Il Talento del Calabrone (2020)

LO ZOO DI 105

Le premesse erano buone. Un thriller tutto italiano, tutto in una notte. Uno psicopatico (Sergio Castellitto) minaccia di farsi esplodere in centro a Milano in diretta a Radio 105. Un Dj e una poliziotta cercheranno di fermarlo. Le premesse erano buone. Molto buone. Ma qualcosa non ha funzionato. Il regista Giacomo Cimini prova a fare il Joel Schumacher della situazione: location ridotte al minimo, narrazione in tempo reale e ritmo incalzante. Il vero problema de Il Talento del Calabrone è che Cimini si dimentica spesso del “senso del cinema di genere” e il ritmo incalzante diventa in realtà un ritmo altalenante e a volte poco ispirato. C’è sicuramente la voglia di creare un prodotto visivamente internazionale, e in questo centra l’obiettivo, ma devi costruire una sceneggiatura di ferro per costruire (scusate il gioco di parole) una narrazione perfetta e veramente mozzafiato. Altro punto a sfavore sono i protagonisti. Se Castellitto è bravissimo (quando non lo è) nel ruolo del Calabrone, Lorenzo Richelmy fatica a risultare convincente (ma forse è più un problema di scrittura del personaggio). Ma il punto debole è Anna Foglietta. Completamente fuori parte, vestita come Milla Jovovich in Resident Evil e assolutamente senza senso. Quasi una ridicola parodia delle eroine americane, ma fuori contesto. Detto questo, il film di Cimini ha anche dei buoni momenti come per esempio il finale, che riesce in qualche modo a risollevare un’opera piacevole ma riuscita a metà. Peccato, poteva essere un vero gioiello.

trash
“Anna Foglietta in modalità Milla Jovovich”

cult
“un bravissimo Sergio Castellitto”

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