FLOP 2025: le peggiori “cose cinematografiche” secondo Trashcult

Siamo stati indecisi fino all’ultimo se farla oppure no. Poi alla fine ci siamo detti “massì.. chissenefrega”, ed eccola qui. La lista (personalissima e sempre in ordine casuale) delle “cose cinematografiche” più deludenti del 2025. Se qualcuno non è rimasto deluso da questi titoli, ci pensiamo noi a farlo per voi. Nessuno è perfetto. Beccatevela:

1. Jennifer Lawrence in DIE MY LOVE (e altri esorcismi famigliari)

Depressione post partum e altri esorcismi. Niente da dire su Jennifer Lawrence che ci mette anima e corpo (tutto sto spreco di talento), ma dopo due ore di sclerate, botte, scenate, menate e strillate, ci siamo chiesti, “ma quindi?”. La risposta non l’abbiamo trovata, ma il film di Lynn Ramsay diventa di diritto uno dei titoli “scult” dell’anno. Velo pietoso anche su Robert Pattinson. E visto il tema trattato, è indifendibile. Tremendo.


2. ALIEN PIANETA TERRA (e altri animali domestici)

L’operazione era coraggiosa e per qualche puntata ci avevamo anche creduto. Una serie su Alien senza freni ambientata sulla Terra. Peccato che peggiora di puntata in puntata e gli ultimi due episodi sono tra i più brutti visti in televisione negli ultimi anni. Noah Hawley mescola Peter Pan, Il Signore delle Mosche, L’invasione degli ultracorpi, la pecora Dolly e il cane Beethoven, fino ad un disastroso (non) epilogo che azzera la nostra voglia di continuare. Soprattutto per come hanno conciato il nostro amato Xeno. Ma che ti hanno fatto? Forse è il momento di abbandonare per sempre il franchise di Alien. Speriamo.


3. HIGHEST 2 LOWEST di Spike Lee (e Adriano Celentano)

Spike Lee + Denzel Washington + Akira Kurosawa. Cosa può andare storto? Beh ecco.. L’analisi pseudo-crime di Lee sull’industria discografica americana poteva anche funzionare, ma sbaglia completamente ritmo, messa in scena e interpretazioni (troppo sopra le righe). Denzel Washington in perenne overacting (molto meglio Jeffrey Wright) e finale con “marchetta” musicale inutile. Ci dispiace Spike, ma ti vogliamo bene lo stesso. E la cover di Adriano Celentano nei titoli di coda solleva un po’ la media finale. Stonato.


4. BUGONIA di Yorgos Lanthimos (e alieni “a zero”)

Lanthimos ne aveva azzeccate troppe di fila (anche se Povere Creature per noi è un tantinello sopravvalutato). Poi arriva questo remake di un film coreano. E sbaglia il colpo. Dark-fanta-horror-comedy che diverte più Lanthimos che lo spettatore. Vabbè, Emma Stone e Jesse Plemons sono bravissimi, ma il gioco eco-sci-fi non convince del tutto, fino ad un finale completamente sbagliato. Tutto sommato simpatico, ma forse ci aspettavamo sicuramente di più. Senza forse. Recuperate il film originale coreano per favore. Rasato.


5. HURRY UP TOMORROW di Trey Edward Shults (e The Weeknd non deve recitare)

Dimenticate l’interessante It Comes al Night e lo straordinario Waves. Trey Edward Shults era uno dei giovani registi più talentuosi della nuova Hollywood. Poi è diventato amico di The Weeknd e l’abbiamo ufficialmente perso. Pseudo-psico-musical-drama-thriller-boh che racconta di una pop star in crisi esistenziale che incrocia una fan psicopatica. Tutto questo inutile pippone pseudo chic serve solo a pubblicizzare (male) il nuovo album di The Weeknd (che non sa scrivere sceneggiature, figuriamoci a recitare). Se poi ci mettiamo una inespressiva Jenna Ortega “danzante” e uno sprecatissimo Barry Keoghan, il disastro è servito. Però, forse, l’album.. mah. O forse è solo un problema nostro. Musicarello.