SPIDER-MAN: BRAND NEW DAY di Destin Daniel Cretton (2026)
Solitudine, maturazione e mutazione. Torna Tom Holland/Spider-man dopo la cancellazione della memoria in No Way Home (il più brutto di tutta la saga di Holland) e si riparte da (quasi) capo. Peter Parker è solo, anzi solissimo, combatte il crimine con “gentilezza” e la sua mente è ferma al passato. Ma non il suo corpo. L’MCU ritrova (forse) la sua forma migliore e ci regala un buon film dell’uomo ragno tra eroi/antieroi mutati, arrabbiati e “abbandonati”. Destin Daniel Cretton fa volare Spidy omaggiando Raimi in una New York dai colori “spenti”. Tom Holland, perfetto e dal cuore spezzato. Zendaya, ragazza adulta dal cuore “nuovo”, Jon Bernthal, punitore “punito” dal cuore d’oro. E poi c’è Sadie Sink (in modalità Stranger Things), ma non diremo altro se non che ha i capelli rossi. E tra ragnatele finte, ragnatele vere, ninja rossi volanti, Hulk verde selvaggio, lettere d’amore in tazze da caffè, giovani supereroi adulti e giovani promesse per il futuro, si apre una nuova era dell’anno domini 202X. Con corpo e mente in perfetto equilibrio. Forse.
