UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA di Paul Thomas Anderson (2025)
Dopo un passato da rivoluzionario, Bob sarà costretto a tornare in azione per salvare la figlia da un vecchio nemico.
Non è un paese per vecchi (ribelli). Battaglie per un mondo migliore (ieri). Battaglie per una vita migliore (oggi). Per il domani si vedrà. Paul Thomas Anderson rilegge Thomas Pynchon dopo “Vizio di forma” (del 2014), ma al contrario di quel film, Anderson ci mette ritmo, azione e rivoluzione. Borghesi ambigui, ribelli “starwarsiani”, militari da strapazzo con gusti “particolari”, frasi/nomi in codice e logge segrete “natalizi”. E soprattutto un passato che ritorna, ma noi non siamo più quelli di una volta. E forse è giusto così. Leonardo DiCaprio, scatenato ex rivoluzionario/padre lebowskiano. Sean Penn, straordinario psicopatico Terminator-militare-trumpiano. Benicio Del Toro, meraviglioso sensei messicano karatekiddiano. Splendido il trio “pink power” Teyana Taylor/Regina Hall/Chase Infiniti. E il ribelle PT Anderson prova (continua) a fare la rivoluzione hollywoodiana. E ci riesce alla grande. Anche senza Tom Cruise. Bomba.
