28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa

28 ANNI DOPO: IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta (2025)

28 anni dopo, nell’Inghilterra degli infetti, la banda sanguinaria di Jimmy si ritrova nel tempio di ossa del dottor Ian Kelson.

Il Signor Diavolo. 28 anni dopo, l’Inghilterra è sempre devasta da infetti rabbiosi e gruppi di Teletubbies satanisti. Due diverse visioni del male destinate a cambiare volto. Nia DaCosta “tranquillizza” questo secondo capitolo del franchise dopo il “primo” (pasticciato) capitolo di Danny Boyle. Meno infetti, meno azione, più dialoghi, più riflessione, più fede. Ci si confronta tra satanisti e atei, satanisti e satanisti, medici e pazienti, infetti e infetti. Insomma, tra umani e umani. E poi c’è il male, che muta ancora. E questa volta, le parole sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Alex Garland “rallenta” la storia e la arricchisce di momenti di grande violenza, ma anche di grande “pazienza”, e punta tutto su due personaggi memorabili. Jack O’Connell, strepitoso capobanda perverso guidato da Satana (ispirato a Jimmy Savile) che vuole portare avanti la sua “missione” sanguinaria e Ralph Fiennes, straordinario medico/missionario/domatore malinconico che prova a trovare una “cura” (e un amico) sulle note dei Duran Duran. Ma nello scontro finale (bellissimo) arriveranno gli Iron Maiden a fare da colonna sonora ad un delirante “show” religioso che scopre le carte definitivamente. Fino ad un finalissimo che promette (speriamo) di chiudere un cerchio. E questa volta, la coppia Garland/Boyle (con l’inaspettato aiuto di Nia DaCosta) fa centro.