Highest 2 Lowest

HIGHEST 2 LOWEST di Spike Lee (2025)

Un ricco produttore discografico viene preso di mira per un riscatto. Inizierà un viaggio tra vita, morte e morale.

Prisencolinensinainciusol. New York. Quando la vita si scontra la musica, occorre prendere delle decisioni che metteranno a rischio famiglia, lavoro e morale. Almeno fino al prossimo album. Spike Lee rifà Kurosawa (senza scarpe) e analizza il mondo dell’industria discografica e i mali del mondo moderno. Un sequestro (sbagliato), una decisione e una città (“alta” e “bassa”) che sta a guardare e punta il dito. Lee “personalizza” la storia originale, ma manca diversi bersagli. Un po’ impacciato nelle scene action, colonna sonora troppo invadente, ritmo altalenante e un Denzel Washington bravo, ma un po’ troppo sopra le righe. Peccato perchè alcune idee, almeno sulla carta (o sullo sparito) sono buone (lo “scontro finale” a suon di rap) e Jeffrey Wright è una spalla perfetta, ma si perdono nel doppiaggio e nella costruzione narrativa. Per non parlare dell’inutile esibizione finale di Aiyana-Lee (brava eh, però boh..). Forse questo genere musicale non incontra i nostri gusti. Però vuoi mettere la cover di Celentano nei titoli di coda? Ciaone proprio..