UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi (2025)
Un semplice incidente stradale innesca una serie di eventi che coinvolgeranno un gruppo di persone perseguitate dal regime iraniano.
Sequestrando Godot. Un “semplice” incidente in un paese “complicato” e un gruppo di persone “complicate” (dal passato doloroso e dolorante) che dovrà scegliere se intraprendere la strada della vendetta o della umanità. In attesa di una decisione che cambierà per sempre le loro vite (o che forse sono già cambiate). Jafar Panahi torna a fare grande cinema politico, libero, “segreto”, potente nella sua Teheran. E racconta una storia di rabbia e di dolore, di paura e di coraggio, di attesa e di redenzione. E i suoi personaggi rispecchiano l’anima di Panahi, reietto perseguitato che gira (divinamente) di nascosto e che trasforma il cinema (tutto, di genere e d’autore) in un grido di condanna, coraggio e speranza. Sapendo perfettamente che il suono dei passi del passato non ti abbandonerà mai. Splendido.
