WAKE UP DEAD MAN – KNIVES OUT di Rian Johnson (2025)
In una piccola parrocchia, il detective Benoit Blanc dovrà risolvere il delitto impossibile di un controverso prete.
Mistero della fede. Preti, credenti, e (finti) santi a confronto. In un mondo di peccatori, l’unica salvezza è non rimanere uccisi. Terzo capitolo della saga di Knives Out, questa volta ambientata dietro le panche di una cattedrale (cit.). Rian Johnson, nelle solite vesti di sceneggiatore/regista, questa volta si ritrova a fare Dio onnipotente che manovra vite, indagini, colpevoli. Il capitolo più “dark” (a tratti quasi horror) tra i 3, ma sicuramente il più divertente e accattivante, con la scelta coraggiosa (bisogna ammetterlo) di trasformare il suo Benoit Blanc in co-protagonista. Tanti colpi di scena, dialoghi taglienti, un cast superbo (oltre a Craig anche un ottimo Josh O’Connor e una straordinaria Glenn Close) e una visione oscura del mondo ecclesiastico. Fino ad un finale rivelatore soddisfacente. Johnson ci ricorda ancora una volta quanto l’uomo è un debole burattino guidato da denaro e potere. E forse non solo. Rendiamo grazie a Rian Johnson. La trilogia è finita, andate in pace.
