Piccole Donne (2020)

DONNE DUDUDU

Sentivamo il bisogno fisiologico di una nuova trasposizione di Piccole Donne? Assolutamente no. Neanche se la regista è la Greta Gerwig di Lady Bird? Peggio ancora. Diciamo subito una cosa: Amo Greta Gerwig come attrice (L’ho amata alla follia in Frances Ha), ma come regista mi lascia un po’ perplesso. La sua opera prima, Lady Bird appunto, tanto acclamata dalla critica americana, è in realtà un filmetto insipido e senza grinta. Carino eh, ma niente di memorabile. Quando è uscita la notizia che avrebbe adattato una nuova versione cinematografica del romanzo di Louise May Alcott, il mio encefalogramma non ha avuto variazioni significative. Poi la critica americana (la stessa che aveva acclamato Lady Bird) ha scritto (ovviamente) recensioni entusiastiche. Quindi, un po’ per curiosità, un po’ per dovere di cronaca, un po’ per evitare di rimanere a casa a guardare C’è Posta per Te su Canale 5, mi sono fiondato al cinema a vedere Piccole Donne. Non essendo un fan delle sorelle March e, come ho già detto, non essendo un fan della Gerwig regista, sono partito un po’ prevenuto, ma questo Piccole Donne, alla fine, qualche buona idea ce l’ha. Prima di tutto, il film non segue una linearità del racconto, ma procede per salti temporali. Idea molto interessante perchè riesce a dare un po’ di “movimento” alla trama e in qualche modo il risultato funziona. Il vero problema di tutta l’operazione, al di là dei movimenti temporali, è la mancanza di una visione più “grintosa” della storia. Greta Gerwig adatta i dialoghi con un linguaggio più “moderno” rispetto agli originali della Alcott, ma le manca un’impronta registica originale e “rock” che poteva avere una Sofia Coppola. Oltretutto le musiche “classicissime” di Alexandre Desplat sembrano uscite direttamente dal film del 1994 con Winona Ryder. Un gran peccato perchè il cast è perfetto. Saoirse Ronan (ok, mi sono innamorato della sua Jo) e Florence Pugh, con le loro splendide interpretazioni, guidano le piccole donne (stendiamo un velo pietoso sulla solita, insopportabile Emma Watson), mentre il cast di contorno (Timothée Chalamet, Laura Dern e la sempre grande Meryl Streep) è altrettanto incredibile. Per tutto il resto, siamo dalle parti del compitino ben eseguito, ma mediocre. Un film che probabilmente è stato “spinto” a causa di ragioni più sociali che altro (echi del movimento #MeeToo), e che dimostra tutti i suoi limiti con una messa in scena troppo classica e senza particolari guizzi. Continuo a preferire Greta Gerwig attrice, ma alla fine, questo Piccole Donne è sempre meglio di C’è Posta per Te su Canale 5.

trash
“una regia classica e una colonna sonora datata”

cult
“tutto il cast a partire da una splendida Saoirse Ronan”

logotrailer