HAMNET di Chloé Zhao (2025)
Agnes e Will, giovani genitori, dovranno affrontare una grave lutto che porterà alla creazione di un capolavoro senza tempo.
Il teatro fantasma. Streghe, commedianti, famiglie, spettri, dolore, morte, teatro, rinascita. La natura come palcoscenico della vita e il palcoscenico come “medicina” (naturale) per sconfiggere la morte. Potente atto d’amore “teatrale” firmato Chloé Zhao, che continua a parlare di esistenze ai confini del dolore e della natura. Jessie Buckley, straordinaria madre-fata dei boschi, straziata dal dolore (fisico e psicologico) più estremo. Paul Mescal, straordinario Will (non ancora) Shakespeare, padre di famiglia assente, ma pronto a esorcizzare il dolore attraverso l’arte. Fino ad un magnifico finale al Globe che rompe la Quarta parete e il nostro cuore. Forse sopravvalutato, forse no, ma rimane un viaggio sensoriale da non perdere.
