MICHAEL di Antoine Fuqua (2026)
Veloci pensieri sparsi su Michael (Jackson). Biopic complicato su un genio che ha cambiato un’epoca. Antoine Fuqua dirige, Graham King (lo stesso di Bohemian Rhapsody e si vede) produce. Nessuna via di mezzo. Raccontare la santificazione nel più alto del pop o la discesa nell’abisso a causa di un padre/padrone/manager e di future accuse infamanti? La risposta è semplificare e “disinfettare”. La strada per il paradiso artistico è lastricata di “miracoli”, famiglie (troppo) unite, bodyguard confessori, manager scaltri, animali vari, musica e concerti. Donne, madri, sorelle, chirurgia estetica e demoni interiori non pervenuti (forse il “vero” film era proprio lì). Tutto rapido, tutto pulito, tutto costruito a tavolino. Però…… però lo spettacolo non annoia, Jaafar Jackson è identico allo zio e i momenti musicali sono travolgenti (merito delle canzoni ovviamente ma anche dei 4 montatori). Film perfetto per i fan in attesa della sua resurrezione (e del già annunciato sequel). Per tutti gli altri, si può scendere a compromessi.
