Ben – Rabbia animale

BEN – RABBIA ANIMALE di Johannes Roberts (2025)

Un docile scimpanzé “domestico” contrae la rabbia dopo il morso di una mangusta. Si trasformerà in una belva assetata di sangue.

Jane Goodall presenta. Le Hawai, una casa a picco sul mare, una famiglia che si riunisce e un “dolce” scimpanzé come animale domestico. Tutto perfetto. Fino a quando lo scimpanzé inizia ad avere una strana bava alla bocca. Festoso, orgoglioso (e un po’ scemotto) B-movie che richiama le atmosfere kinghiane di Cujo e quelle romeriane di Monkey Shines (e mettiamoci pure il dimenticato, ma bellissimo Link di Richard Franklin). Una location, ritmo indiavolato, violenza brutale. Johannes Roberts gioca con l’horror anni 90, tra artigianato, divertimento e un pizzico di nostalgia. Siamo dalle parti del prodotto simil-Blumhouse, ma Roberts ha qualche asso nella manica niente male e il “finto” scimpanzé rabbioso Ben, funziona una meraviglia. Tutto prevedibile, tutto “nella norma” e con finale rocambolesco, ma non ci si annoia, e i 90 minuti di durata (finalmente!) scivolano via che è un piacere. Se iniziate ad avere qualche capello bianco ed eravate fans di Notte Horror su Italia 1, può farvi scendere una lacrima di nostalgia. Uh.