CLAYFACE di James Watkins (2026)
La giovane star di Hollywood Matt Hagen viene sfigurato da boss della malavita di Gotham. Caduto in depressione, scopre una tecnologia che può ridargli il suo volto.
Praticamente una seduta di skincare finita malissimo.
Rotta verso le più alte stelle del cinema, fino a precipitare direttamente nel fango. D’altronde Hollywood è un ambiente brutale: ti dà tutto e ti toglie tutto. Soprattutto se sei il più bravo. E soprattutto se la tua composizione chimica è a base di argilla per vasi.
La DC prova la strada dei villain come fece (disastrosamente) la Sony. Qui va un po’ meglio, ma la parabola dell’attore amato da tutti che si trasforma in uno spietato mostro di fango odiato da tutti diventa una piatta metafora sull’identità perduta nell’era dell’IA (forse stiamo esagerando).
E se i riferimenti ad altri film body horror o pseudo tali sono praticamente dei copia-incolla (“Darkman” di Raimi e “L’Uomo senza Ombra” di Verhoeven, ma lasciamo stare “La Mosca” di Cronenberg per favore), a James Watkins manca completamente la mano “autoriale” per trasformare il film in qualcosa di nuovo.
Tom Rhys Harries, sciatto protagonista biondino (e abbastanza imbecille) che sicuramente non vincerà l’Oscar e che non fa paura a nessuno quando dovrebbe (Kevin Bacon ne “L’Uomo senza Ombra”, lui sì che faceva paura).
Naomi Ackie, scienziata (?!?!?) senza carisma e ci stiamo ancora chiedendo per quale motivo il film pretenda che ce ne innamoriamo.
Poi c’è Max Minghella che non vi spoileriamo, ma probabilmente è il personaggio più inutile degli ultimi anni (e imbecille pure lui).
E poi l’horror “carnale”, che c’è e si vede in abbondanza, ma non fa paura, esagera e a tratti risulta involontariamente ridicolo (ah, c’è Mike Flanagan in sceneggiatura, è giusto che lo sappiate).
Nient’altro da aggiungere se non un paio di scene al limite del trash (una trasformazione d’identità a letto con tanto di auto-erotismo e una simpatica scena di “lotta” con balletto in una discoteca nel finale).
Gotham c’è, Batman no.
La stazione di polizia di Gotham c’è. Il commissario Gordon no.
Valli a capire.
Forse abbiamo detto fin troppo e probabilmente lo dimenticherete appena usciti dalla sala.
Forse la scena più sconvolgente è portare un paio di forbici su un aereo e aver fregato i controlli.
Forse era meglio Supergirl.
Si scherza eh.
