Anemone

ANEMONE di Ronan Day-Lewis (2025)

Un uomo, isolato nel bosco, riceve la visita del fratello, intenzionato a riportarlo a casa.

Un giorno questo cognome ti sarà utile. Fratelli, padri, figli e spiriti (non santi). Benedizioni e maledizioni tramandate di generazione in generazione. Opera prima frastagliata, imperfetta e “familiare” di Ronan Day-Lewis, “figlio di” che prova a fare l’autore con l’aiuto di papà. E qui il papà lo aiuta eccome. Venti di guerra e venti di violenza. In mezzo ai boschi con fiori, corse, pioggia, grandinate improvvise e creature trasparenti, due uomini combattono contro un passato che lascia ferite e un futuro che forse può guarirle. Ce la mette tutta Ronan a fare “videoarte” fighina, e qualche scena effettivamente non è niente male, ma serve anche “gestire” una storia solida per lasciare segni/cicatrici importanti nella mente dello spettatore. E qui la storia è solo un pretesto per far sbizzarrire i Day-Lewis con questo Cuore di Tenebra domestico (per carità, papà Daniel non delude affatto il suo ritorno alla recitazione). Caos e quiete, ordine e disordine. Rimandato a settembre Ronan, ma ci siamo quasi. Salutaci papà.