Babyteeth (2019)

IL SENSO DI MILLA PER LA VITA

Il direttore di Venezia 76, Alberto Barbera, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival, ha dichiarato che non ama i film che trattano il tema della malattia, ma questo Babyteeth l’ha conquistato. Devo dire che sono d’accordo con Barbera. Anche io non amo i film strappalacrime sulla malattia, ma questo Babyteeth è diverso. La regista esordiente Shannon Murphy ci racconta la storia di Milla, ragazzina minorenne malata di cancro, che vive con due genitori benestanti ma complessati e una tribolata love story con lo spacciatore Moses. Con freschezza, semplicità e colore (tanto colore), la Murphy riesce a costruire, tramite micro capitoli, una storia delicata, frizzante ed emozionante, senza mai cadere nel patetico o nel “già visto”. Con stile indipendente ed essenziale, la storia di Milla (interpretata da una promettente Eliza Scanlon) coinvolge, diverte (tanto) e scorre piacevolmente fino ad un finale intenso e “giusto”. Perfetto e affiatato il cast, in particolare un Ben Mendelsohn che si lascia alle spalle i soliti ruoli da villain (e protagonista, sempre nel finale, di uno dei momenti più intensi della pellicola). Babyteeth è una piccola sorpresa che, siamo convinti, tra qualche anno diventerà un cult.

trash
“qualche caduta di ritmo (stiamo parlando comunque di un esordio)”

cult
“uno stile registico semplice ma efficace ed un cast perfetto”

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