The Running Man

THE RUNNING MAN di Edgar Wright (2025)

In un futuro distopico, un uomo partecipa ad un reality show mortale per salvare la sua famiglia.

Atto di forza. Un mondo malato, corrotto, distopico, uno show televisivo che controlla tutto e un uomo in fuga che potrebbe salvare/trasformare tutto. Edgar Wright + Stephen King (ops Richard Bachman) + Glen Powell. Cosa può andare storto? Beh, che dire.. qualcuno si potrebbe anche divertire in questo videogame fracassone e nostalgico, ma per essere sinceri Wright firma un compitino action piuttosto banalotto, dimenticabile e senza guizzi registici (ci aveva abituato a ben altro) e Glen Powell (nel ruolo che fu di Arnie) ci mette il fisico, le gambe ma non la simpatia (né tantomeno il carisma). Tutto il resto del cast saluta e passa senza disturbare (sprecatissimo). E tra corse, reality, esplosioni, cacciatori, travestimenti, tradimenti, telecamere e (tanti) personaggi inutili (e ci sono pure le Kardashian), la critica socio-politica si perde in un finale troppo forzato e meno potente (e rivoluzionario) rispetto al magnifico finale pensato da King. Ma vogliamo bene lo stesso a Edgar Wright. Nonostante il network questa volta abbia vinto. Fine delle trasmissioni.