La Sposa!

LA SPOSA! di Maggie Gyllenhaal (2026)

Chicago, anni 30. Alla ricerca di una compagna, il mostro di Frankenstein chiede aiuto ad una scienziata per riportare in vita una giovane donna assassinata.

Finché (non) morte non ci separi. Mostri, gangster e amori immortali (finché durano). In questo mondo di mostri “umani”, anche le “povere creature” hanno bisogno di compagnia. E forse l’unico modo è crearla. Possibilmente ribelle. Versione “pink power” de La Sposa di Frankenstein firmata Maggie Gyllenhaal che trasforma il leggendario film di James Whale in un autodistruttivo “folie à deux” gangsteristico non proprio indimenticabile. E tra cicatrici esterne e cicatrici interne, lingue nere e lingue strappate, maschi maschilisti e donne all’avanguardia, cinema e meta cinema, morte e rinascita, la Gyllenhaal, posseduta da una schizzata Mary Shelly, costruisce un fragile manifesto femminista retto solamente dalla straordinaria coppia Jessie Buckley/Christian Bale, splendidi e scatenati amanti freaks alla ricerca di un posto del mondo. E forse anche Maggie Gyllenhaal sta cercando il suo nel mondo del cinema. Ma dovrà aspettare la prossima “scossa”. Peccato.