si trasformano (molto presto) in “tribù” primitive senza regole, tra sanguinose battute di caccia, bestie mostruose, lance, fuoco, acqua e pura (auto)distruzione umana. Qui Jack Thorne (che di adolescenti se ne intende) lo porta sul piccolo schermo con tutta la violenza brutale e psicologica del materiale di partenza. 4 personaggi, 4 punti di vista, un mondo in fiamme. Un cuore di tenebra che è lo specchio (attualissimo) di noi stessi. Fino ad un finale sconvolgente ma umanissimo. Straordinario tutto il (giovanissimo) cast. Uno dei migliori prodotti dell’anno.