UNDERTONE di Ian Tuason (2026)
Evy, conduttrice di un podcast sul paranormale, torna nella casa della madre morente per assisterla. Ma l’ascolto di 10 inquietanti file audio la faranno sprofondare nella follia.
Un avvertimento prima di iniziare… Podcast, madri morenti da assistere e figlie/future madri assistenti. Nell’era dello streaming, attento a quello che ascolti. Potrebbe essere molto pericoloso. Soprattutto per la tua anima. Ultra indie audio horror canadese (targato A24), acclamatissimo in America che affronta (e sfrutta al meglio) i podcast come veicolo di informazioni/maledizioni. Ma è anche una inquietante e claustrofobica metafora sulla maternità non per scelta voluta ma per scelta “obbligata”. E tra audio, crocifissi, madonne, canzoni al contrario, figlie badanti, folk horror e sussurri nella notte e nelle cuffie, l’horror low-budget di Ian Tuason gioca intelligentemente con le nostre orecchie e i nostri nervi. Forse non sarà l’horror dell’anno, ma riesce con poche inquadrature (e una location) a incollare alla poltrona per 90 minuti secchi. E alla prossima puntata. Se siete ancora vivi. Efficace.
