Sorry, baby

SORRY, BABY di Eva Victor (2025)

Agnes, giovane insegnante, è costretta a rivivere un evento traumatico avvenuto durante la preparazione della sua tesi di laurea.

Decostruzione del dolore. Una ragazza sospesa nel tempo torna a fare i conti con “qualcosa di brutto” accaduto qualche anno prima. Abbagliante opera prima di Eva Victor, regista/protagonista che narra in stile quasi “nolaniano” la reazione ad una violenza subita. Non c’è tempo per le lacrime, ne per le urla. Ci sono amici, vicini, gatti e colleghi, ma il dolore si affronta internamente congelando il momento (e piccoli frammenti) fino a quando la vita decide di “scongelarlo”. E il monologo finale corrisponde a quello che vorremmo sentirci dire da bambini. O a qualsiasi età. Bellissimo.