Keeper

KEEPER – L’ELETTA di Osgood Perkins (2026)

Liz e Malcolm, decidono di passare un weekend nella casa in montagna di lui. Ma il luogo nasconde misteri e presenze.

Primo weekend romantico in una baita sperduta in mezzo ai boschi? Idea stuzzicante, sempre che la baita non sia già “occupata” da maschi tossici o altri mostri vari. Oz Perkins, dopo scimmie giocattolo, Hansel, Gretel e Nicolas Cage albino, torna a parlare di rapporti familiari, donne, favole e maledizioni. Qui gioca su atmosfere, claustrofobia, misteriose torte al cioccolato e Tatiana Maslany (brava, ma poco convincente nell’insieme), ma perde per strada una storia (scritta maluccio), ritmo, idee e paura. E se la prima parte è di una noia terribile (e piuttosto piatta), si arriva ad un atto finale che invece di esplodere come dovrebbe nella follia più estrema e inquietante, diventa un bizzarro delirio kitsch un po’ troppo veloce, facilone e WTF. E dopo 3 film (mediocri) in un anno e mezzo, ci chiediamo se Perkins abbia veramente le carte giuste per fare la differenza nell’horror contemporaneo. O se forse è il momento di prendersi una pausa. Sonno.