The Life of Chuck

THE LIFE OF CHUCK di Mike Flanagan (2025)

Vita in 3 atti di Charles Krantz, tra connessioni, amori, tempo e matematica.

Balliamo sul (nostro) mondo. Guida galattica per ballerini. Tre atti per analizzare al livello cosmico/matemarico la meravigliosa vita di un “normalissimo” piccolo uomo e di tutto quello che c’è nella sua testa. Si inizia con la fine dell’umanità e si finisce con la consapevolezza (e attesa) della fine. Mike Flanagan adatta (ancora) Stephen King, ma questa volta niente horror. Questo giro di vite è in realtà una favola sull’amore, sulla morte e sulla verità, scandito dalle lancette dello spazio tempo. Forse un po’ sconclusionato e un po’ dispersivo (e un po’ sopravvalutato), ma capace di alcuni momenti straordinari (il ballo del secondo atto) e un Mark Hamill stratosferico (peccato per Tom Hiddleston che balla bene, ma non viene valorizzato). Tra Stand by me, La La Land e Steven Spielberg. Però cosmico. Cmq un buon film.