Sirât

SIRÂT di Olivier Laxe (2025)

Un padre e un figlio, viaggiano attraverso il deserto marocchino per trovare la figlia scappata in un rave. 

Un rave alla fine del mondo. Viaggio, ricerca, dolore, colpa, apocalisse, musica. Quando il deserto del Marocco diventa l’ultimo posto del mondo che fa da ponte tra inferno e paradiso. Ma forse il paradiso è ancora troppo lontano. Olivier Laxe, firma un’enigmatica avventura on the road fatta di sabbia calda, corpi mutilati, corpi sudati, musica ad alto volume, esplosioni, anime perdute e neo-apocalissi. Una ciurma di pirati del deserto alla ricerca di qualcosa (qualsiasi cosa?) che forse non esiste più. Sergi López, padre ricercatore/viaggiatore oltre i confini del mondo e del dolore. Tra Mad Max, Bagdad Café e Alejandro Jodorowsky. Cinema d’avventura sensoriale, esistenziale quasi mistico che abbraccia il genere. Straordinaria colonna sonora di Kangding Ray. E la nostra mente è ancora lì, in viaggio. Bellissimo.

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